Le leucemie acute sono tumori del sangue particolarmente aggressivi, con alcune forme che risultano più frequenti nei bambini e altre invece tra gli adulti.

 

La malattia si sviluppa in una cellula staminale emopoietica, e in base alla tipologia di cellula che viene colpita, è possibile distinguere due tipi di leucemie: le leucemie linfoblastiche che interessano i precursori delle cellule del nostro sistema immunitario (linfociti) e le leucemie mieloidi, le quali coinvolgono le cellule della linea mieloide, ossia che sono in grado di produrre globuli bianchi (neutrofili), globuli rossi e piastrine.

Leucemie mieloidi: cosa sono e quali tipologie esistono

La leucemia mieloide acuta è la forma di leucemia acuta più frequente negli adulti e la sua incidenza aumenta con l’età (oggi 2 pazienti su 3 hanno più di 65 anni). Questa neoplasia ematologica (tumore del sangue) origina nel midollo osseo, ed è caratterizzata da un’evoluzione rapida, con sintomi che si manifestano in modo precoce come febbre, stanchezza, sanguinamenti o ematomi (in seguito a traumi di lieve entità o spontanei).

La leucemia mieloide cronica invece, può rimanere asintomatica a lungo, anche per diversi mesi o perfino per alcuni anni, colpisce soprattutto gli adulti e, nel tempo può evolvere in una forma acuta. Le forme croniche sono perciò più difficili da diagnosticare, a causa dell’assenza o della scarsità di sintomi, mentre quelle acute richiedono un tempismo maggiore poiché la progressione è molto veloce. In entrambi i casi, è fondamentale non sottovalutare l’importanza di una diagnosi precoce ed accurata, e della prevenzione.

Come funziona la diagnosi precoce per le leucemie mieloidi

Una delle attività della Fondazione Humanitas per la Ricerca, attraverso il progetto Argento Vivo dedicato alla salute degli over 65, è lo studio di nuove tecnologie per una diagnosi precoce e accurata della Leucemia Mieloide Acuta, che rappresenta la base per definire il trattamento corretto in ogni singolo paziente (medicina personalizzata) e in ultimo per migliorare la sopravvivenza e la possibilità di cura della malattia.  Progetti scientifici come questo rafforzano il ruolo della prevenzione nelle terapie oncologiche, poiché è in grado di offrire due vantaggi principali.

Da un lato, test di screening basati sullo studio del genoma potranno aiutare nel prossimo futuro a identificare i fattori di rischio con maggiore precisione, per stabilire ad esempio quali persone possono essere più soggette a sviluppare uno specifico tumore del sangue. Ciò consentirà di proporre esami preventivi a tutte le persone che presentano un alto rischio, per ridurre le tempistiche che intercorrono dall’origine della malattia alla sua diagnosi, e aumentare la qualità e l’appropriatezza delle terapie.

Allo stesso tempo, diagnosi più accurate (anche esse basate sullo studio del genoma) consentono già oggi ai medici di pianificare trattamenti più mirati, scegliendo terapie più efficaci studiate con estrema esattezza con cure personalizzate particolarmente efficienti. La ricerca, dunque, è indispensabile per studiare le basi genetiche della leucemia mieloide e degli altri tipi di leucemie, per garantire in futuro trattamenti ancora più incisivi, soprattutto per i tumori del sangue che progrediscono in maniera rapida.

I fattori di rischio della leucemia meloide acuta e i trattamenti disponibili oggi

Per quanto riguarda la leucemia mieloide acuta, sono conosciuti oggi diversi fattori di rischio che possono incrementare le possibilità di essere colpiti da tale malattia.

Uno di questi sono le conseguenze delle terapie contro il cancro, in particolare lunghe sessioni di chemioterapia o radioterapia, oltre all’esposizione di livelli elevati di radiazioni la cui origine è diversa rispetto ai trattamenti oncologici.

In una percentuale di casi (piccola ma non trascurabile) esiste una predisposizione ereditaria (su base genetica) allo sviluppo di malattie del sangue come le leucemie mieloidi acute, che può essere studiata con le nuove tecnologie di sequenziamento del DNA, sia nel paziente che nella famiglia (per individuare soggetti a rischio)

Dopodiché, esistono anche alcuni fattori esterni, dovuti a cattive abitudini come il fumo di sigaretta, oppure alle condizioni di alcuni ambienti lavorativi insalubri, in cui ad esempio si è esposti in modo prolungato ad agenti chimici presenti in alte concentrazioni, come la formaldeide o il benzene.

I consigli degli specialisti in merito alla prevenzione riguardano l’osservazione di uno stile di vita sano, l’adozione di buone abitudini alimentari e la rinuncia a comportamenti che possono danneggiare la salute. Nelle persone con fattori di rischio genetici, o nei malati oncologici sottoposti a terapie radio e chemio, è indispensabile seguire una prevenzione più accurata e frequente, ad esempio sottoponendosi regolarmente a controlli ematologici.

Le terapie attualmente disponibili per le leucemie acute mieloidi sono diverse, scelte dallo specialista in base all’età, al tipo di leucemia mieloide identificata e all’eventuale presenza di altre malattie. Accanto alla chemioterapia e al trapianto tradizionale di cellule staminali, oggi sono disponibili una serie di farmaci innovativi, costruiti per colpire in modo efficace e selettivo le cellule leucemiche. Inoltre la tecnologia trapiantologica si è evoluta molto sia nella possibilità di trovare un donatore, che nell’offrire questa opportunità di cura a pazienti di età sempre più avanzata.

Ad ogni modo, è essenziale puntare sulla prevenzione (ove possibile) e su una diagnosi precoce ed accurata, gli strumenti migliori per intervenire rapidamente e efficacemente per proteggere la salute dei pazienti con malattie del sangue.


Fonte foto: Anna Shvets da Pexels