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TogglePer accogliere come si deve la primavera, con la sua aria tiepida e leggera che stimola il risveglio dei sensi, non c’è niente di meglio che fare un brindisi. I vini ideali per questa stagione puntano su freschezza, profumi e leggerezza, con una spiccata sapidità che li rende perfetti in tavola. Si abbinano con naturalezza ai piatti di stagione, dagli asparagi ai carciofi, fino alle carni bianche, esaltandone la delicatezza senza sovrastarla. In questo periodo dell’anno brillano gli spumanti come Prosecco e Franciacorta, insieme ai bianchi aromatici come Sauvignon e Pinot Grigio. Non mancano i rosati, tra cui i raffinati Chiaretti, ideali per chi cerca equilibrio tra fragranza e struttura. Ecco la nostra selezione accurata da stappare dal 21 marzo.
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1. Brindisi di primavera con il nuovo rosato Rosa di Santa Tresa

Santa Tresa accoglie la primavera con una nuova versione del suo rosato Rosa di Santa Tresa, un vino che racconta la Sicilia attraverso eleganza e complessità. Ispirato ai colori dei tramonti dell’isola, si distingue per fragranza aromatica e una piacevole sapidità che richiama il mare, rendendolo ideale per la stagione più luminosa dell’anno. La nuova annata 2025, a breve sul mercato, nasce da un blend di Nerello Mascalese (70%) e Frappato (30%), regalando un profilo fresco e dinamico, perfetto per accompagnare momenti conviviali all’aria aperta e piatti leggeri di primavera.
2. Aromatico elegante, Aristos Kerner di Cantina Valle Isarco

Dalle altitudini della Valle Isarco nasce Aristos Kerner 2024, un bianco di montagna intenso e raffinato, capace di interpretare al meglio la freschezza della primavera. Proveniente da vigneti tra gli 800 e i 970 metri (ora si trova indicazione anche in etichetta ndr), si distingue per un profilo aromatico elegante, con note di pesca, spezie e un delicato tocco di noce moscata. Al palato è secco, pieno e vivace, con un equilibrio preciso tra struttura e freschezza che lo rende particolarmente dinamico.
È un vino versatile ma con personalità: ideale con piatti primaverili a base di verdure, anche le più difficili come carciofi, rucola e radicchio, si esprime bene anche con pesce alla griglia, antipasti leggeri e preparazioni speziate o leggermente grasse, come alcune cucine asiatiche. Servito fresco, esalta la sua componente aromatica e la sua spiccata bevibilità, confermandosi una delle espressioni più interessanti dei bianchi d’alta quota.
3. Petali sul Lago: la primavera in rosa

Il Costaripa Rosamara Valtènesi è un rosato che incarna la grazia luminosa della primavera gardesana, tra brezza lacustre e profumi in fiore. Nato da un elegante assemblaggio di Groppello Gentile, Marzemino, Sangiovese e Barbera, esprime fin dal colore, un rosa chiarissimo, quasi perlato, tutta la delicatezza del “mosto fiore”, ottenuto con la tipica vinificazione a lacrima.
Al naso si apre con note sottili e invitanti di pesca di vigna, piccoli frutti rossi e melograno, accompagnate da sfumature floreali di rosa e viola e da un tocco agrumato e iodato che richiama l’aria del lago. Il sorso è succoso, secco e vibrante, con una freschezza mai tagliente ma armoniosa, sostenuta da una piacevole sapidità e una tessitura setosa che accompagna verso un finale lungo e raffinato, con lievi richiami di agrume e mandorla. Perfetto per l’aperitivo e per la tavola primaverile, si abbina con naturalezza a pesce crudo, crostacei, piatti di mare e insalate mediterranee, esprimendo al meglio la sua vocazione conviviale e la sua elegante immediatezza.
4. Primavera autentica: il ritorno della Bianchetta

