Elisa Belleli ci raccontà Buché: dal lavoro in banca alla passione per i gioielli

Elisa Belleli ha creato un brand di gioielli che si chiama Buché, puntando su linee moderne e gusto contemporaneo, senza però dimenticare tradizione e artigianalità.

buché gioielli milano

Il suo percorso è ispirazionale per tanti che conservano i propri sogni nei cassetti, senza aver mai il coraggio di realizzarli. Elisa è diversa. Un bel giorno ha deciso che la sua vera vocazione era un’altra….

Tu lavoravi in banca, giusto? Eri una di quelle persone antipatiche col pubblico? Lavoravo per una società di consulenza in ambito bancario con ritmi molto pesanti. Lavorando col pubblico non è sempre facile, ma devo ammettere che mi trovavo bene, anche se arrivavo a lavorare anche 14-16 ore al giorno.

Elisa Belelli, founder di Buché
Elisa Belleli, founder di Buché

E cosa è successo poi? Cosa ti ha fatto fare questo salto per cambiare vita? Vedevo che il mio lavoro andava bene, però io avevo questa creatività inespressa che ad un certo punto è esplosa. Ho sempre desiderato lavorare per me stessa e quindi ho fatto questa scelta, ho molltato tutto. Grazie alla società di consulenza avevo le basi per gestire un progetto da sola e sapevo di avere potenzialità e creatività.

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Hai quindi creato tu il business plan? Esatto, assolutamente sì. Ho cercato i miei fornitori, ho registrato il mio marchio in Europa, ho aperto il mio e-commerce facendo tutte le cose per bene. Non ho un negozio fisico in cui vendo, ho temporary shop. L’idea è comunque quella di trovare qualche negozio in cui posizionare qualche mio prodotto.

Hai fatto studi artistici? No, nessuno studio artistico. La mia vena artistica nasce da mia madre, che fa tantissime cose ed è molto brava. Lei non lo fa a livello professionale, metre io ho deciso di buttarmi e farne una professione.

Perché i gioielli? So che può sembrare banale, ma il gioiello è un oggetto che mi è sempre piaciuto.

Generalmente alle donne piace riceverlo, non crearlo… A me piace molto crearlo. Sempre grazie a mia madre, ho girato molto per negozi di scampoli, mercerie, tessuti e ho scoperto oggetti meravigliosi come nastri e passamanerie. Da lì mi sono detta: “perché non indossarli?” Così è nata la mia prima collezione che è appunto quella con le passamanerie, a cui è seguita quella con i bottoni di madreperla.

Hai fatto qualche corso per sviluppare questa abilità? No, non ho mai fatto alcun corso. Sono totalmente autodidatta. Non nasco come artista, ma il disegno lo faccio io. Faccio poi produrre il tutto a Vicenza e la fase finale (assemblaggio e finitura) la seguo io in prima persona.

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Da quanto tempo esiste il tuo brand? Da un anno sono operativa, ma ci lavoro da due anni.

Hai tenuto fede al business plan? Sì, anche se sono ancora agli inizi e rientrare nei costi non è immediato. Cerco comunque di fare gli investimenti giusti al momento giusto. Cerco di andare sul sicuro.

Che peso ha in termini di vendite l’e-commerce? Per il moento è un buon 50%, anche se dipende molto dal periodo. L’altro 50% deriva da passaparola, temporary shop e da vendite create ad hoc, come quella che ho organizzato  all’interno di una galleria d’arte.

Qual è il tuo sogno nel cassetto? Il mio sogno è creare una cosa mia di cui essere fiera e di conseguenza riconosciuta.

Fonte foto: Elena Muserra / Buché

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