Uomini single istruzioni per l’uso: attenzione ai 35/40enni

Ecco la prima delle miniguide per la gestione consapevole delle relazioni con gli uomini single. In questo articolo affrontiamo la piaga dei 35/40enni.

Uomini single istruzioni per l’uso: attenzione ai 35/40enni

Ti presentiamo la prima di una serie di miniguide per la gestione consapevole delle relazioni con gli uomini single. In questo articolo affrontiamo la piaga dei 35/40enni.

Essere single a 35 anni non è facile, soprattutto se ancora non hai rinunciato a trovare l’amore della tua vita…

Se il tuo obiettivo è mettere su famiglia, il tempo stringe e prima che la natura renda impossibile la procreazione ti devi dare una mossa e cercare l’inseminatore adatto.

Una parola…

Partiamo dal presupposto che i 20enni, tanto fertili quanto poco affidabili, sono assolutamente da scartare.

Cosa ti rimane? I coetanei naturalmente!

Ah… i coetanei. La dici facile, tu.

I single di 35/45 anni

Non sono molti i single che vanno dai 35 ai 40 anni, anzi sono proprio pochini. E non vale neanche la regola “pochi ma buoni”, perché quei pochi sono tutt’altro che buoni.

Gli uomini di questa generazione non accaparrati da altre donne possono essere di tre categorie:

1) Stronzi: probabilmente fedifraghi e mollati senza pietà da ex mogli e compagne stufe di continui tradimenti.

La regola è una e incontrovertibile:

Uomini single istruzioni per l’uso: attenzione ai 35/40enni

2) Psicopatici: stalker, maniaco-depressivi, narcisisti con turbe di personalità, spesso cocainomani e strafatti 7 giorni su 7. Il 35/40enne è single perché non se lo piglia nessuna! La sua fama ormai lo precede, è un po’ come Attila: dove passa lui non cresce più un c***o.

3) Stronzi e psicopatici: sono i peggiori, quelli che neanche un miracolo divino o un buon psicoanalista potrà redimere.

Se già ti vedevi in abito bianco, con il sosia del Dr. Shepherd all’altare, so di averti gettato nella disperazione più assoluta. Sbagliatissimo, perché c’è speranza anche per te, mia cara coetanea.

La vedovanza…

La tua speranza è brizzolata, ha sui 50/55 anni ed è vedovo. Uno che ha perso la moglie è sicuramente più vulnerabile e propenso a ricreare l’armonia che solo una famiglia sa dare. Assicurati che non l’abbia ‘seccata’ lui, ecco, magari questa è l’unica precauzione che ti inviterei ad adottare.

Se proprio l’uomo più grande non ti aggrada, allora divertiti ancora qualche annetto – possibilmente con un parco giochi ben rifornito di toy boy – e proiettati alla vedovanza dei tuoi coetanei.

Accanto ai vedovi, ci metto anche i divorziati, a patto che il loro matrimonio sia stato sereno con una conseguente separazione consensuale, senza particolari conflitti e neanche tradimenti plateali da parte di lei – l’uomo buono tradito può diventare il più stronzo di tutti gli altri. Tieniti alla larga dai “separati in casa” perché in realtà non hanno mai tagliato i ponti con il passato e mai li taglieranno.

Resto sempre dell’avviso che la convivenza con un animale domestico sia più fruttuosa e dia molta più soddisfazione che la condivisione di spazi con un essere umano di sesso maschile, ma al richiamo dell’utero spesso è difficile resistere.

Buona selezione e che il fato – e per carità non il fatto – sia con voi!

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