Intervista a Olivier Baussan, presidente e fondatore di L’Occitane

Intervista al presidente e fondatore di L'Occitane. Oliviere Baussan, nonostante sia il numero uno di uno degli imperi della cosmetica naturale, si presenta come una persona umile e piena di entusiasmo. La sua filosofia sta tutta in questa frase: "dare per ricevere".

di Elise Lefort

Olivier Baussan

Olivier Baussan

Facciamo una rapida intervista? Solo qualche domanda per capire quali sono stati i passi fondamentali nella creazione e crescita di un marchio come L’Occitane! Ed è cosi, che venti minuti dopo, quella che doveva essere un’intervista flash di pochi minuti si è trasformata in un’appassionante e bella chiacchierata con l’uomo che dal nulla ha creato un vero impero della bellezza, e del benessere. Una bella storia iniziata nel cuore della Provenza, tra i campi di lavanda illuminati dai raggi di sole.

Se il fondatore del marchio è riuscito a fare del suo piccolo laboratorio un vero impero, è grazie a pochi ma sani valori, come il rispetto, la gratitudine: il “dare e ricevere” come gli piace ricordare. Il rispetto, un valore al centro di tutto: rispetto per quello che ci è stato dato, trasmesso, rispetto per l’essere umano, rispetto per l’altro, per la propria terra e quella degli altri, rispetto per l’ambiente, rispetto per il corpo, e infine per se stesso. Una parola sacra che non solo ritroviamo più volte nelle parole di Olivier Baussan, e oggi nei prodotti L’Occitane e nella nuova missione della sua Fondazione.

Tutto cominciò quando mentre passeggiava per Marsiglia, Olivier Baussan incontrò il titolare di un antico saponificio. Anziano e senza figli, dopo una giornata a condividere idee ed esperienze, quest’uomo deciso di regalargli tutto ciò che possedeva, alla condizione che il suo lavoro venisse continuato. “Un dono, che mi ha insegnato tanto, che mi ha trasmesso il bisogno di ricambiare al mio turno. Per potere ricevere, devi dare

Il sapone lo portò fino a Capo Verde dove le venne proposto un progetto economico per far sì che la gente potesse avere un’autonomia economica, senza dover vivere dell’aiuto internazionale. Cosi andò proprio lì iniziando la saponificazione con l’utilizzo di particolari piante locali.

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