Il potere dell’unione anche tra donne… e quando accade è fantastico!

Il potere del running è una filo invisibile che unisce persone oltre l’età, il ceto sociale, la nazionalità. Il running va oltre.

Un runner è sempre pronto a darti una mano e a regalarti un sorriso nel momento del bisogno o anche no.

Un runner non guarda come sei vestito, se hai le scarpe all’ultima moda, se hai i capelli lunghi o corti, che tipo di lavoro fai o dove vivi.  Un runner ti (ri)conosce e ti stima perché sei sulla stessa lunghezza d’onda, solo per il fatto che sei uno sportivo che con la fatica ci fa colazione, di solito alle 6 del mattino o alle 9 di sera anche sotto la pioggia, la neve, o nella nebbia invernale. E’  naturale che qualunque cosa succeda sarà sempre dalla tua parte e sarà sempre pronto a darti una mano in qualunque situazione e per ogni emergenza. Il running non è solo sport, il running è uno stile di vita, una filosofia. Lo corri con le gambe, ma lo pratichi con la mente e soprattutto con il cuore.

Perciò quale miglior cosa se non correre con una squadra e percorrere una staffetta con un gruppo di compagne di squadra che viaggiano sulla tua stessa lunghezza d’onda?

Cosa c’è di meglio che correre la Ragnar Relay la corsa a staffetta più celebre degli Stati Uniti in espansione a livello globale di cui REEBOK è partner e title sponsor.

La collaborazione è stata annunciata ufficialmente a Canton presso l’headquarter Reebok nel 2016 alla vigilia della tappa in programma nella regione di Boston, la Reebok Rgnar Relay Cape Cod.

Rachele Sangiuliano l’ha corsa e si è divertita un sacco. Io e Rachele corriamo insieme da qualche tempo quando gli impegni di entrambe lo permettono, ed è sempre bello perché lo facciamo chiacchierando, divertendoci e soprattutto bevendo un merita caffè da Princi in Largo Lafoppa.

Come iniziare meglio la giornata?

Cosa le è rimasto di questa esperienza bellissima di cui mi ha parlato nelle nostre corse mattutine tra una ripetuta e l’altra?“La Ragnar e’ stata un’esperienza fantastica, di quelle che ti ricorderai per tutta la vita.

Il fatto di correre ad orari improbabili, senza dormire o mangiare come si è’ abituati è’ stato sicuramente un fattore che ci ha messo a dura prova.

Ma l’idea della staffetta, della condivisione, del supportarsi e sostenersi, sentire un senso di appartenenza al team, ha reso magica quest’avventura.

Ognuna di noi ha dato del suo meglio (e anche di più) per quel senso di responsabilità e partecipazione ad un gruppo che ci ha unite tantissimo in così poco tempo.

Le leg sono state abbastanza impegnative. Io ho amato particolarmente correre in mezzo alla distesa svedese alle 4 del mattino e nella solitudine di quella pace, ho fatto il mio PB! A quanto pare è’ l’orario giusto per me. “

Grazie Rachela, ma alle 4 di mattina e davvero forse troppo presto per me…

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