Forte e misteriosa, Natalie Portman è Jackie

Natalie Portman da Oscar nell'interpretazione della misteriosa ex First Lady Jacqueline Kennedy. La recensione del film a cura di Cameralook.it

Natalie Portman prenota l’Oscar con la sua maiuscola interpretazione di Jackie, il film diretto da Pablo Larraín su una delle donne più affascinanti e allo stesso tempo misteriose di sempre: l’ex First Lady Jacqueline Kennedy. Il film, al cinema dal 23 febbraio, è candidato anche alle statuette per la Miglior Colonna Sonora e per i Migliori Costumi.

Natalie Portman è Jackie Kennedy

Già a Venezia, lo scorso settembre, la Portman aveva stregato tutti con Jackie. Alla 73. Mostra del Cinema, in occasione dell’anteprima del film (che fu premiato per la Miglior Sceneggiatura), pubblico e critica hanno potuto ammirare la straordinaria interpretazione della protagonista. Jackie, soprannome di Jacqueline, è infatti uno dei personaggi più difficili da cogliere, tanto che lo stesso regista del film l’ha definita “la più sconosciuta donna famosa dell’era moderna”. La pellicola, che mescola con maestria realtà (attraverso filmati d’archivio) e finzione, si concentra su uno dei fatti di cronaca più importanti di sempre, l’omicidio del Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy.

Il tailleur rosa si tinge di rosso

Era il 22 novembre 1963 quando la vita di Jackie venne sconvolta: improvvisamente regina senza corona. Nel film la vediamo prima e dopo gli spari assassini che la separarono per sempre dal marito. Jackie e John salgono sulla macchina presidenziale, sorridono alla folla di Dallas, dove il Presidente era in visita. Poi ecco l’attentato. Lei, al suo fianco, non poté far nulla. Il suo tailleur rosa si macchiò di sangue. È in quel preciso momento che per la Kennedy iniziò il dramma.

Più forte di tutto

Una donna improvvisamente sola, con tutti gli occhi del mondo addosso.  Un trauma feroce che la colpì quando aveva solamente trentaquattro anni. Ancora esile, ancora fragile. Per raccontarla, Larraín si è concentrato nei tre concitati giorni successivi all’omicidio. Giorni in cui lottò contro il proprio dolore, ormai senza fede, crollata. Momenti terribili in cui, anziché lasciarsi andare definitivamente, dovette farsi forza più che mai, sia per consolare e proteggere i figli sconvolti, sia per definire l’eredità storica del marito. Senza più distinzione tra pubblico e privato, riuscì a tenere testa ai mass media di tutto il pianeta, diventando il simbolo di un’intera nazione.

Un’anima imprendibile

Nel suo film, Pablo Larraín ha messo insieme frammenti, scaglie di memoria, luoghi, idee, immagini e persone. Ha provato a fornirci un ritratto intimo e profondo di una delle donne più fotografate del XX secolo. E sulla quale sono stati scritti innumerevoli libri. Ma Jackie resta ancora imprendibile. Un’anima misteriosa, riservata e impenetrabile che va oltre all’essere diventata un’eterna icona di moda. Oltre alla sua naturale bellezza, Natalie Portman l’ha resa con intelligenza, grazia ed eleganza. Entrando nell’immaginario collettivo: quando si parlerà ancora di Jackie, penseremo alla splendida Natalie.

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