Letture sul ciclismo (sotto l’ombrellone)

Quattro libri per rimanere allenati, almeno mentalmente, sulla passione per la bicicletta. Storie, leggende, cronache e protagonisti indimenticabili accompagneranno le vacanze di chi ama le "due ruote".

Giunta un po’ stremata alla vigilia delle sospirate vacanze, che noi della moda abbiamo concentrate in agosto come scolaretti e operai dei vecchi tempi, è doveroso chiedersi: dopo aver scritto tanto, cosa leggo?

Ci sono quindi quei libri che, ricevuti in dono durante la stagione, tra un compleanno e un Natale, finalmente hanno il loro momento di gloria. E potevano mancare, dal mio comodino pronti ad infilarsi in valigia, letture dedicate al ciclismo? No di certo! Anche perché, naturalmente, tutti sanno di questa mia passione/ossessione.
E così ecco 4 titoli, alcuni letti ed altri da leggere, che consiglio a chi al mare o in montagna magari non potrà che pedalare nell’immaginazione, e comunque si preparerà, con il pensiero, ad un autunno in velocità.

Il primo è “il primo” in tutti i sensi. Perché non avevo mai letto nulla sull’argomento e perché mi ha aperto la porta de L’Eroica: si-può-fa-reee!

Titolo: “Quasi quasi mi faccio L’Eroica”
Autore: Lino Gallo (Vedi mio articolo: L’Eroica Immaginaria – tra il dire e il fare…)
Editore: Ediciclo Editore

Un simpatico volumetto acquistato d’impulso negli “stendibiancheria” davanti al Castello Sforzesco (la famigerata e incompresa “Expo Gate”) mi ha dato la conferma che anch’io avrei potuto farcela a praticare, da neofita, la ciclovintage de L’Eroica a Gaiole in Chianti.

È godibilissimo infatti il rito iniziatico vissuto dal protagonista-narratore che, dopo aver acquistato una Bianchi storica, avvia un percorso che parte dal restauro della due ruote “eroica”, con tanto di certificazione, e arriva all’agognato traguardo nelle strade bianche del Chianti dove, tra una salita a spinta e una più convinta accelerata in discesa, riesce a concludere il percorso breve che, se non ricordo male, è di “soli” 56 km.

Dopo questa lettura mi sono convinta all’idea che ce l’avrei fatta anch’io… Se ce l’ha fatta Lino…!

Il libro di Lino Gallo, un inno a L'Eroica
Il libro di Lino Gallo, un inno a L’Eroica

 

Il secondo è un regalino molto gradito che ho letto tutto d’un fiato perché ci sono storie davvero belle che non bisogna lasciarsi sfuggire. E non occorre essere fanatici della bicicletta per apprezzarle.

Titolo: “Tour de France (1903) La nascita della Grande Boucle”
Autore: Paolo Facchinetti
Editore: Ediciclo Editore (again…)

Personaggi pittoreschi e leggendari popolano un libro che è la cronaca del primo Tour de France, quando le tappe potevano avere lunghezze impossibili, come ad esempio 467 Km, e l’arrivo, tra ghirlande e luminarie, era previsto in notturna (per i più bravi).

Così si scopre che i pionieri del primo Tour del 1903 sono improbabili professionisti dalle suggestive denominazioni, come François Monachon, detto Le Pédaleur de Tallon perché, come un imbianchino con la scala a tracolla, pedalava col tacco. Oppure si scopre che il parigino Lucien Barroy era un ex corridore podista che aveva esercitato la professione di clown acrobatico, mentre Georges Pasquier, di pelo rosso, era soprannominato Il Barbuto Volante… cioè già c’erano gli hipster alla Grande Boucle. E poi un tizio che andava in bicicletta da pochi mesi si era iscritto alla gara solo perché il macellaio del suo paese gli aveva garantito che, con il suo fisico, ce l’avrebbe fatta. Insomma dov’è nata la vera leggenda del Tour de France? Sicuramente dai suoi bizzarri protagonisti.

le foto dei protagonisti leggendari del primo Tour de France nelle pagine del libro dedicato
le foto dei protagonisti leggendari del primo Tour de France nelle pagine del libro dedicato

 

Passiamo al terzo libro, questo sconosciuto. È lui nel mio caso l’atteso premio delle vacanze, quando dalle spiaggie salentine o dai prati di Madesimo avrò modo di commentare ai rassegnati astanti le dinamiche più curiose del libro.

Titolo: “Palmer, borraccia e via! – storia e leggende della bicicletta e del ciclismo”
Autori: Daniele Marchesini – Benito Mazzi – Romano Spada
Editore: Ediciclo Editore (…e tre! È praticamente un monopolio)

Di questo libro non so ancora nulla, ma posso commentare le immagini che, ottima idea, sono sparse quasi ad ogni pagina a commentare tempestivamente personaggi e curiosità. Mi colpisce ad esempio tale Luigi Malabrocca, in didascalia descritto “leggendaria maglia nera del Giro d’Italia” che pare fosse davvero affamato tanto da non riuscire mai a dormire bene, nonostante le fatiche di tappa: “pensa te, ho sognato maccheroni al sugo tutta la notte”.
E poi vedo che ci sono le protagoniste al femminile, dalla grande attrice Sarah Bernhardt, ritratta in sella al suo velocipede, alla campionessa Maria Canins, che ricordo ancora da recenti cronache televisive, che vinse sette titoli italiani, due Tour de Frence, il Giro d’Italia e due titoli mondiali di mountain bike. In più sciava bene. Non ci sono dubbi, dopo questo libro potrò andare al Rischiatutto!

Strani mezzi al seguito del Giro d'Italia e il mitico Malabrocca, maglia nera
Strani mezzi al seguito del Giro d’Italia e il mitico Malabrocca, maglia nera

 

Infine, già avviato perché la curiosità ha avuto la meglio, il quarto ed ultimo libro da portare in vacanza per rimembrare il ciclismo più leggendario. Questo me lo ha prestato il mio papà, che è ottimo cicloamatore.

Titolo: “Indro al Giro – viaggio nell’Italia di Coppi e Bartali – Cronache del 1947 e 1948”
Autore: Indro Montanelli
Editore: Corriere della Sera

È la raccolta delle vere cronache scritte al tempo dal giovane giornalista Montanelli, al tempo confinato alle cronache sportive a causa della sua controversa posizione post-bellica (prima fascista, poi redento dissidente in carcere). Un piacevole purgatorio al Corriere Sport dove il commento del Giro leggendario in cui Coppi e Bartali si scambiavano borracce e scatenavano accese partigianerie spaccando l’Italia, faceva da contraltare agli eventi del tempo. Il Giro metafora del Paese.

Unica perplessità (da approfondire) il fatto che Indro fosse pro-Bartali, quel tradizionalista, rispetto a Fausto Coppi che fu idolo della parte giovane degli italiani, con il suo stile di vita moderno e controcorrente. Nella mia famiglia tutti “Coppisti”. Sempre.

Sfida tra Coppi e Bartali nelle pagine della raccolta di cronache del Giro di Indro Montanelli
Sfida tra Coppi e Bartali nelle pagine della raccolta di cronache del Giro di Indro Montanelli

 

A partire da oggi dichiaro quindi ufficialmente “in vacanza” la mia rubrica settimanale su Fashion Times dedicata al ciclismo che si rilassa per tre settimane e ripartirà mercoledì 24 agosto dalle salite del 12% e più a Madesimo, da sudare tutte, rigorosamente, in mountain bike.
Buone vacanze!

 

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