Il caffè, in Italia, non è mai stato solo una bevanda. Ma qualcosa sta cambiando nel modo in cui lo viviamo tra le mura di casa: da semplice gesto quotidiano a vero rituale da studiare, perfezionare e raccontare. Lo conferma una ricerca condotta da AstraRicerche per La Pavoni, storico marchio milanese dell’espresso italiano, secondo cui la quasi totalità della popolazione beve caffè ogni giorno, e una fetta crescente di consumatori si sta appassionando ai dettagli tecnici della preparazione: dalla scelta della miscela alla manutenzione della macchina.

Quasi un intervistato su due si riconosce già in una vera e propria cultura da home barista, chi con competenze già solide e voglia di sperimentare, chi ancora agli inizi ma desideroso di imparare. Un interesse che, sommato a chi vorrebbe iniziare, coinvolge oltre tre italiani su quattro.

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caffè estate Ricette Nicolo Zorloni per La Pavoni

Dal bar a casa: come cambia il rito del caffè

Negli ultimi anni una parte dei consumi si è spostata dal bancone del bar alla cucina di casa. Non si tratta di una sostituzione, ma di una convivenza tra due modi diversi di vivere il caffè: se il bar resta il luogo della socialità, la casa diventa lo spazio di un momento personale, quasi di cura di sé, sempre più spesso arricchito dal desiderio di scegliere strumenti, metodi e miscele su misura del proprio gusto.

Non stupisce, quindi, che la maggioranza degli italiani dichiari di prestare molta attenzione alla preparazione dell’espresso domestico: qualità e freschezza della miscela, pulizia della macchina, macinatura e qualità dell’acqua sono indicati come i fattori decisivi per un buon risultato in tazza. E per la stragrande maggioranza, anche le prestazioni della macchina utilizzata hanno un peso rilevante, se non addirittura determinante.

La nuova gamma di caffè Cellini: precisione da professionisti, in formato domestico

È in questo scenario che si inserisce Cellini, la nuova linea semiprofessionale firmata La Pavoni, pensata per chi cerca in una macchina da caffè non un semplice elettrodomestico ma uno strumento di precisione. Controllo dell’estrazione, prestazioni elevate e un design che porta la firma storica del marchio: l’obiettivo, spiegano dall’azienda, è trasformare il gesto quotidiano della preparazione in un’esperienza autentica, capace di diventare il fulcro della coffee station di casa.

Come sottolinea l’Amministratore Delegato di La Pavoni, Alessio Pezzoni, i dati della ricerca confermano una tendenza osservata dall’azienda “ogni giorno da vicino”, ovvero la trasformazione del caffè domestico in un rito a cui gli italiani dedicano un’attenzione sempre più consapevole. Una visione che, ricorda Pezzoni, affonda le radici in oltre 120 anni di storia del marchio dedicati alla cultura dell’espresso.

Il decalogo dell’espresso perfetto

caffe espresso

Per accompagnare questa evoluzione, La Pavoni ha chiesto a Nicolò Zorloni, coffee specialist, co-fondatore di Nudo Artisan Coffee e Arabica Q-Grader, di mettere nero su bianco le regole fondamentali per un espresso da vero bar, preparato però tra le mura domestiche. Ecco il suo decalogo, spiegato passo per passo.

1. Tutto parte dalla materia prima. Il caffè è un prodotto vivo che continua a trasformarsi dopo la tostatura: meglio scegliere miscele tostate da poco (idealmente entro quattro-sei mesi) e consumarle entro poche settimane dall’apertura della confezione.

2. Macinare solo l’occorrente, all’ultimo momento. L’aroma del caffè inizia a disperdersi pochi minuti dopo la macinatura, complice l’ossigeno. Meglio quindi macinare la dose giusta subito prima di preparare l’espresso, evitando il caffè già macinato in anticipo.

3. Pesare la dose, sempre. La precisione è la base di ogni buon espresso: come riferimento, circa 16 grammi di caffè per un doppio, con una resa in tazza di 32-36 grammi e un tempo di estrazione tra i 23 e i 28 secondi, da adattare poi al gusto personale.

4. Distribuire il caffè in modo uniforme nel portafiltro. Una superficie irregolare crea passaggi preferenziali per l’acqua, che rischia di scorrere troppo velocemente e restituire un espresso debole.

5. Pressare con precisione, non con la forza. Non serve energia, ma costanza: una pressatura regolare e ripetibile, ottenuta muovendo la spalla sopra il portafiltro, è più efficace di un polso “pesante”.

