Correre: dove e con chi

Prendi le tue frustrazioni, delusioni, i tuoi rimpianti, le tue incazzature. Impacchettale. Usale come carburate. Inizia a correre.

Se esci di casa prima delle 6 i semafori lampeggiano e ancora non sono entrati in funzione, non puoi prendere la bicicletta del bike sharing perché il servizio entra in vigore dalle 7 del mattino, la città è deserta, incontri solo barboni, spazzini, gente che rientra da serate goliarde, padroni di cani, e chi suo malgrado è già in giro per prendere i mezzi pubblici  per andare al lavoro.

Stamattina oltretutto è nuvolo, caldo afoso ma nuvoloso e ho preso l’impegno del ritrovo 261FeralessClub Italia al Parco Sempione, tocca andare. La sveglia alle 5.15 è un impatto non indifferente, ma fuori è già chiaro e aiuta a lasciare il letto senza traumi o ripensamenti, ho detto aiuta. Io dormo anche sotto una lampada UVA.

Parco Sempione è uno dei quei posti a Milano, dove ci vado a correre sempre volentieri.  Grande ma non troppo, quanto basta da non perdersi di vista, molte donne sole ci corrono senza problemi, meglio non addentrarsi in angoli nascosti o coperti da alberi e foglie, ovvio, ma se si seguono i sentieri principali o il perimetro esterno non ci sono problemi. Narra la leggenda che al calar del sole si aggirino i fantasmi di una runner nel perenne e mai raggiunto, tentativo del miglior tempo e quello di una dama velata alla disperata ricerca del suo amor perduto. Per noi donne, fantasmi o no, sempre meglio stare vigili e magari evitare gli auricolari per rendersi conto se qualche male intenzionato si avvicina, fosse anche solo per un complimento poco gradito e non cercato. Ci sono anche fontanelle con acqua potabile sparse per tutto il parco, attrezzi per gli esercizi ginnici e l’Arena, intorno alla quale è possibile fare ripetute, allunghi o prove di durata.

Altro posto che ho scoperto essere molto bello per correre è Parco Lambro, io manco a dirlo, non lo avevo mai preso in considerazione. In realtà con la bicicletta è un attimo raggiungerlo da casa mia, recuperare l’amica Cristina e andarci a correre. L’ho scoperto durante la 10 kilometri a favore di Emergency organizzata con PACER e Mizuno, un anello ritagliato all’interno del parco tra zone di ombra, sole, scorci sul fiume, sali-scendi, da percorrere una due e per i temerari anche tre volte.  Altro angolo verde nel centro di Milano, dove poter fare attività fisica in santa pace, ottimo per donne che vogliono correre anche sole. Di solito noi donne, cerchiamo di avere sempre una figura maschile nel gruppo perché in generale è una cosa che ci fa sentire sicure, forma mentis, anche se posso dire con certezza che un gruppo di due, tre, quattro donne incavolate sono peggio di certi tocchi uomini. Morale, riusciamo anche a difenderci bene. Unico punto negativo, non ci sono fontanelle, nemmeno una, e non potersi dissetare, potrebbe essere un problema soprattutto nei periodi di calura estiva. In compenso però, in Piazza Udine subito li dietro ci sono ottimi bar e centri commerciali da usare come recovery post attività.

Al Parco Lambro domenica ho corso con Cristina, amica addicted del tapis roulant, riesce a correre fino a 8, 10 kilometri senza muoversi di un metro. Ammirevole. Personalmente non amo il tapis roulant, non ci corro perché fondamentalmente non ne sono capace, perdo l’equilibrio e non riesco a stare dietro al ritmo della corsa impostato, quindi visto, che di mio, detesto fare brutte figure, evito di usarlo per non rischiare di finire stesa ai piedi della macchina.

La corsa sull’asfalto è diversa, il piede all’appoggio trova più attrito e bisogna dare una maggiore spinta, per acquistare velocità, siamo noi stessi  la forza motore al contrario della macchina che una volta avviata ti porta a seguire il ritmo impostato, i tapis roulant sono generalmente molto ammortizzati, riducendo la severità dell’impatto sulle articolazioni rispetto all’asfalto o al terreno sconnesso; ma correndo su cemento a volte ci si trova spiazzati non avendo sviluppato automatismi e reazioni muscolari si fa più fatica e si rischia di incontrare una serie di difficoltà nel rendere al meglio.

L’ideale sarebbe iniziare a farlo per gradi e almeno alternare corsa indoor e outdoor.

