Claudio Orciani: accessori, animo rock e filosofia green

“Siamo di passaggio su questa terra ed è nostro dovere rispettarla: facendo questo rispettiamo anche il nostro prossimo soprattutto le generazioni future!” (Claudio Orciani).

L’intuizione. Proprio quell’intuizione. Intuizione che ti passa per la testa, ci rimane e non ti lascia più andare. L’intuizione che poi diventa piano piano: strada, guida e il percorso di quello che è stato già tracciato come tuo formidabile destino. In questo caso destino-uguale-accessorio. E questo – in poche parole – che è successo a Claudio Orciani.

E tutto è partito da una cintura, quella cintura, da lui cercata, immaginata, voluta e alla fine da lui stesso creata. E soprattutto talmente amata – anche da chi lo circondava – che Orciani all’epoca appena 23enne, dovette produrne subito delle altre “buttandosi” così in una sfida di successo.

Questa settimana il mio incontro è proprio con lui, per parlare con questo straordinario imprenditore, non solo dei suoi bellissimi accessori (borse, cinture ecc) ma anche del suo “animo-lavoro-interessi” che non si fermano mai e che sono molteplici.

Perché Claudio Orciani è vero, disegna, ma spazia, spazia e spazia come solo i veri creativi amano fare. Ecco allora l’animo, il suo animo rock, libero e fuori dagli schemi, produrre chitarre ottenute con l’assemblaggio di parte di cinture, guanti e portafogli. Ma anche le collaborazioni negli incontri con artisti di fama mondiale come Ceroli, Pomodoro e Trubbiani.

E ancora un altro degli aspetti del suo essere sempre avanti come fin dai suoi inizi: il green nel suo speciale rapporto di rispetto per l’ambiente perché come lui stesso dice: “Siamo di passaggio su questa terra ed è nostro dovere rispettarla: facendo questo rispettiamo anche il nostro prossimo soprattutto le generazioni future!”. Ecco la mia bella chiacchierata per Focus On.

Claudio una domanda iniziale che mi incuriosisce parecchio… E’ vero che lei ha un po’ (anche) un’anima rock? E mi riferisco a delle bellissime chitarre artistiche realizzate dall’assemblaggio di parte di cinture, borse, guanti e portafogli? Sì, se è vero che la parola “rock” racchiude il senso di uno stile di vita libero, fuori dagli schemi, controcorrente, credo proprio di avere un’anima decisamente rock. E le chitarre ne sono uno specchio fedele. Una sagoma in legno, tenace, che la passione e l’estro hanno animato.

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Lei ha iniziato prestissimo, a 23 anni, guidato da una fortissima intuizione e anche dal fatto che cercava qualcosa di singolare che nel mercato non era presente. Mi racconta il suo percorso? Quando ho iniziato esistevano cinture molto classiche, quelle fatte dagli allora “figli dei fiori”, cinture dal sapore “lontano west”, e poco altro. Mancava un prodotto che si distinguesse, che uscisse dalla banalità. Del tutto fortuitamente, mi capitò in mano una fascia di pelle: fu così che realizzai la cintura che avrebbe dato il via alla mia carriera. Era una cintura che si chiudeva con un incastro, e questo soprattutto e semplicemente perché non avevo fibbie a disposizione: in un bel cuoio, taglio al vivo, spazzolata con cere neutre da scarpe e lucidata con panno di lana. Il risultato fu una cintura ” BELLISSIMA”. Una mia amica che aveva una boutique, vedendomela indossata, mi chiese dove l’avessi comprata e sentendo che me l’ero costruita da solo mi chiese di produrne alcune per il suo negozio. Con grande fatica per reperire la pelle riuscii a realizzargliele e da lì iniziò la nostra “distribuzione”: l’amica della mia amica prima, altri loro colleghi poi, fino a trovarmi con una serie di richieste che mi fecero intraprendere un percorso da seguire e così mi buttai a capofitto in questa sfida.

Chi sono l’uomo e la donna che vogliono, acquistano e in qualche modo sono i perfetti interpreti del mondo Orciani? Le persone che indossano i miei prodotti sono quelle che sanno apprezzare le lavorazioni, il saper fare, il fatto a mano, la qualità della materia. Persone che hanno un gusto anche se forte mai urlato, sicure, che non hanno bisogno di mettersi addosso un logo; che comprano i miei prodotti perché piacciono a loro e non per gli altri, che seguono la moda, senza esserne vittima.

