Intervista a Marco Dellapiana, Direttore Generale TALLY WEiJL Italia e Sud Europa

Abbiamo incontrato Marco Dellapiana, Direttore Generale TALLY WEiJL Italia e Sud Europa.

Marco DELLAPIANA

Nel 2009 entra nel gruppo svizzero multinazionale TALLY WEiJL con il ruolo di CFO Sud Europa, con l’obiettivo di gestire lo start up della filiale italiana come sede di coordinamento delle attività della Regione.

Oggi ricopre la carica di General Manager per l’Italia ed il Sud Europa (Portogallo, Grecia, Spagna, Cipro, Malta) e siede nel board di diverse filiali del Gruppo.

Cos’è per lei Tally Weijl? Tally Weijl Italia è un po’ il mio bambino. Quando sono entrato a far parte del mondo Tally Weijl nel 2009 non c’erano uffici e non c’erano negozi, quindi la mia missione era proprio quella di sviluppare il brand in Italia. Oggi siamo a quasi 220 negozi. Si tratta di un’azienda svizzera che ha trovato nel nostro paese terreno fertile, perché ha un alto contenuto moda e si rivolge ad una fascia d’età non troppo presidiata. Tally Weijl è stata brava a creare collezioni destinate solo alle italiane, dimostrando di considerare l’Italia un paese speciale”.

Perché se la collezione funziona così bene in Italia non viene proposta anche negli altri Paesi? Parzialmente viene proposta in altri Paesi. Nel sud Europa, la collezione dedicata all’Italia è molto caratterizzata.

tally weijl

Quali sono stati i primi passi nel 2009? Una delle ragioni del successo è stata puntare su questo business model improntato sul fast fashion e fare leva sugli acquisti d’impulso. Ci sono 12 collezioni nell’anno, ma i negozi vengono assortiti di merce ogni giorno. La collezione è diversa in ogni negozio, in base al tipo di clientela. Puntare sul franchising è stata una delle idee migliori: abbiamo 46 negozi monomarca e più di 170 franchising. Si tratta di un business model che ha saputo anche resistere alla crisi: la merce viene data in conto vendita e il rischio di invenduto si riduce a zero. Tally Weijl ha dunque scelto il mercato italiano con intelligenza.

Non esisteva prima del 2009 questa idea di franchising? L’azienda ha 30 anni ed è entrata in Italia direttamente con questo business model.

Avete creato una particolare strategia per il web? Senza dubbio l’omnicanalità è fondamentale. Gestire tutti i punti di contatto del cliente con il brand è una cosa sulla quale stiamo investendo. Abbiamo un e-commerce che sta crescendo in maniera molto interessante, anche se l’offline è ancora la parte per noi predominante. I nostri clienti hanno la predilezione per gli acquisti in negozio, anche utilizzando il momento d’acquisto come momento sociale. Per questo Tally Weijl cerca di fornire una piacevole esperienza in negozio, anche con un contenuto emozionale. Il punto vendita resta il nostro canale principale.

tally weijl

Pensate anche a delle collaborazioni con personaggi famosi? Facciamo ogni tanto delle collaborazioni come per esempio l’ultima in materia di make-up in cui abbiamo la capsule collection di Gigi Hadid. Ma generalmente non andiamo a cercare grossi nomi, perché per Tally Weijl è importante trovare un ambassador che parli di noi in maniera coerente, devono essere persone credibili e perfettamente in linea con il brand. La nostra brand identity non è costruita con i grandi nomi. È la stilista Tally Weijl l’anima creativa dell’azienda. Quello di Tally Weijl, un fast fashion che parte da un’idea creativa.

Questa politica creativa non porta ad un maggiore rischio di errore? Seguiamo comunque le tendenze del momento. Seguiamo lo street style. Spesso mi capita di vedere il momento di creazione e mi accorgo di come l’ispirazione sia tratta proprio dalle mode, mantenendo però la nostra particolarità. Il contatto con il mercato lo abbiamo in maniera istantanea: in tempo reale riassortiamo le collezioni giorno per giorno in maniera continua, riuscendo anche a correggere il tiro, quando necessario

Quali sono i valori del brand? Il brand segue il valore della moda e della femminilità. La cliente Tally Weijl vuole essere non convenzionale, una donna che ama divertirsi. Spesso controcorrente e provocatoria, la donna Tally Weijl vuole anche essere sexy. La mission è quella di vendere self confidence alla cliente che vuole essere alla moda. Il messaggio è molto positivo, anche per le teenager. Cerchiamo di gratificare e far sentire meglio, aumentando l’autostima della cliente.

tally weijl

L’Italia è il Paese più importante, ma in percentuale che peso ha? L’Italia fattura circa il 20/25 % del fatturato totale. Il nostro mercato è in continua crescita. Cerchiamo di mantenere viva la magia che le clienti hanno con il brand.

È prevista formazione per chi sceglie di far parte del mondo Tally Weijl? Il personale deve essere formato, al fine di comunicare in ogni negozio i medesimi valori. Il cliente non deve cogliere nessuna differenza fra negozi diretti e franchising.

Progetti per il futuro? Sicuramente l’omnicanalità, unita alla possibilità di inserire l’order in store. La sfida è quella di far sbocciare il tema dell’online nella nostra rete franchising.

 

 

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