Elisabetta Dessy: l’eleganza della gentilezza, lo chic della normalità

La vita di una super-modella. Una carriera iniziata negli anni 80 e oggi focalizzata su special-projects.

elisabetta dessy

Ha quel tono di voce sottile, così rilassante e pacato Elisabetta Dessy, che mentre ci chiacchieri – e ascolti i suoi racconti –  tracci il quadro di una donna che è principalmente emblema di quello chic senza la minima sovrastruttura.

Nulla di artefatto, nulla di ostentato, nulla di azzardato, nulla di troppo in questa bellissima donna che vive i suoi 62 anni, con un’eleganza silenziosa ma presente e che sembra aver scelto nella sua vita la filosofia-arte del togliere piuttosto che aggiungere.

E anche una sua parola di troppo, capisci che quasi la mette in imbarazzo perché il concetto di vanità, nonostante lei ti dica di essersi sentita una regina quando in pedana – siamo negli anni 80 – sfilava per Versace, Valentino, Capucci, Balestra, Brioni, non le appartiene.

Oggi Dessy vive-lavora nella moda (rappresentata da DManagement Group) per progetti speciali, unici, e in linea con il suo voler cogliere più l’aspetto ludico di questo sistema così creativo.

E il sistema moda oggi sottolinea sempre meglio anche la bellezza delle super modelle più over per età ma che mantengono sempre l’attitudine unica di donare all’abito un’anima, quel fuoco che fa vibrare la passerella e le pagine dei magazine.

Tra Roma e Milano ma con delle radici sarde, Elisabetta Dessy parla questa settimana di sé stessa, del suo periodo come campionessa di nuoto, delle passerelle accanto a icone come Iman, Jerry Hall e Pat Cleveland e di come oggi vive la moda con la bellezza del rimettersi in gioco che è uno dei fattori importanti del sapere vivere bene.

Intervista a Elisabetta Dessy per Focus On.

Il mare e delle belle radici sarde. Oggi lei dove vive? Principalmente tra Roma e Milano.

E della Sardegna che ricordo ha? La Sardegna per me è intoccabile (ride) e credo che di Sardo in me ci siano diversi aspetti come la determinazione, la testardaggine… e anche un certo spirito di sacrificio. Diciamo che sono una donna che non si arrende mai: sono una vera combattente.

 Lo sport l’ha aiutata molto in questo? Lo sport è stato una vera scuola di vita. Mi ha insegnato che cosa è il sacrificio e che ciò che desideri nella vita, si ottiene solo se veramente dai il massimo di te stesso.

 Con il massimo sacrificio si realizza sempre ciò che si desidera?  Effettivamente non sempre questo è vero, ma credo che sia importante almeno provarci, soprattutto per se stessi.

 Non pensa che forse ci siano anche dei giri prestabiliti del destino?  Io credo che il destino, o la fortuna, ci mettano sempre lo “zampino” in tutte le cose ma sono però fermamente convinta che molto dipenda anche da noi.. ripeto, bisogna sempre provare, provare, provare e mettersi in gioco.

 Come si è avvicinata al nuoto? Ero una bambina molto vivace direi, con tante tante energie… che – forse anche per cercare di appianare questo mio moto perpetuo (ride) – la mia famiglia mi invogliò ad avvicinarmi al nuoto. Successe che poi andavo talmente forte che l’aspetto più ludico di questo sport venne messo in un certo modo da parte. A dieci anni e mezzo vinsi i giochi della gioventù e da lì iniziai a gareggiare.. finendo appena bambina sui giornali per le mie vittorie.

 Si dice che i nuotatori abbiano con l’acqua un rapporto molto speciale… Parlo per me, e devo dire che l’acqua ha il potere di fare ordine ai miei pensieri, mi protegge e riesce a rigenerarmi. Il nuoto mi permette di incastrare al meglio ma in maniera positiva ansie e preoccupazioni..  facendo come una “pulizia” della mia mente dalle cattive energie.

elisabetta dessy

 

Come è arrivato poi l’incontro con la moda? Ero in Sardegna per una bella vacanza, siamo nei primi anni 80, e venni notata da alcuni marchi che all’epoca sfilavano a Milano. Nel giro di poco tempo iniziai a lavorare per tutti i grandi stilisti dell’epoca. Era l’inizio del Made in Italy, a Roma c’era ancora l’Alta Moda e mi ritrovai all’ improvviso accanto a donne come Pat Cleveland, Jerry Hall (una donna straordinaria), Iman e molte altre tutte già famosissime e delle icone internazionali delle passerelle.

