Mangiare Bere Pedalare Beppe Conti

“Mangiare, bere e… pedalare” è il titolo del nuovo libro di Beppe Conti, opinionista di Rai Sport per il ciclismo, ma sembra essere anche la denominazione ideale della cena Al Tronco organizzata da Alfredo Zini, ristoratore, consigliere FCI, e soprattutto ciclista, per presentare la nuova opera di Beppe agli amici appassionati. Special guest, Riccardo “il Magro” Magrini. Insomma, si capisce già, più di una cena. Un happening.

Nella saletta di sopra del ristorante di Alfredo infatti è già la seconda volta che ci capito, proprio in una di queste occasioni di riunione, dove si respirano i profumi della buona cucina toscana della mamma di Zini e, soprattutto, si divorano aneddoti di ciclismo e di vite in corsa sui pedali. E quando c’è “il Magro” a capotavola ecco che quasi è difficile fare andare la mandibola perché non ti vuoi distrarre neppure un attimo dall’ascolto delle sue storie.

Laura Magni - Riccardo Magrini - Beppe Conti
“Circondata” da Riccardo Magrini e Beppe Conti, difficile concentrarsi solo sulla cena…

E se Beppe ricorda che, ai tempi in cui era inviato di Tuttosport, Magrini vinse una tappa al Tour dopo sei anni che nessun italiano aveva più messo piede sul gradino più alto del podio, ecco che i due amici raccontano che per il successivo ritiro di Riccardo, che ormai aveva centrato l’obiettivo e poteva risparmiarsi le dure tappe di montagna, ci si dovette inventare un inesistente problemino di avvelenamento culinario… ma come, in Francia? Nella patria degli chef stellati? Sì, perché non si poteva che trovare una scusa plausibile per spiegare al popolo degli appassionati che “il Magro” aveva chiuso la sua Grand Boucle in bellezza.

Via via che la forchetta si avvicina sempre di più alla bocca, e il riso saltato di mamma Zini è un ottimo motivo per farlo, la serata assomiglia sempre più ad una delle cene realmente vissute in carovana. Quando i giornalisti al seguito delle grandi corse si fermavano a mangiare un boccone in posti che, ancora oggi, risuonano delle loro voci e di quelle dei grandi campioni, dei Coppi, dei Merckx, dei Saronni, dei Bugno e dei Moser… Questo il criterio della raccolta dei ristoranti e delle trattorie segnalate nel libro di Beppe Conti. Una guida Michelin dei locali dove si brindava alle vittorie o ci si consolava con un bel bicchiere per le sconfitte. “Sicuramente ne abbiamo dimenticato qualcuno – si affretta a dire Beppe, che ha scritto questo libro da un’idea di Angelo Striuli, responsabile RCS degli arrivi alle tappe del Giro d’Italia – e questo sarà quindi un buon motivo per pensare ad una seconda edizione più completa“. Ma in questa prima, che annovera ben 40 ristoranti, stesso numero delle edizioni del Giro seguite da Beppe, e che il medesimo sfoglia per anticiparne alcune chicche, si vede che c’è già moltissimo arrosto. Ad esempio c’è il “covo segreto di Fausto e Giulia”, dove Coppi e la famosa “Dama Bianca”, l’amore proibito inseguito da tutti i paparazzi dei primi anni ’50, si rifugiavano prima nelle sale del ristorante e poi a “fare il riposino”, perché Aurora Girarrosto, paradiso della cucina sulla strada che porta a Genova nei pressi di Tortona, era anche un Hotel…

Alcune pagine dedicate ai ristoranti frequentati dal Campionissimo Fausto Coppi

Si parte quindi proprio dalle colline del Campionissimo per continuare in un vero e proprio tour culinario che non risparmia aneddoti e grandi scoop. C’è La Volpina a Ovada, meta abituale dei giornalisti al seguito della Milano Sanremo che Stefano, il proprietario, ricorda di aver aperto nell’83 proprio il 19 marzo, ovvero il giorno della corsa, senza ancora avere avuto permessi e licenza. La specialità della casa? Il piatto-sorpresa chiamato Fuori Tempo Massimo, perché non c’è tempo di scrivere nel menu il nome dell’ultimo arrivato, sia un grande branzino di cattura o una bella lepre.
C’è il Montecristo, a Milano in C.so Sempione di fronte alla Rai, dove Moser con il team Enervit aveva la sala riservata al piano di sotto mentre era in preparazione il record dell’ora in Messico. Si portavano al ristorante anche la bicicletta dal design spaziale che allora era proprio cosa mai vista. E non mancano segnalazioni davvero preziose, da segnare in agenda per farci un salto d’estate, magari proprio guadagnandosi il pranzo con l’ascesa in bicicletta. C’è infatti il Rifugio Bonetta, incastonato al culmine del passo Gavia oltre quota 2.600 mt. Il proprietario, Federico Bonetta, ricorda che nella notte dell’88, vigilia di una tappa di bufera, il patron Torriani gli telefonò 8 volte per sapere che aria tirava lassù. No, non avrebbe rinunciato al Gavia fossero anche venuti giù metri di neve. E così fu la resa di Chioccioli a un Giro che, racconta Beppe Conti, forse bastava una giacca a vento per staccare tutti nella discesa in Valtellina.

Le pagine che raccontano gli aneddoti avvenuti Al Tronco e Alfredo Zini

E poi c’è la struggente storia di Franco Corsini, che ha voluto tanto bene a Pantani, al Pirata, e che ancora oggi se lo sogna mentre vince. Gli scamponi al sale erano i suoi preferiti, uno dei piatti forti de La Cantina del Porto a Cesenatico. Sì perchè il Giro attraversa tutta l’Italia o quasi e allora il libro l’insegue, alla scoperta naturalmente delle tante mete che, dal Veneto alla Romagna, alle Marche, fino a Messina, hanno visto passare i grandi campioni o nugoli di giornalisti affamati e provati dalla sveglia all’alba. Cosa che, spiega Conti, non è proprio usuale per un giornalista. Non mancano i locali aperti da chi, dopo aver militato in qualche squadra e dopo aver appeso la bici al chiodo, si è dato con successo all’arte culinaria. E naturalmente c’è la Toscana, dove la tradizione del buon cibo legato al ciclismo attraversa le epoche, da Nencini a Nibali, con Bettini e persino Sagan, che un salto alla Trattoria Senese a Cecina lo fa senz’altro, per un buon piatto di pesce.

A metà cena appare anche Ivan Basso…

Insomma, difficile selezionare, anche nel mio caso, i locali che Beppe ha raccontato nel suo libro. E già sto accarezzando l’idea di andare a provarne qualcuno. Ed uno in particolare l’ho già provato. Al Tronco c’è proprio l’atmosfera giusta per sentirsi parte della carovana. Improvvisamente, mentre s’inseguono i ricordi di scanzonate avventure al Tour, tra Beppe e “il Magro”, ecco irrompere nella scena una surreale “sfilata di moda”, con protagoniste due applauditissime modelle sudamericane, subito fotografate tra i campioni e i giornalisti. That’s it. Questo è il Giro, bellezza!

La “sfilata di moda”, a sorpresa, per la gioia dei ciclisti che, si sa, amano la buona cucina e…