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ToggleIl 6 marzo si celebra per la prima volta l’Amatriciana Day, la giornata dedicata a uno dei piatti più iconici della cucina italiana: la Pasta all’Amatriciana. La data non è casuale: ricorda infatti il riconoscimento europeo ottenuto nel 2020, quando l’Unione Europea ha attribuito alla ricetta la certificazione di Specialità Tradizionale Garantita (STG), tutelandone ingredienti e preparazione. L’iniziativa nasce per promuovere la tradizione gastronomica legata alla città di Amatrice e per sostenere la rinascita del territorio dopo il devastante Terremoto del Centro Italia del 2016. Per celebrare l’Amatriciana Day, abbiamo selezionato cinque locali in Italia dove assaggiarla, tra interpretazioni tradizionali e rivisitazioni contemporanee, più un indirizzo all’estero dove questo piatto riesce a conquistare i palati internazionali.
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Amatriciana: il simbolo della romanità in tavola
Se parliamo di piatti iconici della cucina italiana, pochi riescono a evocare la Roma autentica come l’amatriciana. Questo classico della tradizione laziale nasce ad Amatrice, piccolo borgo del Lazio, e porta con sé secoli di storia. La sua ricetta originale prevedeva solo guanciale, pecorino e pomodoro: ingredienti semplici ma capaci di creare un equilibrio perfetto tra gusto deciso e armonia dei sapori. Curiosità? La pasta scelta non è mai casuale: i bucatini, con quel loro caratteristico foro centrale, sono diventati compagni perfetti per la salsa ricca e saporita. Si dice che l’aggiunta del pomodoro sia relativamente recente, introdotta solo dopo la scoperta del Nuovo Mondo; prima, il piatto era un’intensa combinazione di guanciale e pecorino, più vicina alla tradizione contadina.
1. La ricetta del Il Marchese
Per l’Amatriciana Day, tra le interpretazioni che rendono omaggio a uno dei piatti simbolo della cucina romana spicca anche quella proposta da chef Daniele Roppo a Il Marchese. Qui l’amatriciana conserva l’anima della tradizione ma si arricchisce di un tocco contemporaneo: i rigatoni vengono avvolti in un sugo preparato con pomodori pelati passati, mentre il guanciale, tagliato in cubi generosi e rosolato fino a diventare croccante, viene sfumato con vino bianco e una nota di aceto balsamico che regala profondità e una lieve sfumatura agrodolce.

Il risultato è un equilibrio intenso ma elegante, completato, come vuole la tradizione, da una generosa spolverata di pecorino a fuoco spento. Il piatto racconta bene la filosofia del locale fondato da Davide Solari e Lorenzo Renzi: una cucina romana contemporanea che dialoga con uno stile più attuale, all’interno di un format di ospitalità che unisce osteria, cocktail e amaro bar. Nato a Roma e cresciuto fino ad arrivare anche a Milano e alle nuove aperture stagionali, Il Marchese è oggi una delle insegne più dinamiche della ristorazione italiana.
2. Bombolotti all’amatriciana
In occasione dell’Amatriciana Day, anche il ristorante Le Spighe, situato all’interno del prestigioso FH55 Grand Hotel Palatino nel cuore del quartiere Monti, propone una versione speciale della ricetta. I Bombolotti all’Amatriciana firmati dallo chef Giuseppe Mulargia, insignito del premio Cucina Italiana per Roma Capitale. Il piatto celebra il sapore autentico della cucina capitolina e la capacità della gastronomia di raccontare un territorio attraverso ingredienti semplici e identitari, reinterpretati con equilibrio e sensibilità contemporanea.

I bombolotti, pasta tipica della tradizione romana dalla forma cilindrica e generosa, accolgono una salsa di pomodoro intensa e vellutata, impreziosita dal gusto deciso del guanciale amatriciano e dalla sapidità del pecorino a crosta nera. La loro struttura robusta e porosa permette al condimento di aderire perfettamente alla pasta, trattenendo il sugo nella cavità e regalando un’esperienza gustativa ricca e avvolgente. Non a caso questo formato era molto amato anche dal grande attore romano Alberto Sordi, simbolo di una romanità autentica e popolare. Con questa proposta, il ristorante Le Spighe – uno dei tre spazi gastronomici dell’hotel – rende omaggio alla tradizione della cucina laziale, dimostrando come piatti storici come l’amatriciana continuino a rappresentare un patrimonio culturale capace di unire generazioni e raccontare l’identità della tavola italiana.
3. Rigatoni all’Amatriciana di Taverna Flavia
In occasione della Giornata Internazionale dell’Amatriciana, anche Taverna Flavia rende omaggio a uno dei piatti più rappresentativi della cucina romana con la versione dello chef Andrea Lattanzi. La sua interpretazione punta su una lavorazione lenta e attenta, capace di esaltare al massimo la qualità degli ingredienti e la profondità dei sapori. I rigatoni vengono avvolti in un sugo preparato con pomodori pelati schiacciati a mano e lasciati cuocere a fuoco dolce per diverse ore insieme al guanciale, tagliato sottilissimo affinché rilasci lentamente il suo grasso e arricchisca la salsa.

