misterBonny è affidabile? L’abbiamo chiesto a chi l’ha creato!

Intervista a Luca Bonati, una delle menti dietro il successo del sito e-commerce di elettronica di consumo del momento: misterBonny.it

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In questi giorni non si fa che parlare delle offerte di misterBonny e visto che come succede per tutte le novità online – sopratutto nel settore degli e-commerce di elettronica e tecnologia – c’è un’aria di scetticismo, abbiamo deciso di tagliare la testa al toro e di recarci nella sede di Bomax srl, società proprietaria di misterBonny, per incontrare la mente dietro questo ambizioso progetto che sta facendo tremare i big della distribuzione di prodotti di elettronica.

Intervista a Luca Bonati di Bomax, società italiana proprietaria di misterBonny.it

Andiamo con ordine. Cosa c’era prima di MisterBonny? Cosa fa l’azienda Bomax? L’azienda inizia a lavorare negli anni ’90 come realtà B2B. Mio papà Massimo, da quando ha fondato la società antecedente misterBonny, Bomax, ha sempre lavorato come distributore di prodotti di telefonia e accessori, a cui si è poi aggiunta la parte servizi; in qualità di agente lui lavorava per conto degli operatori telefonici italiani. Mio papà è sempre stato nell’ambito commerciale, anche se prima di intraprendere questa carriera lavorava nell’azienda della sua famiglia che produceva vernici, quindi proprio in un altro mondo. Dopo la fabbrica di vernici lui ha lavorato per il lancio di Motorola in Italia e lì è diventato uno dei direttori vendite per l’Italia. Questa è stata la sua ultima esperienza prima di fondare la sua azienda: Bomax srl. Ha scelto di occuparsi sempre della telefonia e della distribuzione di prodotti di elettronica ed è poi anche diventato Master Agency per conto di Telecom Italia.

Ci puoi spiegare meglio il concetto di Master Agency? Praticamente Bomax si posiziona come tramite tra tutti i negozi (non franchising) che si occupano di servizi per Tim. Bomax e la rete di agenti Bomax gestiscono tutta la parte di servizi per conto di Tim. Da qualche anno a questa parte, inoltre, questa gestione che prima conferiva a Bomax la gestione esclusiva dei servizi di Tim per la Lombardia, si è allargata con l’esclusiva per l’Italia per quanto riguarda la distribuzione della telefonia, sempre per conto di Tim.

Qual è il tuo ruolo in Bomax? Io sono il figlio di Massimo, il fondatore. Mio fratello  si occupa della parte commerciale e io, che sono entrato in azienda lo scorso anno, sono il CFO. Il mio background è molto diverso, perchè non ho mai fatto il commerciale. Io ero commercialista e lo scorso anno ho deciso di abbandonare la carriera in studio per entrare in azienda e seguire il progetto di misterBonny.

Tu hai vissuto dall’interno la crescita di tuo padre in quanto imprenditore.Come hai visto questa crescita fino ad oggi? La cosa bella di mio papà è che ha creato l’azienda da zero. Lui ha costruito da sé tutto e da quando è nata questa azienda, che oggi è molto affermata nel settore, lui è sempre rimasto lo stesso di anni fa; lui molto umilmente è rimasto uguale a prima e credo che questo sia molto bello e importante. Ha trasmesso a noi questa umiltà che trovo sia un valore aggiunto.

Come è nato il progetto di misterBonny? misterBonny era un’idea che avevamo avuto già da tempo. Poi, durante il periodo di lockdown totale causa Covid-19, durante una cena con mio papà e mio fratello, abbiamo pensato che fosse arrivato il momento per partire concretamente con il progetto misterBonny e andare online. Io ho così abbandonato la carriera da commercialista e ho deciso di dedicarmi completamente al progetto, correndo anche qualche rischio.

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Non avete mai avuto l’impressione che quanto stavate per fare fosse qualcosa di troppo grande per voi? No, sinceramente no. A me non spaventa questo, anzi, sono fermamente convinto che sia il futuro e il cambio generazionale è un passaggio che tutte le aziende devono fare per poter essere pronte al futuro, perché la tipologia di business cambia nel tempo. Le abitudini dei consumatri, per forza di cose, andranno cambiando e per questo una realtà come Bomax deve seguire queste abitudini per rimanere sul mercato e fare parte di questo cambiamento. Entrare nel mondo del retail non poteva essere fatto diversamente: dovevamo puntare sull’ e-commerce, non certamente su un negozio su strada.