 Che ricordi ha degli Anni 80? Ripeto eravamo agli inizi del Made in Italy. Tutto ruotava attorno alla Couture e gli stilisti amavano profondamente le donne,  la loro femminilità, le facevano sentire speciali.. non erano dei robot da passerella. Era l’epoca di inizio del successo della moda italiana nel mondo. In poco tempo iniziai a sfilare per Valentino, Versace, Balestra, Brioni, Capucci. Ogni gesto di questi Signori dello stile: dal momento del fitting, all’uscita in passerella era per loro quasi un rito, non c’erano i ritmi così accelerati di oggi.

 Che tempi…  Lo erano. C’era un’energia nell’aria davvero speciale.

 Era l’epoca della Moda dei Big Five: Ferrè, Versace, Krizia, Valentino, Missoni  ecc. Un ambiente anche forse difficile in quegli anni… ricordo per esempio il caso di Terry Broome, uno dei primi scandali della moda nei primi anni 80. Sa le situazioni difficili ci sono in qualunque ambiente… ricordo benissimo quel caso perché fece scalpore. Bisogna anche dire che era tutto all’inizio e all’epoca arrivavano davvero dagli Stati Uniti queste bellissime ragazze con appena uno zaino in spalla o poco altro e con il sogno della moda.. e poteva accadere che si facessero incantare – senza mantenere i piedi per terra – da un mondo così glamour vivendone anche i lati più negativi… come può succedere in qualunque ambiente se non si sta attenti.

La preparazione atletica del nuoto l’ha aiutata anche a reggere i ritmi frenetici della moda? Devo dire che non erano ritmi così stressanti come quelli di oggi…  anche se io in effetti avevo comunque una grande resistenza;  non sentivo la stanchezza. L’acqua e lo sport, mi creda, rafforzano la tua disciplina ed io già da piccola avevo dei ritmi di allenamento in piscina molto tosti…  Anche oggi sento poco la stanchezza e mi piace tenermi allenata con lunghe camminate all’aria aperta.

Oggi lei a 62 anni è tornata nella moda: oggi questo lavoro lo vivo davvero con più leggerezza senza quello stress per esempio di un casting sfortunato o meno. Durante le lunghe attese per i fitting sono sempre molto serena, leggo, attendo il mio turno e a volte mi diverto ad osservare le modelle più giovani che spesso si avvicinano incuriosite per sapere del mio lavoro.

Che cosa pensa delle modelle di oggi? Ci sono delle ragazze bellissime, penso per esempio a Gigi e Bella Hadid o a Kendall Jenner. Io però prediligo le modelle degli anni 80 e 90 penso per esempio a Elle McPherson o Helena Christensen,  oppure le donne di Victoria Secret, donne dalla femminilità più morbida….

Che cosa deve avere una modella per poter arrivare a sfilare per Valentino, Versace e per i più grandi brand … rimanendo quindi sempre a certi livelli? Deve avere come si dice spesso, personalità. Ma anche la capacità di indossare l’abito dello stilista come se fosse una seconda pelle riuscendo così a trasmettere il messaggio che quella collezione vuole dare in quella stagione e le assicuro che non è semplice.

Ci sono stati dei casi di super-modelle – e mi riferisco al passato –  che hanno passato dei momenti molto complicati una volta che hanno lasciato le passerelle… mi riferisco a casi di depressione, di esagerata chirurgia estetica e molto altro. Che cosa ne pensa? Credo che alcune donne forse entrino in crisi con l’arrivo delle prime rughe, soprattutto dopo essere state delle star delle passerelle. Penso che ci sia un aspetto fondamentale da tenere sempre presente e che per fortuna fa parte della mia vita… ovvero quello di gioire e dare importanza alle piccole cose di tutti i giorni. La vita ci offre davvero nel quotidiano tante piccole opportunità per sorridere che è un peccato non cogliere.

In tutto questo ruotare di tendenze che vediamo in passerella tra minimalismo o l’arrivo di quelle collezioni dai look più estremi, che cosa è per lei il cattivo gusto ?

Credo che il cattivo gusto sia legato principalmente alla cattiveria, alla maleducazione e alla mancanza di rispetto e non invece magari ad una foto di nudo o alla trasparenza di un abito. La classe e il buon gusto sono fatti di movenze, di portamento e del rispetto  – nel caso della moda -per la tua età e per ciò che indossi senza esagerazioni.

Lei in tanti anni ha conosciuto fotografi, stilisti, le passerelle e il successo nello sport… ma oggi oltre la moda che cosa la fa stare bene? Il sorriso dei miei figli che nonostante mi prendano a volte, teneramente, in giro anche per questo mio rimettermi in gioco nella moda.. sono fieri di me e di quello che faccio.

Fonte foto: agenzia @d’management group Milano

Crediti foto cover: Keila Guilarte

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