6. Rispettare i tempi di estrazione. Un caffè troppo veloce risulta acido e sottile, uno troppo lento diventa amaro e astringente: la finestra ideale resta tra 23 e 28 secondi.

7. Aspettare la temperatura giusta. Sia la macchina che la tazzina devono raggiungere la temperatura corretta prima dell’estrazione, senza però superare i 40°C nella tazzina, per non alterare aromi e consistenza.

8. Non sottovalutare l’acqua. Rappresentando oltre il 90% della bevanda, l’acqua influenza tanto il gusto quanto la durata della macchina: per uso domestico è consigliata un’acqua naturale con un residuo fisso (TDS) tra 100 e 150 ppm.

9. Pulire la macchina ogni giorno. Residui di oli e caffè ossidato compromettono le estrazioni successive: portafiltro, doccetta e lancia vapore vanno puliti quotidianamente, con un ciclo di decalcificazione ogni tre-quattro mesi circa.

10. Fidarsi, alla fine, del proprio palato. Non esiste una ricetta universale: piccoli aggiustamenti di macinatura, dose e rapporto acqua-caffè permettono di valorizzare ogni miscela. La regola più importante resta una sola: il caffè deve piacere a chi lo prepara, prima ancora che a chi lo beve.

Oltre la tazzina: tre ricette per un’estate all’insegna del caffè

La voglia di sperimentare degli italiani con il caffè non si ferma all’espresso classico: cresce l’interesse verso le versioni fredde, dagli iced coffee agli shakerati più elaborati, così come verso le ricette creative da preparare in casa. Per l’estate, Nicolò Zorloni ha firmato per La Pavoni tre proposte semplici e replicabili, capaci di raccontare altrettante anime del caffè.

Espresso & Coconut Tonic

ESPRESSO COCONUT TONIC

Una bevanda fresca e scenografica, pensata per stratificarsi nel bicchiere: il carattere deciso dell’espresso incontra l’effervescenza dell’acqua tonica e la morbidezza del latte di cocco, con un tocco agrumato finale dato dalla scorza di lime.

Ingredienti (1 bicchiere): 1 shot di espresso, 100 ml di acqua tonica, 40 ml di latte di cocco, ghiaccio, scorza di lime o limone.

Preparazione: riempire un tumbler alto di ghiaccio, versare l’acqua tonica e il latte di cocco, quindi adagiare delicatamente l’espresso appena estratto sulla superficie in modo da creare una stratificazione visiva. Completare con la scorza di agrume.

Shakerato alla mandorla

caffè-shakerato-mandorla

Una versione plant-based del classico shakerato estivo: il doppio espresso dona struttura, il latte di mandorla porta morbidezza e una nota aromatica delicata, mentre la scorza d’arancia chiude il sorso con un accento mediterraneo.

Ingredienti (1 bicchiere): 1 doppio shot di espresso, 120 ml di latte di mandorla, ghiaccio, scorza d’arancia.

Preparazione: versare in uno shaker l’espresso, il latte di mandorla e il ghiaccio, shakerare con energia fino a ottenere una consistenza cremosa e servire in un bicchiere colmo di ghiaccio, completando con la scorza d’arancia. Secondo lo stesso Zorloni, è la bevanda ideale per i pomeriggi più caldi dell’estate.

Espresso Affogato

ESPRESSO AFFOGATO-caffè

Il grande classico senza tempo, a metà tra il caffè e il dessert: pochi ingredienti per un contrasto di temperature e consistenze sempre vincente.

Ingredienti (1 coppetta): 1 espresso, gelato a piacere, qualche fogliolina di menta.

Preparazione: versare l’espresso appena estratto su una pallina di gelato del gusto preferito, completare con la menta fresca e servire subito, per godersi il contrasto caldo-freddo.

Il caffè, un rito che continua a evolversi

Dalla scelta della miscela alla temperatura dell’acqua, dal timing di macinatura fino alle reinterpretazioni estive in chiave fredda, il decalogo di Nicolò Zorloni per La Pavoni fotografa un modo di vivere il caffè sempre più consapevole, personale e curato nei dettagli, un’evoluzione che il marchio milanese accompagna dal 1905 con la propria storia di macchine iconiche, oggi affiancata dalla nuova gamma Cellini pensata per chi vuole portare la precisione del bar direttamente in cucina.