A completare il piatto interviene una seconda lavorazione del guanciale, questa volta tagliato a listarelle più spesse e rosolato fino a diventare croccante, per creare un piacevole contrasto di consistenze. La pasta viene poi saltata nel sugo e servita con il guanciale croccante e una generosa grattugiata finale di pecorino romano, aggiunto solo all’ultimo momento per preservarne l’aroma intenso. Una preparazione che racconta la tradizione più autentica dell’amatriciana, in cui tecnica, tempo e rispetto degli ingredienti si uniscono per dare vita a un piatto ricco di carattere e profondamente legato alla cultura gastronomica del Lazio.
4. Il Risotto all’amatriciana di Belloverde
Tra le interpretazioni più creative ispirate all’amatriciana spicca anche il Risotto Capitolino di Belloverde, il bistrot del quartiere Vigne Nuove nato dalla passione per la buona tavola di Dario Montano. Questo piatto rappresenta un omaggio alla Città Eterna e alla sua tradizione gastronomica, reinterpretando in chiave contemporanea uno dei sapori più iconici della cucina romana. Pomodori, guanciale e pecorino – gli ingredienti simbolo dell’amatriciana – diventano qui i protagonisti di un risotto cremoso e avvolgente, in cui la dolcezza e l’acidità della salsa nascono dall’incontro di tre diverse varietà di pomodoro: San Marzano, Piccadilly e Datterino, con questi ultimi preparati anche confit per esaltarne la naturale intensità.

A rendere il piatto ancora più ricco contribuiscono i petali di cipolla rossa caramellata, che aggiungono una nota agrodolce e rotonda, mentre la crema di pecorino dona morbidezza e profondità al boccone. Il tutto è completato da una raffinata riduzione di mosto d’uva, che regala un tocco aromatico e brillante. Il risultato è un primo piatto capace di evocare i sapori dell’amatriciana pur muovendosi su un terreno gastronomico diverso.
5. Amatriteo, l’amatriciana in versione pizza
In occasione dell’Amatriciana Day, Crunch Talenti celebra la tradizione laziale con l’Amatriteo, una pizza signature firmata dal pizza chef Matteo Lo Iacono. Questo piatto nasce da una ricerca profonda e rispettosa della tradizione, reinterpretata in chiave innovativa: al posto del pomodoro, Lo Iacono utilizza prugne laziali, frutto storicamente legato alla cucina di Amatrice, dove venivano abbinate al guanciale negli spiedini contadini.

La preparazione della salsa di prugne è frutto di una lavorazione paziente, che valorizza dolcezza, acidità e componente umami, creando un equilibrio perfetto con il guanciale, la fonduta di Pecorino Bislacco e il pepe. Le prugne confit completano la pizza con note agrodolci e aromatiche, mentre la fonduta di pecorino e il pecorino romano grattugiato regalano cremosità e profondità di sapore. L’Amatriteo racconta così una tradizione viva che evolve senza perdere coerenza, trasformando la pizza in un’esperienza sensoriale che unisce memoria, tecnica e consapevolezza.
6. L’amatriciana piace anche in Cile
Oggi la pasta all’amatriciana, uno dei grandi simboli della cucina italiana, non è più soltanto un piatto che si incontra nelle trattorie di Roma o nei ristoranti del Centro Italia. La sua popolarità ha superato da tempo i confini nazionali e oggi è possibile trovarla anche in ristoranti italiani all’estero, dove continua a rappresentare uno dei piatti più amati della tradizione. Un esempio arriva dal Cile: a Santiago, nel ristorante Raffaella Cucina Napoletana, la cucina italiana viene proposta con grande attenzione alla tradizione, accanto a pizze e paste che raccontano il patrimonio gastronomico del nostro Paese. Nel menu compaiono anche grandi classici della cucina romana, tra cui naturalmente l’amatriciana, segno di quanto questo piatto sia ormai diventato un riferimento internazionale.

A curare la cucina e la pizzeria del locale c’è anche la pizzaiola cilena Valentina Salas, protagonista di una nuova generazione di professionisti che studiano e valorizzano la tradizione gastronomica italiana anche fuori dall’Italia. Il suo lavoro testimonia come ricette storiche come l’amatriciana continuino a viaggiare nel mondo, mantenendo viva la loro identità ma dialogando con contesti e culture diverse.