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Mi racconta invece la collezione Uomo e Donna per l’Autunno-Inverno 2015-2016? Cosa ci aspetta? La collezione invernale Orciani per il prossimo autunno inverno, si propone come un’interpretazione in chiave street e urban di temi tradizionali maschili. E’ destinata ad un uomo sicuro di se’ e appassionato, che veste con cura senza essere fashion victim. Ricerca e sperimentazione sono in primo piano. La versatilità e l’alta qualità dei materiali, abilmente lavorati, sono il comune denominatore di borse e cinture, declinate in un’ampia gamma di modelli e stili: dagli articoli “basic” a quelli più strutturati e fashion. Per la collezione donna, leitmotiv di questa stagione sono le borchie. Micro, piatte o coniche diventano punti luce ed elementi di decoro sulla pelle. E le catene, sapientemente applicate a mano, ad impreziosire i nostri accessori. La versatilità e l’alta qualità dei materiali, abilmente lavorati, restano il comune denominatore di borse e cinture declinate in un’ampia gamma di modelli e stili: dagli articoli “basic” a quelli più strutturati e fashion

Da cosa tra ispirazione quotidianamente? L’ispirazione può venire dai materiali stessi o dalla gente per strada o da cose che vedo: da qualsiasi cosa su cui si posa il mio sguardo o si ferma il mio pensiero. Proprio la ragione a volte è il motore primo: mi permette spesso di vedere, osservare oggetti come se li avessi realizzati io, così mi annoto il tutto e quando sono in azienda provo a concretizzarli con la pelle. Tutto questo per dire che la creatività non ha l’orologio: nasce e si manifesta quando vuole.

Nel suo lavoro “spazia” a 360 gradi su diversi progetti. Che rapporto ha con il mondo dell’arte? E mi riferisco tra le altre cose al bellissimo progetto di qualche tempo: Cinture d’Artista. Nel 1997 ho realizzato assieme a tre grandi scultori di fama internazionale, VALERIANO TRUBBIANI, MARIO CEROLI E ARNALDO POMODORO, un trittico di cinture a tiratura limitata. Credo sia stata una delle primissime operazioni di marketing realizzata nel campo della Moda, ma sicuramente é stata la prima nel mondo delle cinture. Nel 2013 per inaugurare la nuova parte dello stabilimento abbiamo allestito una mostra con 10 opere di 10 artisti provenienti da varie parti d’Europa, arte e artigianalità, madre e figlia l’una dell’altra. Uno sguardo furtivo poteva essere rivolto all’interno del laboratorio attraverso una sorta di vagina in pelle: metafora e messaggio per i visitatori di questa parentela, legame profondo, tra arte e artigianalità. L’ultima operazione culturale che abbiamo fatto é stata la partecipazione alla produzione del film “IL GIOVANE FAVOLOSO”, film dedicato alla vita di Giacomo Leopardi.

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Quali sono i prossimi progetti del brand Orciani che ci può anticipare? Il progetto a cui stiamo alacremente lavorando ormai da alcuni mesi, riguarda l’ingresso del brand nel mondo del travel, grazie alla forza prorompente della cintura Nobuckle, prodotto che riprende le origini del mio percorso imprenditoriale e che si svilupperà nel prossimo futuro. Ci si prospetta la possibilità di commercializzare NOBUCKLE “on board”, sulle linee aeree più prestigiose del mondo.

Come si rilassa Claudio Orciani, quando come si dice “stacca la spina” dal lavoro? Può apparire poco Rock, ma se si gioca a golf come faccio io e non per la mia bravura ma per come sfido sempre le “regole” di questo sport, vi assicuro che anche il golf diventa rock! Questo però è sufficiente se il voltaggio della corrente ha una potenza di 220 watt; se invece la carica e la potenza superano i 380 watt, allora solo la barca mi assicura la possibilità di ricaricarmi potentemente.

Quale é il rapporto con l’ambiente? Siamo di passaggio su questa terra ed è nostro dovere rispettarla: facendo questo rispettiamo anche il nostro prossimo soprattutto le generazioni future! Mosso da questi principi, approfittando di un ampliamento dello stabilimento, abbiamo realizzato un impianto fotovoltaico per dare energia ad un impianto geotermico, condizione regolarmente certificata dagli enti preposti. A questo aggiungiamo la cura con cui selezioniamo tutti i prodotti utilizzati in filiera. Possiamo a buon diritto definirci un’azienda green.

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