Running: uno, nessuno, centomila

La corsa è fatica, su questo non ci sono dubbi. Fatica, sacrificio, imprecazioni, unghie nere dei piedi, vesciche e acido lattico il lunedì mattina post gara o post allenamento pre-maratona.

Running

Alla corsa non menti, e se lo fai, lo fai solo a te stesso quando ti guardi allo specchio ogni mattina. A meno che tu non lo faccia per professione, non importa il tempo, importa come tu ti senti quando hai finito di correre.

La corsa diventa a lungo andare, uno stile di vita, entra nel tuo modo di essere, applichi le medesime regole di vita del tuo allenamento quotidiano. Correre diventa come il lavarsi i denti, non riesci ad iniziare la giornata o uscire di casa, senza averlo fatto.

La corsa ti cambia, ti regala emozioni, esperienze uniche e indimenticabili. La corsa ti porta nuovi amici, persone che diversamente non avresti mai incrociato o considerato, e sono persone straordinarie, che ti danno tutto senza pretendere nulla in cambio. Perché sanno, come te, che chi corre ha coraggio da vendere, il coraggio di alzarsi all’alba anche in pieno inverno, con la neve, il gelo, la nebbia e uscire a correre solo per il gusto di condividere la propria passione in compagnia di altri runner folli proprio come te.

Oppure attraversare la città, il venerdì pomeriggio di agosto, quando la temperatura percepita è di 40 gradi e aiutare un’ amica a portare a termine la tabella di preparazione alla sua prima maratona, quella di New York, una esperienza che ti segnerà e ti cambierà per sempre la vita.

Perché poi ad un certo punto non è più solo una questione di endorfine, e dei benefici che se ne traggono. Diventa una questione di stile di vita.

Urban Runners
Urban Runners

La produzione di endorfine nel nostro organismo regala una piacevole sensazione di benessere. Le endorfine aiutano anche ad alleviare il dolore. Queste sostanze fanno parte di antichi meccanismi di sopravvivenza, che ci hanno permesso di continuare a lottare anche in periodi nei qulai siamo particolarmente sotto stress.

Cosa sono le endorfine?

Le endorfine sono delle sostanze prodotte dal cervello nel lobo anteriore dell’ipofisi. Vengono classificate come neurotrasmettitori. Hanno proprietà analgesiche che le rendono più potenti persino della morfina. Del resto il termine endorfine significa “morfine endogene”, cioè morfine prodotte dal nostro organismo. Una forte emozione o un allenamento intenso possono provocare il rilascio di endorfine e credetemi è la (o una delle) sensazioni migliori al mondo.

Vale la pena di correre anche solo per sentire questa meravigliosa sensazione. Per non parlare poi di quando arrivi a tagliare il traguardo di una maratona, non importa in quante ore, in quel preciso istante ti invade una sensazione di onnipotenza e brividi di gioia infinita che ti fa pensare che se sei riuscito a compiere una tale impresa, nulla ti sarà impossibile da affrontare d’ora in avanti.

La corsa ti aiuta a rafforzare il carattere, a fare cose che mai avresti pensato, a socializzare, a buttarti alle spalle paure e insicurezze, ad avere uno stile diverso, avere un’etica nella vita.

Cosa è l’etica per un runner? L’ho imparato non solo sul campo, ma leggendo nella pagina internet della mia squadra di corsa, gli URBAN RUNNERS, con il prossimo 2018 saranno tre gli anni in cui sono affilata a loro. Perché se la corsa è importante, lo è anche la squadra che si sceglie e che ti accompagnerà nelle imprese più disparate, siano maratone, ultra-maratone, mezze, o anche solo tapasciate di gruppo. La squadra ti sostiene, ti supporta, la squadra diventa il punto di riferimento nei momenti bui in cui tutto sembra girare nel verso sbagliato, perché solo la squadra sa come ci si sente e conosce le giuste leve da muovere per far ritornare il sorriso e la voglia di correre, quando decidi di chiudere con tutto e tutti, la squadra insegna a non mollare mai.

ETICA. Nel linguaggio filosofico, ogni dottrina o riflessione speculativa intorno al comportamento pratico dell’uomo, soprattutto in quanto intenda indicare quale sia il vero bene e quali i mezzi atti a conseguirlo, quali siano i doveri morali verso se stessi e verso gli altri, e quali i criteri per giudicare sulla moralità delle azioni umane: in particolare, l’insieme dei doveri strettamente inerenti alle attività professionali svolte nella società.

Wings for life World Run
Wings for life World Run

Questa è una sintesi della definizione del termine “ètica” tratto da una fonte certa, la Treccani. L’etica si applica tanto ad un individuo che ad una società.

Ma come si applica all’attività sportiva, nello specifico nella corsa amatoriale? Perché di questo stiamo parlando, di corsa amatoriale e non primati olimpici.

E’ molto semplice, l’amatore corre per il piacere di farlo, si impegna a farlo correttamente seguendo etica e norme indicate  dalla società che lo ha tesserato, dal comitato gara, dall’ente Federale e non per ultima dalla morale. Allo stesso tempo la società che l’amatore rappresenta deve far si che questi valori e comportamenti vengano rispettati, in maniera corretta, rispettando le regole, la privacy e le capacità sportive dell’amatore. Qualora questi venga meno alle regole, è compito della società far si che riconosca l’errore e successivamente prendere i provvedimenti necessari, sempre nel rispetto della privacy, utilizzando canali di comunicazione istituzionali, senza esporre inutilmente alla pubblica umiliazione il podista. L’errore di uno non vuol dire che la società che rappresenta sia colpevole del suo comportamento ne è corretto che ricada su tutti gli altri che corrono onestamente.

Uscendo dal soggetto corsa/tecnico, L’etica va intesa anche come comportamento morale, vale a dire rispettare il prossimo,  rispettare le opinioni, rispettare il lavoro altrui, rispettare la privacy, dare senza pretendere nulla indietro, dare per il piacere di farlo per stare con le persone che fanno star bene e fare quello che ci fa star bene.

La forza del gruppo, del rispetto delle regole e del piacere di correre tutti insieme. La corsa va rispettata, perché è divertimento e deve aiutare a stare bene, non a trasformarsi in mostri dipendenti che perdono di vista l’obiettivo del divertimento.

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