Lista dei contenuti
ToggleIl colore come linguaggio, la materia come racconto. Nello showroom di Brera, Schumacher trasforma lo spazio in un percorso immersivo attraverso due universi espressivi distinti ma complementari.
GUARDA ANCHE: Quagliotti: il lusso del lino fatto a mano, dalla fibra al letto
Da un lato la poesia cromatica della Provenza, dall’altro la libertà istintiva e colta di Johnson Hartig di Libertine: due visioni del design contemporaneo che si incontrano sotto lo stesso tetto, dimostrando quanto il colore possa essere strumento di trasformazione, emozione e narrazione.

Shades of Provence: il recoloring di Atelier Paris firmato Astrid Elineau
Il primo universo è quello di Shades of Provence, nuovo capitolo del laboratorio creativo europeo di Schumacher, lo studio Atelier Paris guidato da Astrid Elineau. L’ispirazione arriva dalla ricchezza sensoriale dell’estate nel Sud della Francia: la luce del mattino sulle persiane scolorite dal sole, i muri in pietra calda, i tessuti leggeri mossi dal vento, le atmosfere e i profumi dei villaggi provenzali. La palette cromatica diventa così il vero linguaggio della collezione, con toni naturali e polverosi che si alternano ad accenti più vibranti, evocando erbe selvatiche mosse dal mistral, saponi di Marsiglia e lunghe serate che sfumano in blu profondi. Il recoloring interessa una selezione di tessuti, carte da parati e passamanerie della collezione Atelier Paris, caratterizzati da costruzioni tessili ricche, intrecci materici, motivi architettonici e superfici luminose, con lavorazioni spesso derivate dal mondo dell’alta moda.

Johnson Hartig di Libertine x Schumacher: quando la moda incontra il décor
Il secondo percorso appartiene a Johnson Hartig, fondatore del marchio californiano Libertine, designer noto per un approccio colto e anticonvenzionale capace di mescolare riferimenti eterogenei — dalla cultura punk all’arte classica, dalla scienza alla natura. Nella collezione per Schumacher, questa stessa sensibilità si traduce in superfici decorative ricche di carattere, dove accostamenti apparentemente audaci si trasformano in armonie inaspettate. Toni saturi e vibranti convivono con palette più controllate, mentre motivi grafici, floreali e geometrici si alternano creando un ritmo visivo dinamico. Le ispirazioni spaziano dai nastri decorativi del XVIII secolo reinterpretati in chiave grafica, ai tessuti tradizionali come i kilim, fino a suggestioni botaniche e motivi ornamentali di matrice storica — tutto filtrato attraverso uno sguardo contemporaneo che oscilla tra memoria e reinvenzione. La collezione comprende tessuti, carte da parati e passamanerie con jacquard materici, velluti, ricami e superfici stampate.

L’installazione nello showroom di Brera: due identità, un solo filo conduttore
Nello spazio milanese di Schumacher, le due collezioni prendono forma in un allestimento che ne amplifica le identità. L’area dedicata a Shades of Provence è concepita come un ambiente luminoso e avvolgente, restituendo un senso di calma e profondità materica. Quella dedicata a Johnson Hartig of Libertine si presenta invece come un vero e proprio set pop, dove pattern e colori si sovrappongono in combinazioni inaspettate. Insieme, i due percorsi costruiscono una visione sfaccettata del design contemporaneo, con il colore a fare da filo conduttore tra eleganza senza tempo e sperimentazione.

Schumacher: oltre 137 anni di tessuti e carte da parati di lusso
Fondata a New York nel 1889 da Frédéric Schumacher, la Maison conta oggi oltre 137 anni di storia e una delle collezioni di tessuti e carte da parati più importanti al mondo. Fin dalle origini ha svolto un ruolo centrale nella diffusione del gusto europeo negli Stati Uniti, importando eccellenze come arazzi di Aubusson, sete lionesi, damaschi italiani e velluti veneziani. Pioniera nello stile Art Déco francese a New York negli anni Venti, ha firmato interni iconici dal Waldorf-Astoria al Ritz-Carlton, fino alla Blue Room della Casa Bianca. Oggi resta un punto di riferimento imprescindibile per il design e la decorazione contemporanei, con una presenza consolidata sia negli Stati Uniti che in Europa.