Se “ti ci devo portare” è la frase che preferite, ce n’è una che sicuramente amerete ancora di più: “ti porto in un posto che ha aperto da poco”. In una città sempre in movimento come Milano è difficile stare dietro a ogni nuova apertura, per questo nasce questa rubrica. Oggi vi sveliamo cinque locali che hanno recentemente inaugurato o che si sono rinnovati con un restyling così interessante da meritare una menzione speciale. Tutte recensioni sincere e posticini che, vi assicuriamo, meritano un passaggio più per la fame… che per la “fomo”.

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1. Nuove aperture: hai provato il croissant burger di Massari?

C’è una cosa che mi torna in mente appena addento il Croissant Burger: una frase del maestro Iginio Massari sul “gusto musicale”. Quel crunch che sentiamo quando mordiamo qualcosa di preparato alla perfezione, quel suono preciso che anticipa il piacere e ci fa apprezzare ancora di più il piatto. Ed è esattamente da lì che parte il Croissant Burger di Cardinale Milano, il ristorante dei Fratelli Massari in via Freguglia 2. L’idea, firmata da Nicola Massari, è semplice solo in apparenza: superare il confine tra cucina e alta pasticceria salata.

Il segreto è nella sfoglia

Croissant Burger

Al posto del classico bun, un croissant salato lavorato con tecnica rigorosa. La prima cosa che colpisce è la sfoglia fragrante al punto giusto. Il burro, 100% italiano, ci svela sempre il Maestro Iginio Massari seduto accanto a noi, è il segreto della golosità. Rende il morso croccante senza mai diventare stucchevole. E quando quella nota dolce della pasta incontra il salato deciso del ripieno, il contrasto diventa armonia. Dentro, un hamburger di Scottona da 110 grammi, scelto per succulenza.

Sette varianti di croissant burger

Non c’è solo un hamburger ma ben sette varianti. La Carbonara, con Pecorino Romano DOP, salsa carbonara e guanciale, è audace ma bilanciata. L’Allegro con guacamole e cipolla di Cannara è più fresco e immediato. La versione Fish, con croissant al cacao, salmone affumicato e maionese al lampone, è quella più divisiva ma proprio per questo interessante. Fa parte del gioco creativo e consente di far contenti tutti i palati.

Quello che si apprezza: non è un’operazione per fare tendenza. C’è studio, identità, tanta ricercatezza delle materie prime e cura nella scelta del menu. Così, accanto ai burger, c’è posto anche per la Torta di Rose una sfoglia salata da accompagnare a una selezione di salumi piacentina di altissima qualità (e freschissimi).

Il locale contemporaneo ma accogliente

Croissant Burger

Cardinale è un locale elegante ma accogliente, curato senza essere rigido, perfettamente in linea con l’anima milanese: contemporaneo, luminoso. È il posto giusto se volete provare qualcosa di diverso. E c’è anche la metro vicina! Facile da raggiungere senza dover cercar parcheggio. Avete già in mente chi ci dovete portare?

2. Nuove aperture: hai mangiato da Davidino Cucina Romana?

Davidino Marsili cucina romana
foto Moira Perruso

Da Un Sacco Bello siete riusciti a prenotare nonostante la lunga lista d’attesa, ma nel nuovo locale di Davide Marsili ci siete stati? Se a Porta Romana avete cantato, brindato, fatto amicizia tra tavoli vicinissimi ora dovete essere i primi ad andare da Davidino Cucina Romana, in via Fratelli Bronzetti a Milano, zona Dateo. Da settembre, il proprietario e animatore delle serate ha deciso di alzare l’asticella con un nuovo progetto dal nome che sa di famiglia, di cucina della domenica, di piatti passati di mano in mano tra una battuta e un “annamo”.

Classici romani e nuove ispirazioni

Gnocchi puntarelle burro, alici e pecorino di Da Davidino Cucina Romana
foto Moira Perruso

L’atmosfera è allegra, i camerieri rigorosamente romani e maestri di dissing gastronomico, ma l’obiettivo è chiaro: diventare un riferimento per la cucina romana a Milano. L’ispirazione guarda ai ricordi personali di Marsili: tradizione della capitale, selezione attenta delle materie prime e recupero di piatti dimenticati. Ma qui ogni sera può nascere un’idea nuova. L’ultima, solo in ordine cronologico, sono gli gnocchi ripassati in padella con burro, alici, pecorino, limone e puntarelle. Un piatto che sulla carta sembra semplice, ma che al primo assaggio conquista per equilibrio, carattere e quella sapidità irresistibile che ti fa venire voglia di fare scarpetta.

