L’immagine più diffusa di Milano oggi è quella di una città che vive di indirizzi instagrammabili, dalle atmosfere curate al millimetro, dove spesso, però, a finire in secondo piano è proprio ciò che conta davvero: la qualità delle materie prime. Ma questa è solo una parte della storia. Negli ultimi anni, sotto la superficie patinata, sta riaffiorando un’altra Milano. Una città che riscopre il valore del mangiare bene, che ha fame di gusto vero e di luoghi in cui sentirsi accolti dove tornare più volte. È in questo contesto che nasce CreDa, una gastro-trattoria che va controcorrente senza proclami, semplicemente facendo le cose giuste. Un posto sincero, dove ci si sente subito a casa. Senza filtri. E per fortuna. Ci siamo stati a cena e vi raccontiamo perché ve lo consigliamo.

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CREDA
ph.Carlotta-Coppo

CreDa si trova a Porta Romana

CreDa si trova in via Orti 12, tra Crocetta e Porta Romana. Una zona che rappresenta una sorta di paradosso milanese: è forse l’unica a non essere stata travolta da una gentrificazione aggressiva proprio perché era già borghese, elegante, strutturata. Qui Milano non ha bisogno di reinventarsi ogni sei mesi. È una Milano vissuta, fatta di palazzi signorili, licei storici, famiglie, professionisti, ma anche di una nuova generazione che cerca luoghi veri dove mangiare e stare.

Via Orti, negli ultimi anni, è diventata a tutti gli effetti una food street. Pochi negozi tradizionali, molte insegne legate alla ristorazione. E dopo aver attraversato una via vivace e piena di vita, eccoci arrivati da Creda con il suo dehor, che sicuramente dà il medio di sé dalla primavera in poi ma con le belle giornate di febbraio siamo sicuri che regali già i primi pranzi open air.

CreDa: un nome e una promessa (mantenuta)

Il quartiere ci ha conquistati, il nome ci ha incuriositi. Perché CreDa? Non è un’esortazione dialettale, ma l’acronimo dei nomi dei due chef fondatori: Crescenzo Morlando e Dario Pisani. Due napoletani, due percorsi diversi, un’amicizia solida e una visione comune: portare la cucina popolare a Milano senza snaturarla, senza addomesticarla per piacere a tutti.

CREDA chef
ph.Carlotta Coppo

E “popolare”, qui, non è una parola di comodo. Non è nostalgia costruita né folklore da vendere. È una scelta precisa, quasi politica. CreDa – Gastronomia Popolare lo è nel modo in cui si presenta, nel modo in cui serve, nel modo in cui racconta il cibo. Non promette rivoluzioni molecolari, non rincorre l’effetto wow fine a sé stesso. Promette piatti buoni, riconoscibili, fatti bene. E quella promessa, una volta seduti a tavola, viene mantenuta senza bisogno di spiegazioni.

Trattoria sì, ma anche gastronomia

CreDa è una trattoria con gastronomia. O, se vogliamo, una gastronomia con trattoria. Ma non fatevi ingannare: qui si mangia seduti, a tavola, con tovaglie bianche e rosse, piatti veri con porzioni giuste, posate e zuppiere d’antan. Un dettaglio che per molti è secondario, ma che per chi ama mangiare davvero fa tutta la differenza del mondo. È quella sensazione di “pranzo serio”, anche se sei uscito senza pensarci troppo.

La formula della gastro-trattoria sta prendendo piede a Milano, e per una volta non sembra una moda vuota. È quasi il contrario delle risto-pescherie: lì compri il prodotto e te lo fai cucinare, qui assaggi un piatto e, se ti conquista, puoi portartelo a casa. Una continuità naturale tra ristorante e quotidianità, tra il momento conviviale e quello domestico.

CreDa è solo l’ultimo arrivato, ma forse uno dei più coerenti. E c’è un altro aspetto fondamentale: i conti tornano. Per chi mangia, certo, ma anche per chi lavora. Gli gnocchi di patate della Sila alla sorrentina costano 13 euro. La parmigiana di melanzane 9 euro. Prezzi che, soprattutto nell’asporto, rendono questa formula sostenibile e accessibile. E che è un buon punto di partenza per scoprire la sua cucina.

CreDa: un locale piccolo, senza finzioni

Entriamo da CreDa. Il locale è semplice e raccolto, con tante luci calde. A sinistra la cucina con il pass a vista, a destra la sala. Una ventina di coperti in tutto. All’ingresso, la cassa e il banco gastronomia con i piatti del giorno, come in una bottega di una volta. Un primo assaggio di quello che si gusta e che si può portar via.

