Da due edizioni, il marchio marchigiano Paoloni affianca Musicultura, il festival che celebra la canzone d’autore italiana, in una collaborazione che intreccia moda, musica e territorio.

Ne abbiamo parlato con Diletta Paoloni, brand coordinator e membro del consiglio di amministrazione dell’azienda, che racconta come è nata questa partnership, cosa significa oggi vestire un festival e quale direzione sta prendendo il brand tra nuovi mercati e collezioni sempre più identitarie.

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Paoloni e Musicultura: una partnership che cresce

Paoloni è partner di Musicultura per il secondo anno consecutivo: come nasce questa collaborazione e cosa vi ha convinto a rinnovarla? La collaborazione con Musicultura nasce da un contatto già esistente con l’organizzazione: mia sorella Allegra aveva lavorato al festival alcuni anni fa, mantenendo nel tempo un rapporto con il team. Da questa relazione è nata l’opportunità di avviare una partnership che abbiamo riconosciuto subito in linea con i valori di Paoloni: il legame con il territorio marchigiano e la volontà di valorizzarlo attraverso iniziative che ne promuovano l’identità. L’esperienza dello scorso anno è stata estremamente positiva e ci ha convinto, in modo naturale, a rinnovare la collaborazione anche per questa seconda edizione.

 

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C’è un artista o un momento della serata che vi ha colpito in particolare? Due i momenti che ci hanno colpito. Il primo è stato l’ingresso sul palco di Fabrizio Biggio, conduttore del festival, in total look Paoloni: vederlo indossare una nostra creazione sul palco dello Sferisterio di Macerata, nella nostra regione, è stato motivo di grande orgoglio, un momento che ha reso ancora più speciale la serata. Il secondo è stata l’esibizione di Brunori, un artista con cui il brand ha avuto il piacere di collaborare più volte nel corso degli anni e con cui condividiamo una forte sintonia di valori e sensibilità.

Claudio Covato e il racconto dell’identità sul palco

Il vincitore di quest’anno ha portato un progetto molto personale: come brand che punta sull’identità, vi siete riconosciuti in qualcosa di quello che ha raccontato sul palco? Assolutamente sì. Il progetto di Claudio Covato ci ha colpito perché racconta, con autenticità, temi come l’identità, la memoria e il legame con le proprie radici: valori che sentiamo profondamente nostri. Manifattura Paoloni nasce proprio nelle Marche e da questo territorio trae da sempre ispirazione, non solo per il percorso imprenditoriale, ma anche per la realizzazione delle collezioni dei brand. Crediamo che avere una forte identità, rimanere fedeli alle proprie origini e trasformarle in un elemento distintivo sia un valore universale, capace di accomunare la musica, la creatività e il nostro modo di fare impresa.

Le Marche, cuore pulsante di Manifattura Paoloni

Musicultura ha una vocazione molto radicata nel territorio marchigiano: quanto conta per Paoloni il legame con le Marche e con la cultura locale? Per noi il legame con le Marche non è solo una questione di appartenenza geografica, ma rappresenta un elemento fondante della nostra identità. È un territorio che custodisce un patrimonio di tradizioni, saper fare, cultura e bellezza che da sempre ispira il nostro modo di lavorare e di interpretare la sartorialità senza tempo. Questo legame si riflette non solo nelle collezioni dei brand di Manifattura Paoloni, ma anche in progetti che abbiamo scelto di sviluppare per valorizzare il territorio: Relais La Colombaia, ad Appignano, nasce con l’obiettivo di offrire un’esperienza autentica di ospitalità immersa nel paesaggio marchigiano, mentre Acqua del Conero racconta, attraverso una fragranza, i profumi e l’essenza di uno dei luoghi più iconici della regione.

RELAIS LA COLOMBARA
Ph: Luigi Gasparroni

Moda e musica: due linguaggi che si intrecciano

Moda e musica sono due mondi che comunicano molto tra loro: c’è un filo che secondo lei li unisce davvero, o è più una questione di immagine? Crediamo che il legame tra moda e musica sia molto più profondo della sola immagine. Entrambe sono forme di espressione capaci di raccontare un’identità, trasmettere emozioni e creare connessioni con le persone. Un artista comunica attraverso la propria voce e le proprie parole, mentre la moda aggiunge un ulteriore linguaggio fatto di stile, dettagli e scelte personali. Quando questi due mondi si incontrano nasce qualcosa di particolarmente potente, perché l’abito non è semplicemente un elemento estetico, ma diventa parte del racconto dell’artista e del momento che sta vivendo. Per questo, per un brand come Paoloni, collaborare con il mondo della musica significa condividere valori, sensibilità e una visione comune.

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Il cliente Paoloni oggi: tra sartorialità e contemporaneità

Chi è il cliente Paoloni oggi, e quanto è cambiato negli ultimi anni? Oggi il cliente Paoloni è una persona versatile, attenta allo stile e alla qualità, che ricerca un equilibrio tra il gusto sartoriale e la praticità della vita quotidiana. Negli ultimi anni si è evoluto, acquisendo una maggiore consapevolezza delle tendenze e avvicinandosi a un’estetica più contemporanea. Il suo modo di vestire è diventato più dinamico: fit e volumi si sono aggiornati, ampliandosi e adattandosi alle nuove esigenze, senza perdere l’identità elegante e distintiva del brand.

Abito e blazer: le icone del brand tra Italia ed Europa

C’è una categoria di prodotto o una collezione che in questo momento rappresenta meglio l’identità del brand? L’abito, in tutte le sue interpretazioni, rimane il capo iconico che meglio rappresenta l’identità di Paoloni: espressione di un’eleganza sartoriale contemporanea, capace di unire tradizione, ricerca e comfort. Accanto all’abito, anche il blazer ricopre un ruolo sempre più centrale, grazie alla sua versatilità e alla capacità di adattarsi a occasioni diverse, dal formale al quotidiano.

PAOLONI

Quali sono i mercati su cui state puntando di più in questo momento? L’Italia rimane il nostro mercato di riferimento, all’interno di un percorso di crescita volto a consolidare la presenza dei brand nelle aree considerate più strategiche. Parallelamente, prosegue il lavoro sul fronte wholesale attraverso nuove collaborazioni con department store italiani e internazionali, con l’obiettivo di rafforzare le relazioni commerciali e aumentare la visibilità di Paoloni e Manuel Ritz attraverso spazi dedicati all’interno dei punti vendita, supportati dalle attività di marketing aziendale. I mercati esteri rappresentano circa il 25% del fatturato complessivo e continuano a mostrare un’evoluzione positiva, in particolare nel Nord Europa. Tra i Paesi più rilevanti figurano Svizzera, Paesi Bassi, Germania, Spagna e Francia, dove il posizionamento dei brand beneficia di una distribuzione selettiva e di un’offerta in linea con la domanda locale.