Vivian Maier in mostra a Milano alla Galleria Forma Meravigli

Diventata famosa solo dopo la sua morte, quando furono ritrovati i suoi rullini, la sua vita e il suo percorso creativo sono stati ricostruiti tramite le immagini. Il suo lavoro a colori, presentato per la prima volta al pubblico italiano, offre nuove prospettive e un nuovo sguardo sul lavoro di Vivian Maier.

Autoritratto, Chicago; © 2018 The Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery

Dal 23 Ottobre 2019 al 19 Gennaio 2020 – Vivian Maier. A colori alla Galleria Forma Meravigli

Vivian Dorothea Maier nasce il primo febbraio 1926 a New York, nel Bronx. Dopo il divorzio dei genitori, si trasferisce in Francia – dove vi rimane fino all’età di 12 anni- con la madre presso una sua amica fotografa professionista.

Nel 1938 torna in America, prima a New York e poi a Chicago, città nelle quali inizierà la sua vita di governante e bambinaia. Verso la fine della sua vita si ritrova in gravi ristrettezze economiche e un giorno viene ricoverata per un banale e fatale incidente perché muore il 21 aprile 2009.

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Nell’arco della sua vita realizza oltre centomila fotografie ma il suo lavoro rimane sconosciuto fino a quando John Maloof  lo scopre per puro caso un giorno del 2007, acquistando  all’asta il contenuto di un deposito appartenuto a una donna.

Tra le varie cose rinviene una cassa con centinaia di negativi e rullini ancora da sviluppare: è parte dell’immenso archivio di Vivian Maier. John Maloof prova a rintracciare l’autrice e a ricostruirne la vicenda.

Al link, gli scatti più celebri di Vivian Maier (in bianco e nero)

Chicago, 1970; © 2018 The Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery
Chicago, 1970; © 2018 The Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery

Per la prima volta in mostra una selezione di fotografie a colori della ormai celeberrima “tata fotografa”, molte delle quali inedite, che raccontano lo spaccato della vita quotidiana tra gli anni Cinquanta e la metà dei Settanta in America. L’ironia, il calore umano, il paesaggio urbano, i ritratti, i bambini: la fotografa ha il dono di essere l’obiettivo invisibile per le strade di Chicago e New York, componendo un racconto che ha il carattere di una rivelazione.

Osservando le fotografie di Vivian Maier è il fruitore che cerca di combinare le poche informazioni sulla sua vita con quelle che presume di poter trovare nelle sue immagini; cerca di indovinare se è stata felice, se era angosciata, se il suo sguardo duro fosse la testimonianza di una vita difficile o non solo la concentrazione del momento.

Una mostra da vedere per cercare di entrare in contatto con la personalità riservata di una donna, di una Nanny che scattava semplicemente fotografie per se stessa e diventata la più grande fotografa per puro caso.

Autoritratto, 1971; © 2018 The Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery
Autoritratto, 1971; © 2018 The Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery
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