La storia dell’impermeabile italiano ha un nome: Landi

Intervista a Simone Landi, titolare de L'Impermeabile, che ci ha svelato i nuovi progetti dell'azienda e un piano per rendere sempre moderno un capo must-have come il trench.
landi titolare l'impermeabile

Abbiamo incontrato Simone Landi, titolare dell’omonima azienda che dal 1948 realizza impermeabili. Un capo evergreen che all’occhio dei meno esperti può sembrare sempre uguale, ma che nasconde dettagli e rifiniture particolari sempre diverse che lo rendono, ancora oggi, un capo assolutamente moderno.

Come si fa a rendere sempre attuale un capo come l’impermeabile? Noi non ci poniamo molto questo problema, perché attingiamo sempre dai nostri archivi. Rendiamo attuali le vestibilità, secondo i canoni della vita moderna, ma i tessuti restano quelli di una volta, così come le tecniche di confezionatura e i figurini.

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Chi è il vostro cliente tipo? Il target dell’impermeabile è molto trasversale: può andare da un dandy di 35 anni a un signore di 70 anni. Si tratta di un prodotto capace di evocare emozioni, quindi chiunque ami questo mondo può indossare questo impermeabile.

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Simone Landi, titolare dell’azienda

C’è qualche personaggio famoso che avete vestito nel corso della vostra storia? Ultimamente andiamo da un rapper come Guè Pequeño ad un attore come Capuano. In passato abbiamo vestito diversi calciatori, ciclisti, ecc…

Parlando di mercati, quali sono i mercati più interessanti? Sicuramente quello italiano. Il nostro intento è avere un capo di nicchia, dedicato ad una clientela selezionatissima, quindi i nostri negozi sono in Italia. Abbiamo comunque grandi estimatori a Londra, nonostante sia un impermeabile made in Firenze. Anche nelle altre grandi capitali della moda apprezzano il nostro prodotto.

Più uomo o più donna? Il progetto nasce uomo e ora si sta sviluppando nel mondo donna. In futuro ci sarà anche un progetto dedicato all’universo bambino.

State anche puntando su altre declinazioni di colore? Sicuramente. Ci vengno chieste cose nuove. Noi non vorremmo farle, ma andremo incontro al mercato.

Quali sono i vostri prossimi progetti? Vogliamo sviluppare tessuti sempre più nuovi e sempre più performanti, che abbiano un aspetto vintage però con performance importanti a livello di calore, traspirabilità e praticità d’uso.

Quindi per riassumere potremmo dire che questi impermeabili hanno i disegni di un tempo, ma sono realizzati con materiali più evoluti? Esatto. In quasi tutti i nostri impermeabili inseriamo lo stretch per garantire una vestibilità più comoda, poi usiamo finissaggi e cere speciali dagli odori meno forti. Puntiamo molto anche sulla resistenza all’uso: più li porti e più diventano belli.

Fonte foto: S2bpress

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