Fotinì Peluso è stata scelta come Ambassador della 23a edizione del Magna Graecia Film Festival, che si terrà a Soverato (CZ) dal 25 luglio al 1 agosto.

Il festival, ideato dai fratelli Alessandro e Gianvito Casadonte, è dedicato alle opere prime e seconde e agli autori emergenti, però vanta ogni anno un cast con ospiti prestigiosi provenienti da tutto il mondo. In questa edizione, per esempio, ci saranno tra gli altri Kevin Spacey e Sharon Stone.

Un contesto internazionale in cui Fotinì risulta perfetta, dato che questa giovane attrice piena di talento, dopo essersi fatta conoscere grazie a serie tv come Romanzo famigliare e La Compagnia del Cigno ha spiccato il volo, andando anche a lavorare all’estero.

Abbiamo intervistato Fotinì Peluso per farci raccontare le emozioni che precedono il Magna Graecia Film Festival e parlare dei suoi prossimi progetti.

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La prima volta al Magna Graecia Film Festival

Cosa si aspetta dal Magna Graecia Film Festival? Io non sono mai stata madrina di un festival, è la prima volta, quindi sono molto contenta. È una cosa che ho sempre voluto fare e forse potrebbe essere, finalmente, anche una buona occasione per riuscire a vedere qualche film durante un festival (cosa che accade di rado, dato che il più delle volte si va per presentare qualcosa o ricevere un premio). Non sono mai stata al Magna Graecia Film Festival, ma me ne hanno parlato molto bene sia in termini di selezione delle opere che di convivialità. Conoscere gente, condividere e coltivare una passione comune penso che sia la parte più belle e arricchente. Poi questa è una manifestazione che mette al centro i giovani talenti, la creatività e l’nnovazione. Non vedo l’ora!

Tra l’altro ci saranno tanti ospiti internazionali, come per esempio Sharon Stone. È emozionata all’idea di incontrarla? Direi proprio di si, tra l’altro ci saranno anche Kevin Spacey e delle guest star italiane che ammiro tanto. Per quanto riguarda Sharon Stone la trovo un’attrice fenomenale e la stimo anche a livello umano, per il suo impegno su questioni sociali e di attualità. È una donna di carattere.

Fotini Peluso Ambassador Magna Graecia Film Festival

La passione per la recitazione

Com’era il suo rapporto con il cinema prima che iniziasse a fare l’attrice? A casa mia si è sempre mangiato un po’ pane e cinema, anche se i miei genitori non hanno mai avuto a che fare con il cinema o l’arte in genere. Loro hanno sempre amato la settima arte, in particolare la nouvelle vague e il neorealismo, quindi mi facevano vedere principalmente film degli anni ’50, ’60 e ’70. Invece in sala i primi approcci sono stati con film-kolossal che sono comunque rimasti nel mio immaginario. Poi crescendo, durante il liceo, facendo parte di collettivi studenteschi, mi sono avvicinata di più a questo mondo partecipando a tantissime iniziative.

Il passaggio alla recitazione quando è avvenuto? A 15 anni mi trovavo per caso con i miei amici al Cinema America (che all’epoca era occupato) e ho fatto un provino con Ivan Cotroneo per un film che si intitolava Un bacio. Lui poi mi ha richiamato più volte, anche se alla fine non mi ha preso. Però per tanto tempo i casting hanno continuato a passarsi il mio numero e così sono sbarcata, senza quasi accorgermene, in questo mondo. Il mio primo ruolo l’ho avuto dopo due anni grazie a Francesca Archibugi (che considero la mia mamma di cinema) per Romanzo famigliare e mi sono resa conto di aver trovato qualcosa che mi piaceva veramente. Tutto è proseguito con estrema naturalezza e questo mi ha permesso di assorbire meglio questa vita, differente da quella che facevo prima.

Quando sono arrivati popolarità, premi ed apprezzamenti per il suo lavoro, cosa si è detta? Mi sono detta ok, ho fatto qualcosa. E non parlo solo del mio lavoro di attrice, ma anche dell’Erasmus che ho fatto in Francia, degli studi di economia, del mio aver girato mezzo mondo. Tutte cose che sono andate di pari passo con il mio lavoro e che hanno contribuito alla mia crescita personale. È stato indubbiamente faticoso fare due cose in parallelo, perché non mi sono mai fermata con la recitazione mentre studiavo e così, finita la triennale, mi sono resa conto che non poteva andare avanti così e mi sono chiesta se potevo farcela a vivere senza l’economia come pane quotidiano e la scelta è stata abbastanza lampante.

Una carriera internazionale

Lei come attrice ha lavorato anche all’estero, in particolare in Francia, Belgio e Grecia. Quanto l’hanno arricchita, a livello professionale e umano, queste esperienze? L’Italia ha fatto scattare in me la passione gigante per la recitazione, però gli altri paesi hanno contribuito tantissimo a coltivarla, abbattendo delle barriere e facendomi vedere che c’è spazio ovunque. Quello dell’essere umano che mette in scena la vita è un linguaggio universale, che apre sempre più orizzonti facendo incontrare nuove culture e mentalità, ma anche diversi punti di vista.

Prossime produzioni internazionali in cui la vedremo? C’è una serie tv francese intitolata La Contessa di Montecristo realizzata per TF1 e Netflix America, il film Recrucified del regista greco Theo Papadoulakis (nel cast c’è anche Maurizio Lombardi, che per me è un talento stratosferico) e poi siamo in attesa di vedere come sarà la distribuzione della serie The Great Chimera, diretta dal regista Vardis Marinakis che è stata un enorme successo in Grecia.

Progetti italiani? Non posso svelare nulla sul futuro, ma mi fa piacere citare Non è la fine del mondo di Valentina Zanella, uscito a marzo in cui mi è piaciuto davvero tanto recitare. Un film fatto per amore del cinema e con il desiderio di raccontare una storia in tutta la sua semplicità. Poi è una commedia e, una volta tanto, ho riso!

E il teatro? Stanno grigliando un po’ di cose, molto interessanti. Dopo essere stata in scena lo scorso anno al Teatro di Siracusa, nel ruolo di Antigone nella rappresentazione teatrale di Edipo a Colono diretta da Robert Carsen, mi è venuta la malattia del teatro!