Con la nuova Bianchetta in purezza, Le Manzane riscopre un vitigno storico delle colline trevigiane, interpretandolo in chiave fresca e contemporanea, perfetta per la primavera. Nel calice si esprime con morbidezza e vivacità, unendo note di frutta a polpa bianca — in particolare pera — a una piacevole mineralità che accompagna un sorso armonico e persistente. Un bianco immediato ma identitario, ideale per piatti leggeri, verdure di stagione e momenti all’aria aperta.
Accanto alla Bianchetta, la cantina presenta anche due interpretazioni di Merlot: una più giovane e fragrante, giocata sulla freschezza del frutto e sulla bevibilità, e il Fuscato, versione più strutturata e complessa, con note di frutta rossa matura, spezie e leggere tostature. Tre vini diversi, uniti da una visione comune che guarda al territorio con attenzione anche alla sostenibilità, a partire da un packaging più leggero e responsabile.
5. Leggerezza contemporanea: la primavera secondo Volteggio

Con Volteggio, il progetto Castelli & Speerli, nato dall’incontro tra la visione territoriale di Simone Castelli (Podere 414) e lo sguardo internazionale di Heinz Speerli, interpreta la primavera in chiave moderna, puntando su vini più leggeri, sostenibili e in sintonia con un nuovo stile di consumo.
Questo rosato da Sangiovese in purezza, prodotto nella Maremma toscana, si distingue per il suo profilo delicato e arioso: colore rosa tenue, profumi di frutta a polpa bianca e gialla, camomilla e leggere sfumature di macchia mediterranea. Al palato è fresco, sapido e ben equilibrato, con una gradazione contenuta (intorno al 12%) che ne esalta la bevibilità. La tecnica di dealcolazione, applicata con misura, contribuisce a mantenere intatta l’espressione aromatica, rendendolo un vino agile e contemporaneo.
Perfetto per aperitivi e per una cucina primaverile fatta di piatti vegetariani e leggeri, Volteggio rappresenta una nuova idea di rosato: autentico, territoriale, ma pensato per un consumo più consapevole e dinamico.
6. Relax in rosa: la primavera di Buglioni

Con La Sdraio Rosé de Noir, Buglioni firma un rosato che è un invito alla leggerezza della primavera, tra momenti all’aria aperta e convivialità senza pensieri. Ispirato allo stile del Bardolino Chiaretto, nasce da un blend di Corvina e Rondinella e si distingue per un profilo fresco e immediato, perfetto per la bella stagione.
Nel calice si presenta con un colore delicato e luminoso, mentre al naso emergono note agrumate di pompelmo, arancia rossa e mandarino, accompagnate da piccoli frutti rossi e sfumature floreali. Il sorso è secco, fresco e minerale, con una piacevole scorrevolezza che invita al secondo bicchiere.
Con una gradazione moderata (12,5%), è il compagno ideale per aperitivi primaverili, piatti leggeri e momenti di relax all’aperto, incarnando uno stile disinvolto e contemporaneo che punta tutto sulla bevibilità.
7. Radici che rifioriscono: il Dolcetto in versione primavera

Il Dogliani Superiore DOCG Madonna delle Grazie Vigna Tecc di Poderi Einaudi è un rosso che affonda le sue radici nella storia, ma che sa trovare una sua armonia anche nella stagione primaverile. Nasce da vigne di Dolcetto piantate nel 1937 sui suoli marnoso-calcarei di Dogliani, un patrimonio viticolo che oggi, con la denominazione DOCG, esprime tutta la sua riconosciuta complessità.
Nel calice si presenta con un rosso rubino intenso dai riflessi violacei, mentre al naso rivela un profilo fresco e stratificato, tra frutta matura e richiami di sottobosco. Il sorso è pieno e strutturato, con tannini ben presenti e un finale tipicamente ammandorlato, lungo e persistente.
Pur essendo un vino pensato per evolvere nel tempo, trova spazio anche sulla tavola primaverile accanto a piatti saporiti ma non eccessivamente strutturati, offrendo un equilibrio interessante tra profondità e bevibilità.
8. Desideri in fiore: la primavera profonda del Franciacorta

