Cartoline dalla fine del mondo di Paolo Roversi

Se ti dai alla macchia per otto anni, un motivo ci sarà. Così come ne avrai uno anche per tornare. Ecco Cartoline dalla fine del mondo di Paolo Roversi.

Paolo Roversi

Se ti dai alla macchia per otto anni, un motivo ci sarà. Così come ne avrai uno anche per tornare. Ecco Cartoline dalla fine del mondo di Paolo Roversi.

Fresco di stampa, l’ultimo romanzo di Paolo Roversi promette fuochi d’artificio. Cartoline dalla fine del mondo, edito Marsilio, sta già raccogliendo consensi dalla critica e dai lettori. Noi lo abbiamo letto e vogliamo suggerirvi tre indizi validissimi, più un consiglio, per non farselo scappare.

Enrico Radeschi è tornato!
Dopo otto anni di silenzio letterario, torna il personaggio più noto ed amato, creato dalla penna di Paolo Roversi. Giornalista investigativo, ma soprattutto hacker, Enrico Radeschi è il classico personaggio a cui la polizia affida tutti quegli affari troppo “sporchi” per poterseli fare da sola. Così, anche in Cartoline della fine del mondo, è proprio uno di questi sporchi affari a richiamare il giornalista a Milano, la città dalla quale era fuggito otto anni prima con dei sicari alle calcagna. La proposta con cui lo attrae il vicequestore Loris Sebastiani è troppo allettante e gli farà dimenticare ogni cautela, per catapultarlo in una indagine tesa e intricata, come solo Roversi sa immaginare.

La Milano post-Expo
Mentre impazza il giallo storico ambientato nel capoluogo lombardo, finalmente ci troviamo tra le mani un romanzo che ha voglia di raccontare una città contemporanea, viva e vegeta, con tutte le sue contraddizioni e complessità. In questa città “evoluta” si muove Enrico Radeschi, anima milanese al 100%, ma che la lontananza forzata ha reso estraneo alla sua amata città. Anche perché la Milano in cui si ritrova a camminare non è più la stessa che ha lasciato otto anni prima. É la Milano del post Expo 2015, di Piazza Gae Aulenti e della metro Lilla: una città quasi irriconoscibile per lui. Così, lo sguardo con cui l’autore descrive la città è non ha solo le note del fuorisiuto e dell’esule, ma nasconde anche la meraviglia e lo stupore per un cambiamento che ha il sapore della modernità.  Paolo Roversi, attraverso gli occhi di Enrico Radeschi, ci restituisce un affresco di Milano forte e deciso, in cui la città emerge in tutta la sua caustica bellezza.

Una storia all’ultimo respiro
Nessuno spoiler, tanto più che Roversi parlerà del suo romanzo alla Libreria Covo della Ladra, giovedì 25 gennaio, alle 19.30. Però due parole le dobbiamo spendere, su questo giallo dall’anima noir, anzi noirissima. Perché su Enrico, lo abbiamo detto, pesa una condanna a morte che lo ha portato via dalla sua Milano e dalla sua amata routine, dai suo cane, da sua madre e dai suoi libri. Perché a Milano gira, a piede libero, un feroce assassino, un hacker che si fa chiamare Mamba Nero, che si diverte ad inscenare omicidi ispirandosi al genio di Leonardo da Vinci. Come andrà a finire questa storia, lo potrete sapere solo leggendo Cartoline dalla fine del mondo, o chiederlo all’autore giovedì sera, in libreria. Vi assicuro che l’epilogo non sarà così scontato e non vi basterà mettere insieme questi pochi indizi.

Il consiglio viene, invece, della voce diretta della vostra libraia: se vi dovesse capitare tra le mani Cartoline dalla fine del mondo, abbinatelo all’edizione aggiornata, sempre per Marsilio, della prima avventura di Enrico Radeschi, Blue Tango. Perché uno come Enrico Radeschi si può amare o si può odiare, in ogni caso, avrete guadagnato una bella lettura.

 

 

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