Di arte, di Cina e di sorprese: a Vicenza c’è FLOW

Sabato 25 marzo inizia a Vicenza una mostra che è una scommessa: coinvolgere tutti in un dialogo d'arte in cui le domande sono più importanti delle risposte.

Giovanni Morbin - Concerto a Perdi-ato, 2017, performance-

Flow arte contemporanea italiana e cinese in dialogo è un progetto che comincia con la mostra che apre al pubblico sabato 25 marzo e prosegue con i pensieri e le domande che suscita accostando opere, voci e pensieri di artisti italiani e cinesi, spingendoci a trovare differenze, minimi comuni denominatori e sensi in un caos creativo dall’energia contagiosa.

Il punto è proprio il dialogo fra tutti gli elementi in gioco: gli artisti scelgono i mezzi più diversi e, a volte, bizzarri per esprimersi trasformando anche colorati liquidi antigelo o aquiloni in oggetti da vedere, per poi pensare. Ogni spettatore porta la sua storia e le sue idee: se dico “porcellana” tu a cosa pensi? Tante domande e nessuna risposta giusta, ma solo il gusto di creare un dialogo, scoprendo che interessa proprio tutti, a tutte le latitudini.

Bu Hua, A.D.3012-2, 2012, digital painting, 150cmx83cm
Bu Hua, A.D.3012-2, 2012, digital painting, 150cmx83cm

Del resto, il primo di questi confronti è con il monumento che ospita Flow: la Basilica di Vicenza che, per cominciare, non è una chiesa ma un edificio civile, nato per ospitare nel ‘500 gli incontri delle magistrature cittadine, con una pianta rettangolare, un campanile e un tetto a carena che ricorda lo scafo di una nave rovesciata. Un prodigio di architettura immaginato e realizzato dal Palladio, che ha dato forma a tutta la città e l’ha resa un gioiello da ammirare col naso all’insù e l’occhio sgranato e che, a noi stranieri, fa l’effetto di qualcuno che ha giocato con il “sembra ma non è” perché anche lo splendido Teatro Olimpico è decisamente un teatro alternativo e dalla bellezza indimenticabile.

Franco Ionda Soglia di Pericolo, 1990, legno ed alluminio, cm 82x 450x 10,5 ciascuna 
Franco Ionda Soglia di Pericolo, 1990, legno ed alluminio, cm 82x 450x 10,5 ciascuna

Flow presenta 24 artisti e 28 opere selezionati fra Italia e Cina dai curatori Maria Yvonne Pugliese e Peng Feng. Tutto fa arte: performance live, ceramica, plexiglas, neon, lana, passando per carta e tela e arrivando alle tecnologie digitali e a composti di uso comune completamente rivisitati, come liquidi antigelo e profilati in alluminio.

Ogni materia diventa forza viva nelle mani e nella mente di ciascun artista. Ogni opera è accompagnata da un video autoprodotto dall’artista stesso che spiega direttamente a ogni spettatore perché ha scelto quella tecnica e quell’opera. Sul tema del dialogo si potrà assistere anche al video di FlowTalk, un incontro fra i filosofi Marcello Ghilardi e Riccardo Caldura che racconteranno cosa significa “dialogo” per chi nasce in Oriente o in Occidente.

Fra i tanti appuntamenti in programma, domenica 26 marzo alle ore 18 ci sarà la performance “Concerto a Perdifiato” dell’artista Giovanni Morbin, originario di Valdagno (VI), che prevede una orchestra decisamente sui generis, senza un direttore e non composta da musicisti ma da 21 volontari che suoneranno un unico, inedito, strumento. Lo strumento a perdifiato che Morbin ha immaginato è un canale circolare d’ottone in cui il suono viaggia dalla bocca all’orecchio del performer e amplifica quello che quotidianamente facciamo senza pensarci: dialogare con noi stessi.

Li Wei, Sposa dai piedi di loto, 2015, video, DaTong, Cina (Courtesy Egg Gallery, Beijing)
Li Wei, Sposa dai piedi di loto, 2015, video, DaTong, Cina (Courtesy Egg Gallery, Beijing)
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