Correre: sognando l’inverno o l’inizio della prossima estate

Estate, caldo, debolezza, pigrizia, voglia di fare nulla.

Figurarsi uscire a correre…. è davvero difficile soprattutto nelle giornate di massimo calore. Suona la sveglia alle 5.30 è fresco, albeggia, ma la voglia di non lasciare il letto, mettere le scarpette e uscire a correre è più forte e mi trattiene a poltrire. Non importa se gli amici mi stanno aspettando, se correre in una città diserta ancora sonnecchiante è bellissimo. Non importa la foto di fronte al Duomo che domina l’intera pizza tutta per noi runners, anche per oggi le zanzare del Sempione dovranno fare a meno di me.

Con il caldo ho deciso di dare un break ai miei allenamenti settimanali…. Che poi allenamenti…. Non ho nulla da preparare ad oggi. In primis, la maratona di Boston ad aprile nel 2020…. E la Monza Resegone a giugno 2020.

Si quella Monza Resegone in squadra con Stefanino e Luca è già in calendario. Avevo giurato a me stessa e a mamma, che mai più la avrei fatta, ma quello stop forzato di due anni fa, mi ha lasciato l’amaro in bocca e in cima alla capanna degli alpini ci voglio arrivare ancora una volta, con una squadra diversa, due amici di lunga data, con cui condivido i lunghi sul naviglio, le trasferte in maratona, le corsette da 5k a City Life il mercoledì sera, quando poi si va, tutti insieme a magiare un bell’hamburger e si bevono fiumi di birra, perché le amicizie nate dalla corsa sono anche quelle, il cazzeggio, il divertimento ad ogni costo, il cameratismo e il supporto sempre e comunque. Qualunque cosa accada in gara.

Monza Resegone dicevo… giugno 2020.

Una maratona non maratona, 42 kilometri tra corsa su asfalto, dalla partenza sotto le luci dell’arengario di Monza fino alle porte di Calolziocorte, i tornanti in salita, il trial notturno nel bosco per raggiungere la capanna degli Alpini Monzesi. Lassù una volta arrivati, si ammira il sorgere del nuovo giorno bevendo birra e mangiando il tanto agognato panino con la salamella in una esplosione di felicità per l’impresa compiuta.

Spettacolo! Poi una volta riposati…. È tempo di scendere e rientrare, altre due, tre ore di camminata e poi a casa a dormire finalmente. Il riposo del guerriero.

Una esperienza che va fatta almeno una volta o anche più di una volta nella vita, soprattutto fatta con un paio di amici che condividano la tua stessa passione, le tue debolezze e l’entusiasmo di una maratona unica nel suo genere.  Persone “tarate” dello stesso spirito che ha animato l’anima dei Tre Moschettieri: “tutti per uno, uno per tutti “…. Se non siete tutti sulla stessa lunghezza d’onda…. Date retta a me ….. Lasciate perdere. Diventerebbe solo un incubo di cui vi resterebbe un pessimo ricordo mettendo a serio rischio amicizie o anche semplici conoscenze.

La Monza Resegone è una corsa su strada per 33k, 5k circa di tornanti in salita e poi il resto….

Una “arrampicata” in notturna in fila indiana con altri pazzi che come te che hanno deciso di vivere la stessa avventura. Cambi di scarpe e abbigliamento, previsti durante la corsa, almeno tre, cambio di pendenza, cambio di terreno, sicuro è il cambio scarpe e allora per “l’esperienza notturna nel bosco Erve>Capanna degli alpini” un bel paio di Brooks Trial track  e perché no, pensare di iniziare ad allenarsi con la nuova Cascadia 14, una vera rivoluzione nel mondo trial. La calzatura trial per eccellenza di casa Brooks si rinnova completamente per offrire un’esperienza di corsa mai provata prima. Io sicuramente no, dato il mio amore per le maratone e l’asfalto ma, visto che ho in programma un bel po’ di allenamenti e LA corsa promessa ai compagni di squadra e a me stessa, per il 2020 perché non portarsi avanti?

Cascadia 14, la calzatura off road per eccellenza del brand di Seattle, è oggi tutta nuova grazie alla suola in TrailTack, capace di offrire la massima aderenza sui terreni più tecnici e accidentati.

TrailTack è una mescola di gomma appositamente studiata e brevettata da Brooks per garantire la massima connessione della suola al terreno, sia sul bagnato che sull’asciutto, anche su terreni particolarmente irregolari. Un materiale che, associato al nuovo sistema pivot di tassellatura a quattro punti di stabilizzazione, la colloca di diritto al vertice della categoria.

Correre in mezzo ai boschi o sui sentieri di montagna indossando le nuove Cascadia 14 è un’esperienza che sorprenderà anche i trial runner più esigenti. La nuova suola in TrialTack permette infatti di assorbire irregolarità e asperità, sia sull’asciutto che sul bagnato, offrendo un livello di grip mai provato prima. Il tutto associato ad un’alta resistenza alla deformazione e all’abrasione e alla consueta flessibilità e leggerezza che hanno reso celebre Cascadia.

Il risultato è un’esperienza di corsa ancora più fluida, sicura e naturale possibile.

Altro elemento significativo della nuova Cascadia riguarda il ricorso a soluzioni che ne implementano la durevolezza e la qualità. Un esempio su tutti è la guaina rinforzata in Rock Plate sull’avampiede, pensata per proteggere il piede in caso di urto con superfici appuntite e sporgenti. O ancora la tomaia in Cordura Mud Guard per evitare che fango e detriti creino ostacolo alla corsa. Un materiale che consente al tempo stesso un efficace drenaggio dell’acqua in caso di avventure in mezzo a condizioni estreme.

Infine l’intersuola di Cascadia 14: realizzata con l’ormai collaudatissimo BioMoGo DNA, capace di adattarsi alla perfezione alla falcata di ogni corridore.

Nella versione GORE_TEX® Cascadia 14 si veste di una tomaia impermeabile e traspirabile.

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