Frutta secca: conosciamola meglio e sfatiamo alcuni miti

Dopo le Feste vi ritrovate con un sacco di frutta secca che non sapete come utilizzare? Il modo migliore è uno solo: mangiarne 30 grammi al giorno, per una salute di ferro!

A Natale e Capodanno si riscopre il piacere di portare la frutta secca in tavola ma andrebbe presa come un’abitudine quotidiana.

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Autorevoli studi presentati all’ultimo congresso dell’American Heart Association hanno infatti dato l’ennesima conferma: la frutta secca fa benissimo alla salute. Mangiarne 30 grammi al giorno ha effetti benefici sia sul controllo del peso che sul rischio cardiovascolare e previene anche molte malattie neuro-degenerative.

In particolare i cardiologi americani hanno preso in esame noci brasiliane e arachidi, ma anche gli altri frutti a guscio hanno tante caratteristiche salutari, basta sceglierle e consumarle nel modo giusto.

Dalle mandorle per i muscoli, ai datteri per lo spuntino spezza fame, dalle noccioline per le proteine, ai pistacchi per i sali minerali.

Ma andiamo per ordine e soprattutto sfatiamo alcune “leggende”… Per esempio…

La frutta secca quando siete a dieta non va mangiata

Errore! A chi segue un regime ipocalorico è consigliato inserire la frutta secca nel programma alimentare poiché, al di là dell’elevato apporto calorico, ha un efficace potere dimagrante grazie alle fibre, alle vitamine e alle proteine che stimolano il metabolismo.

Quanta frutta secca mangiare ogni giorno

Tenete conto che 100 grammi di frutta secca possono contenere anche 600 calorie, l’equivalente di un pasto completo. Per sfruttarne i benefici senza ingrassare il consiglio è di non esagerare con le quantità e limitarne il consumo a 30 grammi al giorno.

Quando mangiare la frutta secca

A colazione, con yogurt e cereali, a pranzo in una ricca insalata con anche frutta fresca e formaggio, come merenda, come spezza-fame in ufficio, ma anche dopo cena o prima di coricarsi.

Lo sapevate infatti che mangiare qualche noce la sera, prima di andare a dormire, è un toccasana? Grazie al triptofano che contengono le noci e alle sue proprietà rilassanti, è un valido aiuto a conciliare il sonno. Mangiarla poi insieme alla frutta fresca di stagione è l’ideale perché ne evita la fermentazione e contrasta la sensazione di gonfiore.

A cosa fare attenzione quando comprate frutta secca?

Quando acquistate la frutta secca controllate che sia al naturale, con la pellicina (ricca di tante preziose fibre e di antiossidanti), senza conservanti (soprattutto solfiti), non tostata, senza sale e preferibilmente biologica. L’ideale è che sia ancora chiusa nel guscio, perché quella venduta sgusciata ha bisogno di conservanti o antiossidanti artificiali per evitare che i grassi diventino presto rancidi.

Quando è meglio evitare o limitare il consumo di frutta secca?

Essendo la frutta secca ricca di zuccheri e di fibre è meglio se ci rinunciate o quantomeno stiate molto attenti alle quantità, se soffrite di gastrite, diabete, colite o avete problemi renali.

ARACHIDI

Ricche di sali minerali, antiossidanti, proteine, vitamine, fibre e grassi buoni, contengono proteine vegetali con aminoacidi essenziali. Perfette come spuntino per gli sportivi ma non quando salate perché aumentano il rischio di ipertensione e la ritenzione idrica.

MANDORLE

Grazie al magnesio che contengono in quantità elevata, le mandorle aiutano a gestire lo stress – equilibrano il sistema nervoso – e potenziare i muscoli; mentre il calcio e gli acidi grassi essenziali Omega3 sono utilissimi per il sistema cardiovascolare.

Meno grasse di noci e nocciole, sono l’ideale come spuntino per chi è a dieta perché il loro potere saziante è superiore rispetto all’altra frutta secca a guscio.

Il basso indice glicemico le rende adatte anche ai diabetici e perfette per uno snack senza sensi di colpa.
Sono davvero utili nelle prestazioni mentali quindi perfette come snack mattutino degli studenti.
Le mandorle inoltre contengono un enzima che facilita la digestione dei cereali, rinforzano lo scheletro aiutando a prevenire l’osteoporosi e tengono a bada il colesterolo.

NOCCIOLE

Le nocciole sono un alimento molto energetico, molto digeribile, particolarmente indicato in stati di convalescenza, per chi pratica sport o per chi ha sensi di spossatezza, sia fisica che mentale. Sono un concentrato di magnesio, rame, vitamine, calcio, fosforo, ferro, proteine e molta fibra.

Consumate regolarmente abbassano i livelli di colesterolo LDL (quello “cattivo”) e i trigliceridi nel sangue, migliorano il transito intestinale, proteggono la pelle dall’invecchiamento e dai radicali liberi e contribuiscono a diminuire tensione muscolare, senso di affaticamento e dolori. 

NOCI

L’alto contenuto di antiossidanti conferisce alle noci proprietà antitumorali e un ruolo importante nella prevenzione e nella cura di disturbi cardiovascolari. Ricche poi di grassi polinsaturi, le noci aiutano a combattere il colesterolo “cattivo”.
Aiutano il sistema immunitario, hanno proprietà antiossidanti e contribuiscono a regolare il ciclo del sonno.
Mangiare noci fornisce nuovo materiale per la ricostruzione delle cellule e la continua rigenerazione mantiene giovane il sistema nervoso e il cervello.
Studi recenti hanno inoltre attribuito alle noci la capacità di tener pulite le arterie e di difenderle dall’assalto dei grassi.

PINOLI

I pinoli sono un alimento che non dovrebbe mai mancare nella dieta di chi soffre di anemia. Sono in grado, infatti, di dare energia senza incrementare il senso di fame perché contengono particolari sostanze, tra cui l’acido pinolenico, che contribuiscono a incoraggiare alcuni ormoni che agiscono limitando lo stimolo della fame.
Ricchi di proteine, fibre, zinco, vitamina B2, calcio, magnesio, ferro e potassio, i pinoli presentano la maggior parte degli elementi nutritivi che il nostro organismo necessita.

PISTACCHI

Rigorosamente non salati – altrimenti tutti i benefìci scompaiono – i pistacchi sono una ricarica preziosa per chi fa attività fisica.
Ricchi di proteine, grassi buoni, fibre, rame, potassio, ferro, fosforo, manganese, vitamina A, C e del gruppo B, sono utili in caso di colesterolo alto perché contribuiscono a ridurre i livelli di LDL, quello “cattivo” elevando quelli dell’HDL, quello “buono”.
Forti ricostituenti, sono in grado di stimolare e rinforzare le cellule coinvolte nella risposta immunitaria, accelerando la guarigione dalle infezioni.
Tonici naturali del sistema nervoso, antianemici e utili nella crescita, i pistacchi sono vivamente consigliati nell’alimentazione dei bambini.

FONTE FOTO: PIXABAY
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