Serate dedicata all’ingrediente vintage per eccellenzz: la panna

C’è anche il lato vintage, rivendicato con ironia: penne alla vodka (con panna), farfalle panna e salsiccia, il tiramisù servito in una maxi moka della nonna con tanti nipoti. E poi via a serate anni ’80 dedicate ai cult cremosi. Perché la nostalgia, se fatta bene, è una cosa seria.

Il tiramisù di Da Davidino Cucina Romana
Foto: Moira Perruso

E siccome siamo a Milano, arrivano anche contaminazioni mirate: mondeghili “alla romana” con porchetta e crema di cacio e pepe e un fusillone alla puttanesca deciso e identitario. Restano poi i piatti forti della cucina romana, tra cui sua maestà il carciofo e il filetto di baccalà in pastella (una rarità a Milano!) che sono ormai apprezzatissimi dai milanesi per gusto e per porzioni (nettamente superiori a quelle meneghine).

Serate per i single e “diversamente giovani”

Il pubblico? Leggermente diverso rispetto a Un Sacco Bello: meno karaoke, più tavolate consapevoli. Restano le serate a tema anni ’80, le feste che vanno fuori dal locale “diversamente giovani”, mentre il 23 febbraio e il 2 marzo l’appuntamento è dedicato ai single con tavoli uniti per conoscersi magari dividendo lo stesso filante supplì. Ci sarà lo psicologo per i casi umani e una campanella se il vicino diventa molesto. La promessa è però la stessa: far dire agli ospiti, uscendo, “abbiamo mangiato bene e ci siamo divertiti”. E aggiungo io: “Adesso ci devo portare xxx (inserire nome di persona a cui vuoi bene!)”.

3. Nuove aperture: il nuovo Miyama a San Siro

Miyama cucina giapponese

Sicuramente lo avete sentito nominare perché Miyama è una “dimora giapponese” che da 15 anni è un punto di riferimento per la cucina nipponica nel quadrante nord-ovest della città. Fondato da Cristina Hu e Daniele Zhang, il ristorante in zona San. Siro è stato di recente oggetto di un restyling firmato Naos Design: verticalità negli arredi, travertino e rovere scuro, metallo champagne e grandi vetrate affacciate su un elegante giardino giapponese. Ora si ammira dall’interno, ma l’idea di cenare immersi nel verde in primavera è già una promessa.

Cosa si mangia da Miyama

La nuova fase di Miyama parte dalla cucina: più tecnica, stessa identità nipponica. Il lavoro di Cristina Hu e Daniele Zhang, affiancati dallo chef Takashi Kido, ha affinato la carta senza snaturarla, puntando su materia prima eccellente e condimenti fatti in casa.

Miyama Gyoza

Si comincia con antipasti che alternano eleganza e carattere: ostrica in doppia versione (cruda e Kaki Furai fritta nel panko con salsa okonomi), capesante scottate con asparagi e shiitake al burro di soia, oppure la sorprendente radice di loto fritta ripiena di gambero, shiso e nori.

I crudi sono un invito alla prova: carpaccio di salmone agli agrumi con crema di avocado e pepe rosa, branzino e pompelmo con gelée all’erba cipollina, fino all’otoro, la parte più pregiata del tonno, con salsa al sesamo nero. Tagli netti, equilibrio, pulizia.

I piatti da non perdere

Lobster Maki
Lobster Maki

Il sushi è il cuore pulsante: nigiri e sashimi impeccabili, ma soprattutto una selezione di uramaki che spicca per creatività e tecnica. Tra i signature, il Lobster Maki (il piatto da ordinare) con tempura di gambero e astice, il Kohako Maki con capasanta, gambero crudo, aglio nero e tartufo, e l’Exotic Sake Maki (sotto in foto) che unisce salmone e burrata DOP con una nota di mango e wasabi. Combinazioni audaci ma sempre armoniche.

Exotic Sake Maki

Piatti caldi e dessert identitari

Chi ama i piatti caldi trova un comfort raffinato: gyoza di Wagyu al vapore con tartufo nero, il delicato Chawan Mushi, budino salato di uova al vapore con gambero e funghi, e la scenografica tempura di calamaro al nero con furikake piccante e aioli allo yuzu.

Dessert Il Giardino di Miyama

Si chiude con dessert di pasticceria contemporanea che dialogano con ingredienti orientali. In abbinamento c’è una carta vini di 130 etichette selezionate personalmente da Daniele, oltre a una curata proposta di saké e whisky.

Il locale raffinato e accogliente

L’atmosfera è raffinata ma accogliente, con una sala che coniuga eleganza e calda ospitalità. Una riapertura che segna maturità e ambizione. Una cucina che non cerca effetti speciali, ma lascia il segno. E fa venire voglia di tornare, magari in primavera, con il giardino a fare da cornice.

