Bibite gassate: ecco come cambiano il nostro corpo

Come cambia il nostro corpo quando assumiamo bibite gassate nel nostro organismo?
come cambia il nostro corpo quando beviamo bibite gassate

Chi non ha mai bevuto una bibita gassata nel corso della sua vita? Bambini, adulti. Dalle più note e conosciute alle meno del supermercato. Il loro gusto e soprattutto l’anidride carbonica al suo interno che da quel senso di frizzante “digestivo” fa gola a molti.

Il problema principale però delle bibite gassate sta nell’apporto di zucchero al loro interno. Le light o le non zuccherate contengono sostanze che aumentano le probabilità di incorrere in malattie.

Le migliori alternative naturali allo zucchero

Lo zucchero contenuto nelle bibite fa si che si vada ad accumulare quel “grasso” non buono per il nostro organismo, che si deposita quindi attorno ad organi. Questo tipo di grasso ha una correlazione con la comparsa di diabete o malattie infiammatorie in genere.

Cosa dice uno Studio sulle bibite gassate e disturbi che causano

Secondo uno studio condotto dall’American Society of Nutrition, il bere regolarmente bibite gassate aumenta la probabilità di accumulare grasso epatico e scheletrico. E ciò costituisce un fatto allarmante, se solo si pensa che il grasso epatico in eccesso può provocare delle malattie epatiche anche negli astemi.

Il segno visibile più evidente di un eccesso di grasso viscerale è dato dalla “classica” pancia. Quindi, se hai notato un suo aumento di volume, per prima cosa, riduci sensibilmente il consumo di zuccheri: come misura “di prevenzione” consiglio di acquistare abiti, in particolare camicie e pantaloni, che non lascino spazio ai chili di troppo. In questo modo, il tenersi in forma diventa un’abitudine che, se siete bravi abbastanza da raggiungere una silhouette perfetta, vi farà ricevere anche qualche complimento.

bibite gassate

Lo zucchero contenuto nelle bibite è composto dal 50 % circa di glucosio, e dal 50 % circa di fruttosio. Tuttavia il cervello “riconosce” l’assunzione del fruttosio solo quando questo viene assunto con le fibre (come, ad esempio, quando si mangia la frutta). Quando, invece, viene introdotto nell’organismo in forma liquida il fruttosio non innesca nel cervello il meccanismo della sazietà. Nasce così il problema perchè è inevitabile che si assumano più calorie del necessario.

Dimagrire senza dieta: remise en forme senza sacrifici

Recenti ricerche scientifiche dimostrano che il non prendere in considerazione le calorie ingerite con i liquidi, provoca un’aumento di peso e la crescita dell’indice di massa corporea (IMC).

La resistenza all’insulina causa una sindrome metabolica, ovvero una situazione clinica ad alto rischio cardiovascolare, la quale comprende una serie di fattori di rischio e di sintomi che si manifestano contemporaneamente.

E’ noto che il compito principale dell’insulina è di smistare il glucosio, dal sangue alle cellule “giuste”. Quando si assume troppo zucchero, il pancreas è costretto a produrre più insulina e questo determina una insulino resistenza, il che significa che il rilascio dell’ormone, in dosi note, produce un effetto biologico inferiore rispetto a quanto previsto

Le malattie cardiache o cardiovascolari, sono tra le principali cause di morte in Italia, e spesso sono causate anche da errati stili di vita e da errate abitudini alimentari.

Attacchi cardiaci, infarto, arresto cardiaco, sono termini che sono noti ai più, e di cui preferiremmo non sentirne più parlare, ma che, però, uccidono.

L’American Heart Association consiglia alle donne di non assumere più di sei cucchiaini di zucchero al giorno. Per avere un’idea di cosa vuol dire: una lattina di bevanda gassata contiene 8-9 di cucchiaini di zucchero, il che significa che una quantità superiore al limite giornaliero raccomandato, viene introdotta nell’organismo con un’unica bevanda!

Purtroppo è difficile cambiare le proprie abitudini, soprattutto laddove si è in presenza di sostanze che creano una dipendenza che vi “rema” contro. Come con il tabacco o con la cocaina, così con lo zucchero: il richiamo del piacere generato dalla dopamina è forte e smettere non è semplice.

Fonte foto: Pixabay

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