Il Franciacorta Extra Brut Millesimato “La Forma del Desiderio” di Terre d’Aenor interpreta la primavera con un registro più intenso e avvolgente, lontano dalla sola immediatezza per abbracciare una dimensione più profonda e contemplativa. Nato da Chardonnay (85%) e Pinot Nero (15%), con oltre 30 mesi sui lieviti e un dosaggio minimo (1,5 g/L), è uno spumante che unisce precisione e complessità.
Al naso si apre con note calde e avvolgenti di pasticceria, gianduia, caramello al burro salato e cannella, mentre al palato sorprende per la sua consistenza polposa ed elegante, sostenuta da una lunga persistenza che richiama frolla e miele di castagno.
Perfetto per una primavera ancora dai tratti freschi ma già ricca di sfumature, accompagna momenti più intimi e rilassati, così come piatti strutturati o aperitivi importanti, dimostrando come anche la stagione della leggerezza possa avere profondità e carattere.
9. Primavera di carattere: il Collio secondo Gradis’Ciutta

Il Collio Riserva 2019 di Gradis’Ciutta porta in tavola tutta l’eleganza di un territorio complesso, ideale per chi ama vini con carattere anche nella stagione primaverile. Proveniente da vigneti esposti tra i 120 e i 220 metri di Ruttars e Monte Calvario, su suoli di Ponca, nasce dall’assemblaggio di Ribolla Gialla, Friulano e Malvasia, con un affinamento di un anno in botte grande e due in bottiglia.
Nel calice si presenta giallo paglierino, con profumi delicati di fiore d’acacia, mela cotta, agrumi, spezie e cera d’api. Il sorso è rotondo e avvolgente, con frutta matura e una persistenza sapida e minerale che riflette la durezza e l’eleganza del territorio di origine. Perfetto per accompagnare piatti di verdure primaverili, pesce di lago o crostacei, è un vino capace di portare complessità e fascino anche nei momenti più luminosi della stagione.
10. Barolo Renaissance: la tenacia della primavera delle Langhe

Il Barolo della Tenacia “Renaissance” 2022 di Fontanafredda celebra la primavera con la forza e la complessità che solo le vigne storiche di Serralunga d’Alba sanno esprimere. Parte del progetto “Back to the single vineyards”, questo Barolo nasce dal ritorno alle singole vigne, ciascuna con caratteristiche uniche di suolo, altitudine ed esposizione, capaci di raccontare sfumature diverse dello stesso territorio: Vigna Bianca, Vigna San Pietro, Proprietà in Gallaretto, insieme alle storiche Vigna La Rosa, Vigna La Villa e Vigna La Delizia.
Nel calice si presenta rosso granato intenso, con profumi che spaziano dagli agrumi alla ciliegia scura, con lievi note mentolate quasi canforate. Il sorso è denso, succoso ed equilibrato, con tannino setoso e finale fresco e sapido, pronto a evolvere per 25-30 anni. Renaissance 2022 unisce immediatezza e prospettiva, rendendo ogni sorso un racconto di resilienza, energia e coerenza, valori al cuore del progetto artistico e culturale della cantina.
Con l’iniziativa “Lost to be found”, le sculture monumentali di Giuseppe Carta tra i filari ricordano l’importanza della biodiversità, mentre Bosco Vigna porta nuova vita tra i filari: un Barolo che, pur nel rigore della struttura, sa incarnare anche la freschezza e la rinascita tipiche della primavera langarola.
11. Primavera in rosa con Il Borro

Per celebrare la primavera con leggerezza ed eleganza, Il Borro propone il Bolle di Borro 2018, un rosé brut metodo classico che unisce freschezza e raffinatezza. Proprietà di Ferruccio Ferragamo dal 1993, l’azienda toscana esprime qui tutto il suo stile in un vino dall’anima festiva ma elegante.
Nel calice, il perlage è delicato e l’acidità perfettamente bilanciata; al naso si percepiscono note di crosta di pane, cedro e una delicata freschezza di mela Golden. Al palato il sorso è cremoso e armonioso, rendendo ogni momento conviviale un piccolo piacere da assaporare. Ideale per brunch, pranzi pasquali o cene romantiche, Bolle di Borro trasforma il brindisi di primavera in un gesto di pura eleganza.
12. Mura Mura, la primavera del Barbaresco

