L’upcycling: la nuova tendenza della moda

È stato Mango il primo brand a fare il passo verso upcycling ovvero il riciclo creativo di abiti e accessori provenienti da stock di magazzino e capi d’abbigliamento di seconda mano. Ha cavalcato questo trend anche il brand Miu Miu, che ha creato una collezione Upcycled partendo da pezzi vintage trovati nei mercatini e nei negozi di tutto il […]
upcycling trend moda

È stato Mango il primo brand a fare il passo verso upcycling ovvero il riciclo creativo di abiti e accessori provenienti da stock di magazzino e capi d’abbigliamento di seconda mano. Ha cavalcato questo trend anche il brand Miu Miu, che ha creato una collezione Upcycled partendo da pezzi vintage trovati nei mercatini e nei negozi di tutto il mondo. Non stupisce che altri marchi abbiano scelto il riciclo per non sprecare le scorte in eccesso provenienti da precedenti collezioni per dare vita a nuovi capi. H&M, ad esempio, ha promosso un’iniziativa a favore della sostenibilità chiedendo ai clienti di consegnare prodotti tessili di qualsiasi tipo, per essere proposti al mercato di seconda mano o per essere convertiti in altri prodotti, offrendo in cambio uno sconto sugli acquisti successivi.

Dare una seconda chance agli abiti usati

Il principio che sta alla base dell’upcycling è quello di non sprecare, il contrario di quanto invece avviene con la cultura della fast fashion. Siamo abituati ad acquistare più di ciò che è necessario e a eliminare con estrema facilità un abito che ci sembra fuori moda, una t-shirt che non ha più l’aspetto di una volta, un jeans rotto che non vediamo l’ora di sostituire con un nuovo modello visto alla pubblicità. Da quando anche le grandi Maison, da Balenciaga a Gucci, hanno cominciato a guardare al riciclo creativo come a una risorsa preziosa e non come a qualcosa di poco valore, si sta facendo strada una maggiore consapevolezza a sprecare meno e a realizzare abiti ecosostenibili. Naturalmente questo si traduce nel trionfo dell’originalità, come nel caso dei capi e degli accessori della collezione MM6 della Maison Margiela, realizzati riutilizzando stock di tessuto in spugna rimasti in magazzino.

Alcuni tipi di riciclo di vestiti che possiamo fare tutti

I Jeans scuciti, una camicia di lino o una maglietta di cotone strappati possono non solo essere riparati ma soprattutto essere trasformati in capi completamente nuovi e originali. Per far tornare i vestiti strappati come nuovi sono sufficienti pochissimi passaggi e un’ottima colla che ripara i tessuti. Per ottenere un buon risultato, basta applicare la colla nel punto interessato e far aderire bene le parti. Trascorsi 30 minuti è possibile rimuovere eventuali residui: a questo punto possono essere subito indossati. Ecco come ottenere un cambio di look personalizzato di alcuni capi:

  • Impreziosire le maniche o il collo delle t-shirt incollando degli strass, dei fili di perle o la bigiotteria che si preferisce
  • Ricavare da un paio di jeans una divertente e intramontabile borsa o una gonna corta
  • Realizzare bermuda o un mini abito all’ultimo grido da una camicia
  • Fare dei guanti partendo dai maglioni

Fare il cambio dell’armadio con il riciclo

Le grandi firme della moda stanno dando un taglio ecosostenibile alle loro collezioni: finalmente abbiamo la possibilità di scegliere capi eco-friendly e di imitare questa tendenza al riciclo nella nostra quotidianità. Pensiamo agli abiti di cui vorremmo sbarazzarci, non è forse arrivato il momento di recuperarli e farli diventare fashion? Seguiamo l’esempio dei designer più famosi, che rivalutano tonnellate di tessuti dimenticati in magazzino come una risorsa unica per l’upcycling. Magari smontando e rimontando una zip in un altro punto, tagliando dei cappotti per farli diventare lunghi colli, confezionando abiti costruiti con l’assemblaggio di pezzi diversi, attualizzando gli stivali con inserti eleganti e con materiali chic.


Fonte foto: Pexels

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