Come è stata la fase preliminare? Ci vuoi raccontare qualcosa che vi è successo prima di iniziare con misterBonny? La parte più difficile e contemporaneamente più divertente è stata cercare un nome per questo nuovo progetto. L’agenzia che ha curato la costruzione tecnica del sito con tutti gli algoritmi, ci ha anche supportati nella parte naming e branding, però il nome vero e proprio doveva essere creato da noi fondatori. L’agenzia ci aveva addirittura dato una deadline per la consegna del nome attorno al quale loro avrebbero poi creato il logo e tutta la parte iconografica. Trovare un nome adatto è stato davvero difficile, perché volevamo che fosse qualcosa di simpatico ma non fanciullesco, ovviamente non volgare e che avesse i domini liberi. Ecco che è nato il nome Bonny, che è il soprannome che i miei amici e gli amici di mio fratello danno a entrambi; ci sembrava carino e aveva i domini liberi. Ci siamo convinti così che potesse funzionare.

Perché qualcuno dovrebbe comprare su misterBonny quando in realtà potrebbe andare su Amazon? Questo è vero. Amazon è iper-efficiente su molte cose, ma su molte altre è un e-commerce come gli altri. Amazon ha la fortuna di godere di un heritage. Amazon è un’istituzione e noi non abbiamo mai pensato di poter competere con una realtà come Amazon, per esempio da un punto di vista di prezzo, anche se noi siamo molto competitivi e su alcuni articoli siamo i più competitivi. Amazon, oggi come oggi, è una salvezza per qualsiasi cosa si abbia bisogno, ma ovviamente ha anche dei limiti.

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Quali sono i plus che avete pensato sul sito per farlo diventare più user-friendly? Abbiamo puntato molto sui colori e sul concetto di chiarezza. Abbiamo poi fatto attenzione all’idea “less is more” eliminando contenuti non necessari. Abbiamo voluto un sito chiaro e di facile leggibilità per i clienti, pensando di inserire delle schede prodotto che sono arricchite da ogni informazione utile per il consumatore, che deve sapere che tipo di prodotto sta comprando. Ci sono molte immagini e non ammettiamo la vendita di prodotti senza immagini e senza schede prodotto arricchite. Siamo molto efficienti per quanto riguarda la consegna (in un giorno se la merce parte dal nostro magazzino). La nostra idea è quella di introdurre una sorta di guida all’utente, specialmente per quando ci saranno in vendita anche i grandi elettrodomestici. Spesso ci si dimentica che il cliente che acquista online non si sente troppo sicuro ad acquistare determinati prodotti, perché ha la falsa credenza che il commesso possa essere un super esperto; noi vogliamo proporre un commesso virtuale che, tramite un’intelligenza artificiale, a fronte di una serie di domande, sia in grado di consigliare l’acquisto di alcuni prodotti piuttosto che di altri. Vorremmo guidare l’utente all’acquisto su alcuni tipi di prodotti, facendo domande mirate.

Come pensate di fare ciò? Vorremmo sviluppare questa cosa attraverso dei widget che guideranno l’utente all’acquisto. Sono tutte customizzazioni che dobbiamo fare sul sito.

Per quanto riguarda i social, invece, che tipo di impronta volete dare? Parliamo agli utenti in modo diretto. Noi siamo misterBonny e vogliamo andare incontro al cliente.

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La strategia mail marketing invece? Noi gestiamo internamente tutta la parte di newsletter. Tutti i contenuti copy dei social e delle newsletter vogliono avere un tono un po’ irriverente per essere memorabili. Vorremmo che gli utenti, oltre a ricordarsi del nostro sito bello, ci ricordino per simpatia. Quando abbiamo fatto il briefing con l’agenzia che ci supporta, io ho provocatoriamente detto che la comunicazione nostra deve essere irriverente come quella di Durex, che riesce a essere simpatica, delicata e irriverente.

Pensate che il tech e l’elettronica siano con misterBonny un punto di arrivo o credete che misterBonny sia il primo passo per andare su altri settori? Questo non lo so. misterBonny.it penso che nasca e muoia nel mondo dell’elettronica di consumo. Faccio molta fatica a pensare a misterBonny come uno store qualunquista, anche perché a quel punto andremmo a competere con degli intoccabili come Amazon. Non escludo però che la famiglia Bonati possa fare altri e-commerce in altri settori, ma non credo sotto il nome di misterBonny.

Per quanto riguarda i tuoi progetti futuri invece, intendi proseguire con l’azienda di famiglia o hai altri progetti? Io sono entrato nell’azienda di famiglia per rimanerci, senza dubbio.


Fonte foto: Misterbonny.it press office

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