Altro posto dove tutti ma proprio tutti i runner si ritrovano a correre è il Monte Stella, ze il Campo XXV aprile. Vuoi per la pista di atletica a cui è possibile accedere pagando pochi euro, e poter usufruire anche di spogliatoi e docce, vuoi per i ricordi di quando da ragazzini si faceva la lezione di Educazione Fisica, un volta messo piede in campo ci si sente un po’ campioni e fare le ripetute e gli allunghi è un attimo, soprattutto se in gruppo e in compagnia degli amici con i quali scatta subito la sfida all’ultimo secondo o metro.

Il Monte Stella ha un qualcosa di mistico, nato nel 1947, è composto essenzialmente di materiali provenienti dalle macerie dei palazzi bombardati durante la guerra. L’altezza fu poi ridimensionata, per problemi di stabilità, a circa 50 metri. L’aerea verde, completata all’inizio degli anni ’60, fu destinata a parco urbano e, arricchita di alberi solo nel 1971 e tra gli anni ’70 e ’90 fu utilizzata per ospitare manifestazioni sportive, feste di partito, fiere commerciali, e spettacoli. A causa delle condizioni del parco e di alcuni smottamenti fu iniziato un intervento di recupero alla fine degli anni ’90 con l’inserimento di nuove alberature disposte sulla collina per quattro livelli. La lenta salita alla sommità è ritmata da strade sterrate, vialetti e scalinate.

Dall’alto la vista è stupenda, dritto, dritto, di fronte lo stadio di San Siro, nella sua imponenza, bellissimo. Sembra quadi di essere sulla terrazza della famiglia Icardi, con un po’ di immaginazione.

Altro posto che io amo in maniera particolare è l’Idroscalo, mi piace perché è un parco protetto e sicuro, circondato da cancelli chiusi durante la notte, sorvegliato con telecamere e con controlli di sicurezza anche durante il giorno. Ci sono fontanelle sparse per tutto il percorso e un paio erogano addirittura acqua frizzante. Ottimo per quando si devono preparare i lunghi pre-maratona, forse noioso alla lunga, tre, quattro giri consecutivi ti mandano in pappa la testa, ma il paesaggio è vario e le distrazioni tante, da chi fa canoa, sci nautico, chi si abbronza in piscina, chi corre o chi nuota, ma ci sono anche campi e una squadra di rugby e perfino un maneggio. Molto frequentato durante il weekend ma anche in settimana soprattutto la mattina presto nei periodi caldi, quando il traffico milanese è meno caotico e rientrare in casa per prepararsi e andare in ufficio è più facile.

Noi di solito ci organizziamo in macchinate, smart, scooter, ma è disponibile anche una  navetta  dall’aeroporto di Linate che porta dritta alle tribune, facendoci sentire un po’ vip quando si scendono le scale per iniziare poi di li a poco, l’allenamento. Ah a Linate ci si arriva con l’autobus 73 che parte da San Babila e per i più fortunati come me, passa proprio sotto casa.

Un altro posto dove corro spesso, soprattutto quando devo macinare tanti kilometri per la maratona, è il Naviglio Grande. Popolato ad ogni ora del giorno e della notte, è il ritrovo di tutti i runners di Milano, degli amici e di quelli che vengono in visita. Se conosci qualcuno nel mondo della corsa, sicuramente prima, o poi, lo incroci sul Naviglio.

I più temerari si spingono fino a Corsico, Gaggiano e oltre, si può correre tranquillamente 30 e più kilometri in andata e altrettanti al ritorno. Il traffico tranne, in alcuni punti di svincolo è pressoché inesistente, fontanelle poche ma in punti strategici che ti permettono di riempire la borraccia o una bottiglietta all’occasione, il problema è il traffico di runner, camminatori, cani  e ciclisti che nei punti più stretti diventano prepotenti ed esplodono in segni di intolleranza nei confronti di chi secondo loro occupa il loro territorio. Non sono rare le liti e le discussioni pesanti con scambi di appellativi coreografici e di auguri dal carattere originale di buona giornata estesi a tutta la famiglia e anche alle mamme rimaste a casa.

E poi c’è il mio parco Marinai d’Italia, Corso XXII Marzo, piccolo, poco più di 1 kilometro il perimetro esterno, pulito e comodo, attrezzato di  tutto il necessario, ci corro da sempre, ne sono affezionata e gelosa, è il mio territorio e conosco chiunque corra dentro e fuori e se qualche esterno si aggrega, marco subito la zona.  Per info chiedere a me.

In realtà ci sono anche la Martesana, il Parco Nord, il Parco Palestro, il Ravizza, perfino Piazza Leonardo da Vinci di fronte al Politecnico dove io faccio gli allenamenti al sabato mattina con 261Fearless Club Italia  e un sacco di altri posti in cui cimentarsi nella corsa.

Basta solo tanta volontà, un po’ di inventiva, un buon GPS e un paio di giuste scarpe da running ed il gioco è fatto.

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