Timballo di pesce light

Un piatto della tradizione rivisitato in chiave “marina” e light, per unire golosità e leggerezza in una portata di grande effetto.
cucina light ricette

Con il termine “timballo” in Italia, si può arrivare a definire una miriade di piatti diversi, deliziose varianti di un unico tema: un involucro croccante che racchiude un goloso ripieno, cotto al forno.

Tra le varianti del timballo di riso, specialità siciliana, troviamo quella conosciuta come sartù nella tradizione napoletana, il tradizionale timballo della domenica, che tante nonne hanno pazientemente preparato a base di maccheroni e sostanzioso ragù e coperto da croccante pasta brisée e il particolare timballo abruzzese, che alterna strati di crespelle a un corposo sugo fatto con polpette di carne. Quel che è certo è che il timballo mette tutti d’accordo: è un piatto a cui è difficile resistere

La ricetta che vi proponiamo oggi, però, si differenzia dalle altre perché utilizza il pesce al posto della carne, una variante che lo rende particolarmente elegante e sofisticato. Sotto l’apparente rusticità della cupola di pasta brisée, infatti, si nasconde un succoso ripieno a base di filetti di pesce misto e verdure dell’orto, uniti in un saporito abbraccio da una piccola dose di mozzarella e da una leggera besciamella.

L’uso di ingredienti con un ridotto contenuto di calorie e di condimenti dal sapore delicato – ideali in abbinamento al pesce –, inoltre, rende questo piatto una versione “light” del corrispondente piatto della tradizione, l’originale. Gustato in famiglia oppure tutto da soli, preparato per un’occasione di festa o semplicemente una domenica qualunque, il timballo di pesce è una soluzione perfetta per godersi un primo gustoso senza troppi rimorsi.

Ingredienti:

  • 150 gr di pesce spada
  • 150 gr di sgombro
  • 150 gr di salmone
  • 150 gr di gamberi
  • 2 carote
  • 2 zucchine
  • 1 melanzana
  • 1 cipolla
  • 125 gr di mozzarella light
  • 70 gr di olio extravergine di oliva q.b.
  • 65 gr di farina 00
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 uovo
  • 1 rotolo di pasta brisée
  • sale q.b.

Preparazione

Per prima cosa, bisogna occuparsi del ripieno: iniziare con il pelare le carote, lavare e pulire le zucchine e la melanzana, tagliandole a cubetti, e affettare finemente la cipolla. Versate un filo d’olio in padella e scottate le verdure, salando e pepando a piacere. La cottura dovrà essere relativamente veloce, in modo da lasciare le verdure croccanti.

Intanto, pulire il pesce e i gamberi e tagliarli a dadini, come è stato fatto per le verdure (e più o meno della stessa dimensione). In una padella a parte, far rosolare uno spicchio d’aglio in un cucchiaino d’olio e aggiungere il pesce: cuocere per qualche minuto, aspettando che si ammorbidisca, poi spegnere la fiamma e rimuovere lo spicchio d’aglio. Raccogliere i succhi del pesce e tenerli da parte.

Unite pesce e verdure in una ciotola capiente e far intiepidire; aggiungere poi la mozzarella tagliata a dadini. Preparare la besciamella light (di cui abbiamo realizzato anche una versione senza glutine) scaldando l’olio in un pentolino e versandovi a pioggia la farina; mescolare con forza per sciogliere tutti i grumi e poi versare i succhi del pesce, aggiungendo un po’ d’acqua per formare la besciamella. Lasciare addensare sul fuoco basso, ed eventualmente aggiustare di sale.

Foderare una teglia rotonda con della carta forno e versatevi dentro la dadolata di pesce e verdure, alternando a strati di besciamella. Coprire con della pasta brisée, ripiegando i bordi della pasta all’interno della teglia, per coprire bene il ripieno; allo stesso tempo, però, vanno effettuati dei buchi per permettere al vapore di fuoriuscire durante la cottura.

Prima di cuocere in forno preriscaldato a 200°C, per circa 40 minuti, non dimenticare di spennellare a superficie di pasta brisée con l’uovo sbattuto. Sfornare il timballo e lasciare riposare per almeno 10 minuti prima di servire. Se volete fare davvero un figurone, non vi resta che abbinare il vostro timballo di pesce ad un buon bicchiere di vino.

Fonte foto: Andrea Piacquadio from Pexels

Commenti

comments