CREDA
ph.Carlotta Coppo

C’è una saletta oblunga che termina con un camino e un tavolo rotondo da sei: un dettaglio che fa subito “casa”. Pochi oggetti, scelti, mai patinati. Piatti spaiati, ma bellissimi. È uno di quei posti che ti fanno abbassare le spalle appena ti siedi.

Due chef, due anime, un progetto vero

L’idea, come accennato qualche riga sopra, è di due chef giovani e amici che da anni lavorano insieme. Crescenzo Morlando, classe 1993, parte dalla pasticceria di famiglia. Poi la cucina. Poi il mondo. A soli vent’anni vola a Città del Messico, lavora presso il Consolato Italiano insegnando cucina e cultura enogastronomica. Tornato in Italia, passa da ristoranti stellati, affina tecnica, sensibilità e visione. Dario Pisani, classe 1992, napoletano anche lui, è l’uomo della cucina. Curriculum di alto livello, precisione assoluta, rispetto totale per la materia prima. Nel 2017 vince il premio come Miglior Chef Under 30.

CREDA chef
Foto: Carlotta Coppo

Si conoscono collaborando con La Scuola de La Cucina Italiana. Il lavoro diventa amicizia. L’amicizia diventa progetto. A CreDa i ruoli sono chiari e funzionano: Crescenzo è l’anima della sala e della gastronomia, Dario accoglie, concentrato, presente, visibile. Una divisione netta, ma armonica.

A tavola da CreDa: il menu partenopeo

CREDA parmigiana
Foto: Carlotta Coppo

La nostra esperienza comincia con una parmigiana di melanzane. Melanzane fritte come si deve, pomodoro San Marzano, mozzarella campana, caciocavallo, Parmigiano e qualche foglia di basilico. Profuma di casa. Di domenica. Di cose fatte con calma.

Arrivano poi le polpette al ragù di nonna Maria. “Al ragù” nel senso vero: cotte dentro la salsa. Pomodoro spettacolare e carne morbida per un equilibrio perfetto che ci porta a fare la scarpetta (un dovere morale quando la salsa è così succolenta!).

polpette Creda
Foto: Carlotta Coppo

L’appetito va in crescendo con le chiacchiere che in questa atmosfera si uniscono alla perfezione. E in questo momento arriva in tavola il piatto simbolo di CreDa: la famosa pasta mista dei 28 Pastai con patate della Sila e provola mantecata. Un piatto povero che diventa ricco senza perdere identità. Il formaggio filante rende il primo piatto indimenticabile. Esiste anche la versione “col voto”, arricchita da ricci di mare. Il sacro che incontra il profano. Un piatto pensato per due, quasi rituale.

Pasta patate e provola CREDA
Foto: Carlotta Coppo

Il gran finale (anzi, i finali)

I dolci di CreDa rappresentano un perfetto equilibrio tra tradizione e creatività contemporanea, capaci di raccontare storie di sapori autentici con un tocco personale. Tra le proposte più amate spicca la pastiera napoletana, il classico dolce della tradizione campana, caratterizzato da una consistenza morbida e fragrante, ideale da gustare con un caffè o un bicchierino di limoncello per esaltarne i profumi.

CREDA pastiera
Foto: Carlotta Coppo

Accanto a questo, la Torta “Mi Creda” si distingue come vera specialità del locale: un connubio intenso di cioccolato fondente e amarene, frutto dell’ingegno degli chef e legata alla storia familiare del locale, capace di sorprendere e conquistare al primo assaggio. Essendo una gastronomia popolare che sa mescolare sapientemente ricette tradizionali e innovazioni personali, i dessert di CreDa possono variare nel tempo, ma la pastiera e la Torta “Mi Creda” restano i due punti di riferimento più iconici per chi vuole assaporare il lato dolce della loro proposta.

Perché CreDa ci ha convinti

CreDa ci ha convinti perché riesce a parlare a chi ha voglia di mangiare con sincerità. Perché mette insieme stile e sostanza senza trasformarlo in una questione di moda. Perché in una città che corre, sceglie di fermarsi un attimo e fare le cose bene. E forse è proprio questo il punto: oggi, a Milano, la vera tendenza è la normalità fatta con cura. CreDa questa normalità la serve ogni giorno, nei piatti e nell’atmosfera. Con calore. Con gusto. Con verità. E che si si “creda” oppure no qui tutto questo accade. Andate per credere!