Mura Mura celebra l’eccellenza piemontese con IAGO Barbaresco DOCG, un vino che porta in primavera la profondità e la grazia della sua terra. Rosso rubino pallido con riflessi mattone, al naso sprigiona aromi di marasca, violetta, cannella e rabarbaro, con lievi note vanigliate. Setoso al palato, avvolge con tannini delicati e mineralità elegante, rendendolo perfetto per piatti primaverili di carne bianca o formaggi stagionati. IAGO è un vino intenso e armonico, che trasmette la passione e la dedizione dei vignaioli Guido Martinetti e Federico Grom.
13. Scacciadiavoli, per una primavera frizzante

Dall’Umbria, Scacciadiavoli propone uno Spumante Brut Rosé 100% Sagrantino che porta leggerezza e freschezza nei momenti primaverili. Il rosa intenso e il perlage fine catturano lo sguardo, mentre al naso si aprono note di mela rossa e pompelmo. Fresco, elegante e leggermente floreale, accompagna con gusto aperitivi, piatti di pesce o momenti di convivialità all’aria aperta, trasformando ogni sorso in un brindisi di stagione.
14. Rosso primaverile del Monferrato
Vicara interpreta la primavera con Uccelletta Monferace, Grignolino del Monferrato Casalese DOC 2020. Rosso carminio brillante, al naso rivela delicate note di rosa canina e fragola, armoniosamente intrecciate. Fresco e tannico, regala un sorso vibrante e leggero, ideale per piatti di primavera, insalate di stagione o grigliate di carne bianca. Un vino autentico che racconta la passione del Monferrato e la sua capacità di sorprendere in ogni stagione.
15. Primavera in bollicine con la Cuvée Fortis Brut

Con l’arrivo della primavera torna la voglia di leggerezza, colori e momenti da condividere attorno a una tavola imbandita. È il tempo di pranzi all’aperto, brindisi con le persone care e della gioia di stare insieme. Lo Champagne Cuvée Fortis Brut di Tanca diventa così la scelta ideale per celebrare la stagione con eleganza e freschezza.
Questa cuvée classico-moderna nasce dall’assemblaggio equilibrato dei tre vitigni tradizionali della Champagne: 40% Chardonnay, 45% Pinot Noir e 15% Meunier, provenienti da vigneti selezionati, alcuni molto vecchi. Dopo la presa di spuma, il vino affina sulle fecce per 24–36 mesi, con un ulteriore riposo in bottiglia di 3–6 mesi dopo la sboccatura.
Nel calice si presenta con un colore chiaro e deciso, bollicine fini e persistenti. Al naso emergono note di mela, mandarino, cedro, frutta secca e caramello salato. Al palato è elegante, fresco e minerale, con acidità armoniosa e finale lungo e fruttato. Perfetto come aperitivo o abbinato a sushi, pesce crudo, crostacei e anche per tutto pasto.
16. Strati di Nebbiolo per la primavera

Con l’arrivo della primavera, la stagione invita a riscoprire i piaceri della lentezza e dell’attenzione ai dettagli, proprio come accade con il Barolo Monfalletto di Cordero di Montezemolo. Proveniente da La Morra, vigneti coltivati dalla famiglia dal 1340, questo Nebbiolo 100% porta con sé quasi sette secoli di storia, trasformati in una precisione produttiva che nulla lascia al caso.
Fermentazione e macerazione in acciaio e cemento per 15 giorni, affinamento tra barriques e botti grandi di rovere francese e Slavonia per 19–22 mesi, e un anno di riposo in bottiglia: un percorso lungo e stratificato, costruito sulla pazienza, che rende il vino un’esperienza da assaporare con calma.
Nel calice, il Monfalletto mostra un granato brillante, con profumi di ciliegia sotto spirito, tabacco, cacao, rosa e violetta. Al palato è pieno, avvolgente, con tannini fini e persistenti, capace di accompagnare i momenti di convivialità primaverile con eleganza e profondità. Ogni sorso rivela nuovi strati, invitando a una scoperta continua.
