L’incontro tra artigianato tradizionale e savoir-faire della pelletteria è al centro delle novità estive di Polène, che amplia la propria proposta di borse con cinque modelli capaci di raccontare due linee emblematiche dell’universo creativo della Maison. Da un lato la rafia, fibra vegetale naturalmente flessibile, dall’altro l’upcycling che caratterizza la collezione Plèi: due percorsi diversi ma uniti dalla stessa attenzione al gesto artigianale, declinati in palette ricercate e dettagli inediti.

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Polène presenta le novità estive cinque borse in rafia e pelle upcycled

Due filosofie creative che convergono nella stessa stagione

Quello che rende particolarmente interessante questa proposta estiva è la coesistenza di due approcci progettuali molto diversi tra loro, capaci però di parlare la stessa lingua identitaria. La linea in rafia guarda a una tradizione manifatturiera che attraversa continenti, valorizzando una materia prima naturale lavorata interamente a mano. La collezione Plèi, al contrario, nasce da una riflessione contemporanea sulla sostenibilità, trasformando gli scarti di pelle in oggetti preziosi attraverso tecniche altrettanto manuali. Polène dimostra così come l’artigianalità possa esprimersi attraverso direzioni opposte il recupero della tradizione da un lato, l’innovazione sostenibile dall’altro mantenendo sempre la stessa coerenza estetica e lo stesso rigore esecutivo.

Edizione Rafia: Cyme, Numéro Dix e la nuova Tsubi

La proposta in rafia di Polène si arricchisce con l’introduzione del nuovo modello Tsubi, accompagnata da una palette di colori che accomuna tutta la linea. La Cyme e la Numéro Dix si vestono di rafia, una fibra vegetale i cui caratteristici motivi ondulati sono realizzati a mano all’uncinetto da artigiani del Madagascar. Il tessuto traforato si unisce alla pelle attraverso una delicata cucitura ricamata ad ago, dando vita a un dialogo armonioso tra due eccellenze artigianali distinte: la lavorazione vegetale africana e la concia europea della pelle, due tradizioni geograficamente lontane che in questi modelli si incontrano senza forzature. Novità assoluta della stagione è Tsubi, un nuovo modello caratterizzato da una forma rotonda e organica che richiama un bocciolo, da cui prende il nome (dal giapponese tsubomi). Portata a mano o a tracolla, Tsubi coniuga rotondità e profilo scultoreo: la rafia lavorata all’uncinetto crea un intreccio arioso, mentre la pelle liscia ne definisce il volume in raffinato contrasto con la fibra vegetale. Tutti i modelli della linea sono proposti in tre nuance Cammello, Alloro ed Ebano una palette naturale ed elegante che esalta la matericità della rafia e il carattere contemporaneo del design.

Polène presenta le novità estive cinque borse in rafia e pelle upcycled

Il significato di Tsubi: un bocciolo come metafora di stile

Il nome scelto per il nuovo modello non è un dettaglio secondario. Tsubomi, in giapponese, indica il bocciolo: quel momento di un fiore in cui la forma è già definita, ma non si è ancora completamente aperta. È un’immagine che si presta bene a descrivere l’estetica della borsa, costruita su una rotondità contenuta e compatta che lascia intuire, più che mostrare apertamente, la propria struttura. Questa scelta linguistica e concettuale aggiunge un livello di profondità al prodotto, trasformandolo da semplice accessorio a oggetto capace di raccontare una storia, seppur minima, attraverso il proprio nome.

Collezione Plèi: la nuova Solé Nomade

Inserita nella collezione Plèi, che pone gli scarti di pelle al centro del progetto, la borsa Solé Nomade unisce con poesia upcycling, innovazione e artigianato. Il modello è composto da 382 perle modellate a partire da ritagli di pelle, tenute insieme da 320 nodi realizzati a mano secondo la tecnica del macramè: un processo che trasforma materiali di scarto in una borsa a rete morbida e ondulata. Questo approccio, oltre al valore estetico, racconta una precisa visione produttiva: nulla viene scartato, ogni residuo della lavorazione della pelle trova una nuova funzione, in un processo che richiede tempo, manualità e precisione esecutiva non inferiore a quella richiesta da un materiale nobile lavorato ex novo. Per la nuova stagione, Solé Nomade si rinnova attraverso dimensioni più compatte e una proposta cromatica inedita. Tra le novità spiccano la particolare lavorazione del manico, che valorizza ulteriormente il savoir-faire artigianale della Maison, e una costruzione più piatta che conferisce al modello un’estetica contemporanea. La nuova Solé Nomade è proposta in tre varianti colore: cuoio, porcellana ed ebano tinto.

Polène presenta le novità estive cinque borse in rafia e pelle upcycled

L’evoluzione di un modello già amato

Il fatto che Polène scelga di rinnovare Solé Nomade, piuttosto che sostituirla con un modello completamente nuovo, racconta qualcosa di interessante sulla strategia creativa della Maison. Mantenere intatta la filosofia di upcycling che ha reso il modello riconoscibile, intervenendo invece su dimensioni, palette e dettagli costruttivi, permette al brand di rispondere all’evoluzione del gusto contemporaneo senza disperdere il lavoro identitario costruito nelle stagioni precedenti. È un equilibrio delicato tra continuità e novità che molte Maison faticano a gestire, ma che Polène sembra padroneggiare con naturalezza.

Polène: artigianalità e ricerca materica per l’estate

Con queste novità, Polène celebra il savoir-faire artigianale che contraddistingue la Maison, arricchendo la propria proposta estiva con interpretazioni che mettono al centro creatività e ricerca materica. La combinazione di tecniche tradizionali l’uncinetto della rafia, il macramè della pelle riciclata e di un design contemporaneo conferma l’identità di un brand capace di tenere insieme sostenibilità, manualità e un’estetica riconoscibile, senza mai sacrificare l’una a favore dell’altra. Sia che si scelga la materialità calda della rafia lavorata in Madagascar, sia che si preferisca la poesia concettuale degli scarti di pelle trasformati in macramè, Polène dimostra come l’artigianalità contemporanea possa raccontare storie diverse mantenendo sempre una stessa, riconoscibile, cifra stilistica.