Jackfruit, l’alternativa vegana per sfamare il mondo?

C’è sempre meno riso, mais e grano a causa del riscaldamento globale. Gli allevamenti intensivi di bovini peggiorano la situazione. La soluzione? Un frutto. Ma di 50 kg! Ecco a voi il Jackfruit.

Originario dell’India, è un frutto ricco di carboidrati e sali minerali, potrebbe essere un’ottima risposta alimentare ai cambiamenti climatici perché molto resistente, nutriente, e cotto ha il sapore di porchetta!?

La tendenza alimentare del 2017

“Jackfruit”. Imparate questo nome perché nel 2017 sicuramente ne sentirete parlare sempre più spesso. Sia perché è una delle tendenze alimentari più in espansione (secondo Pinterest, nel 2016 le ricerche con la parola chiave ‘jackfruit’ sono aumentate del 420%!), sia, e soprattutto, perché è un frutto altamente nutriente, può sostituire la carne (e pare ne ricordi anche il sapore) e siccome può arrivare a pesare anche 50 kg è capace di saziare molte persone in una volta sola.

Non a caso il Wall Street Journal lo ha eletto come l’ultimissima alternativa al consumo di carne, predicendo un futuro neanche troppo lontano in cui potremo ordinare un bel panino di porchetta… vegana.

Che cos’è il Jackfruit?

Originario delle regioni alle pendici dell’Himalaya, diffusissimo in India, in Bangladesh, Sud Est asiatico e anche in Brasile, il jackfruit è famoso per essere il frutto più grande in natura tra quelli che crescono sugli alberi (ogni pianta può arrivare a produrre fino a 150 frutti contemporaneamente).

Esternamente assomiglia a un grosso melone ma verde e con la scorza “bitorzoluta”. Può pesare tra i 30 e 50 kg e raggiungere il metro di lunghezza.

Tagliandolo troviamo al suo interno numerosi semi carnosi ricoperti di fibrosa polpa gialla che costituiscono la vera parte edibile del frutto. Semi che a loro volta contengono un nocciolo che bisogna per forza cuocere perchè crudo può essere tossico.

Unico problema? Il Jackfruit, nonostante l’apparenza, si deteriora molto presto una volta raccolto ed è per questo motivo che viene lavorato direttamente sul posto di coltivazione per poi essere importato in Occidente.

Come si mangia il Jackfruit?

Soprattutto nei paesi asiatici viene consumato quotidianamente in decine di modi: crudo, cotto, fritto come chips, lavorato come il gelato, aggiunto negli stufati, spremuto come succo o come liquore, inscatolato sciroppato, e persino essiccato e utilizzato come farina, macinando i semi.

I semi hanno un sapore simile alla castagna ma piuttosto neutro che, così come accade per il tofu, assorbe i sapori di ciò con cui lo si accompagna.

La polpa invece è zuccherina, ricorda un incrocio di gusto tra l’ananas, il mango e la mela e può sembrare folle ma la sua vera particolarità è che pare che dopo la cottura ricordi la carne di maiale, addirittura la porchetta!

Proprietà benefiche del Jackfruit, la nuova alternativa alla carne

Dal punto di vista nutrizionale il Jackfruit è considerato un supercibo. La polpa è ricca di vitamina C (100 grammi contengono circa un quarto della dose media giornaliera raccomandata), di vitamina B6 e vitamina B1 che aiutano a dare vigore al sistema immunitario, di potassio che è importante per la pressione sanguigna, di calcio, magnesio e fosforo.

Inoltre il Jackfruit non contiene glutine, ha solo 95 kcal ogni 100 gr ma è ricco di carboidrati e i suoi semi di proteine vegetali. Questo lo rende molto saziante ed è quindi l’ideale per dar vita a un’agricoltura sostenibile in quei Paesi in via di sviluppo in cui il cibo scarseggia, anche perché è facile da coltivare, resiste a parassiti, a malattie, alte temperature e siccità.

Secondo gli esperti mangiando da dieci a dodici arilli (la polpa gialla) di Jackfruit al giorno, non si ha bisogno di altri alimenti per mezza giornata.

Dove si compra e quanto costa il Jackfruit?

In Italia, al momento, solo online perché anche se lo vendono negli alimentari asiatici lo troverete più facilmente come frutto sciroppato in lattina.

Il “problema” è che online un frutto fresco da circa 10 kg può arrivare a costare anche 100 euro, però tenete conto che all’interno del frutto possono esserci fino a 500 semi!

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