4. Nuove aperture: El Porteño Gourmet in versione après-ski

Da El Porteño Gourmet ci siete sicuramente già stati, d’altronde già solo per la carne e l’atmosfera vale la visita. Ma forse non tutti sanno che, fino al 22 febbraio, qui si può vivere un inedito après-ski per celebrare le olimpiadi di Milano-Cortina, nel pieno centro di Milano.

El Porteno Gourmet

Insieme a Speronari Suites, il ristorante argentino firma un appuntamento che trasforma il dehors di via Speronari in una baita urbana. Legno, sedute avvolgenti, dettagli alpini e un mood caldo e sofisticato: sembra di essere scesi dalle piste, ma a due passi da Piazza Duomo.

Ogni sera vin brulé al Malbec e bombardino

Ogni sera, dalle 18 alle 20, si brinda con vin brulé al Malbec e bombardino rivisitato in chiave milanese, accompagnati da assaggi che strizzano l’occhio alla tradizione di montagna. Un momento informale, perfetto per chi è in città per il grande evento sportivo invernale del 2026 — o semplicemente per chi vuole sentirsi in vacanza senza lasciare Milano.

Anima argentina

E poi si resta a cena, perché la cucina fa incontrare suggestioni alpine e anima argentina: empanadas “del día” con formaggi di montagna, piatti iconici e quell’energia conviviale che da Porteño non manca mai.

Guancia brasata al Malbec con Polenta Concia El Porteno

Dopo l’aperitivo “ad alta quota”, si può anche fermarsi a dormire nelle 22 suite contemporanee di Speronari Suites: silenziose, eleganti, con tanto di sauna, palestra e, per chi vuole esagerare, una Terrace Suite con vista sui tetti del centro storico. Qui il “ti ci devo portare” è solo per qualcuno di veramente speciale o che si vuole soprendere.

5. Nuove aperture: il ritorno di IT Milano nel cuore di Brera

Ci sono indirizzi che a Milano hanno fatto la storia della nightlife, e poi ci sono quelli che hanno il coraggio di fermarsi, ripensarsi e tornare con un’idea più chiara. IT Milano è uno di questi. Nel cuore di Brera, tra vie eleganti e un via vai sempre vivace, lo storico locale riapre con un progetto completamente rinnovato con protagonista il cibo.

Un’identità più gastronomica

IT Milano Pinchos di pollo karaage, salsa tonnata, verdure croccanti

Dopo un periodo di pausa, IT Milano torna con un’identità più gastronomica, come racconta anche il co-founder del gruppo, Alessio Matrone. L’obiettivo è chiaro: trasformare un luogo iconico della movida in una destinazione culinaria vera e propria, senza perdere quell’energia che lo ha sempre contraddistinto. Il risultato? Un ristorante fusion dal respiro internazionale, dove la qualità delle materie prime è al centro di tutto e la cena diventa il momento più importante della serata. Poi, certo, si può continuare fino a tardi. Ma prima si mangia… e lo si fa sul serio.

Una cucina che viaggia (ma con radici solide)

La proposta porta la firma dell’Executive Chef del gruppo IT, Romualdo Palladino, affiancato dall’Head Chef Alex Pochynok. La base è italiana, ma le contaminazioni ispaniche e asiatiche si fanno sentire con eleganza. Il menu è pensato per la condivisione. Dalle proposte di apertura ai grandi tagli di carne da dividere al centro del tavolo, qui la convivialità è una cosa seria.

Short Ribs IT milano

Grande attenzione alle carni, selezionate da filiere internazionali di livello, e alle cotture: dal Josper al grill robata, ogni tecnica è scelta per esaltare l’ingrediente, non per coprirlo. E se pensate che sia un indirizzo solo per carnivori, vi sbagliate: le opzioni plant-based, incluse preparazioni di carne vegetale cotta al carbone, sono sorprendenti e piene di carattere.

L’atmosfera: intima all’inizio, vibrante alla fine

Situato al piano interrato, con ingresso condiviso con ByIT, lo spazio è avvolgente. Toni naturali, luci soffuse, materiali che invitano a rilassarsi. La musica accompagna la cena senza invadere, poi cresce gradualmente, trasformando l’esperienza in qualcosa di più dinamico. È quel tipo di posto dove inizi con “facciamo una cena tranquilla” e finisci a ordinare un ultimo cocktail quasi senza accorgertene.

Perché andarci adesso

IT Milano è un nuovo locale da scoprire se volete essere tra i primi a provarlo nella sua nuova veste. Ha mantenuto il fascino di sempre, ma oggi ha qualcosa in più: una direzione precisa, una proposta culinaria solida e la voglia di farsi prendere sul serio anche a tavola.