I 5 migliori e i 5 peggiori remake della storia

Abbiamo notato come ultimamente nel cinema ci sia la tendenza a rifare film o a proporre sequel anche a distanza d’anni. Jurassic Park, Mary Poppins, Star Wars, Ghostbusters sono solo alcuni dei titoli che rientrano in questa casistica: quale momento migliore di questo dunque per stillare una classifica dei migliori e peggiori remake di sempre?

Di seguito trovate la nostra selezione di alcuni remake che, nel bene o nel male, hanno fatto la storia del cinema!

I MIGLIORI REMAKE DELLA STORIA

SCARFACE (1932-1983)

Quando negli anni ’80 Al Pacino interpreta un malavitoso cubano arrivato a Miami per compiere una scalata (illegale) al successo, altro non fa che riproporre la storia di un immigrato italiano che negli anni ’30 raggiunge, in modo ugualmente spietato, il comando del crimine di New York: parliamo dello “Scarface” originale di Howard Hawks, che Brian De Palma aveva deciso di adattare ai propri anni. Nel farlo, mantiene l’idea di un racconto criminale a tinte forti e la metafora distorta del sogno americano: quel che che cambia al contrario sono le nazionalità e la passione per droga e sesso, dando origine a un vortice di perdizione totale.

É NATA UNA STELLA (1937-1954-1976-2018)

La storia è talmente un classico da essere diventato un archetipo, una dinamica che si trova in tantissimi contesti: un attore affermato aiuta un’attrice emergente a farsi notare, intrecciando con lei una storia d’amore. Mentre questa conquista sempre più i riflettori, lui viene messo in ombra e finisce infine abbandonato. Il film del 1954 di George Cukor con Judy Garland è probabilmente il più noto, ma è un remake di quello di Wellman del 1937, che a sua volta è stato rifatto nel 1976 con Barbara Streisand come protagonista, ambientato invece nel mondo del rock. Come se ciò non bastasse, il quarto remake verrà presentato al Mostra del Cinema di Venezia del 2018: protagonisti sono Bradley Cooper e Lady Gaga, anche loro immersi nel mondo della musica anziché in quello del cinema.

THE RING (1998-2002)

Tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000, il cinema americano si è innamorato degli horror Giapponesi e, come spesso succede, ha deciso di rifarli da capo adattandoli alle sue esigenze. Il più fortunato dei molti adattamenti e quello che ha reso famoso in tutto il mondo il genere, è “The Ring” di Gore Verbinski, prodotto quasi identico all’omonimo film diretto da Hideo Nakata. Verbinski tuttavia ha dato vita a una storia ben più paurosa dell’originale: chi infatti tra coloro che l’hanno visto non ha paura della bambina maledetta con i capelli davanti agli occhi che esce dai televisori?

IL GRINTA (1969-2010)

Il film originale del 1969 vede John Wayne nel ruolo di protagonista, mentre la versione più recente del 2010 è diretta dai fratelli Coen. Questo cruento western racconta la storia di Mattie Ross (Hailee Steinfeld), che recluta lo US Marshal «Rooster» Cogburn (Jeff Bridges) per rintracciare l’assassino dei suoi genitori. Con le sue dieci nomination agli Oscar, la pellicola segna il passaggio di genere da classico film western per famiglie a dramma violento e inaspettato.

OCEAN’S ELEVEN (1960-2011)

Originariamente interpretato dal clan Sinatra (Frank Sinatra, Dean Martin e Sammy Davis Jr), il film del 1960, che racconta l’incredibile rapina in una serie di casinò di Las Vegas, è stato rifatto cinquant’anni più tardi da Steven Soderbergh, con un cast hollywoodiano d’eccezione. Grazie ad attori come George Clooney, Matt Damon e Andy Garcia, il film incassò più di trentotto milioni di dollari nel suo weekend di apertura e diede origine a due sequel oltre che a una rivisitazione tutta al femminile (“Ocean’s Eight”) uscita al cinema proprio in questo periodo.

I PEGGIORI REMAKE DELLA STORIA

CITY OF ANGELS – LA CITTÀ DEGLI ANGELI (1987-1998)

“Il tempo guarirà tutto. Ma che succede se il tempo stesso è una malattia?”. La domanda esistenziale de “Il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders echeggia sino al 1998, quando Nicolas Cage indossa ali d’angelo per librarsi nei cieli di Los Angeles e innamorarsi di Meg Ryan nel remake diretto da Brad Silberling. Nonostante i buoni propositi, del film originale si perde lo spirito filosofico, il legame viscerale con la città Berlino (ambientazione del primo titolo) di quel periodo e lo sguardo con cui si guarda rassegnati dall’alto la condizione umana.

IL PRESCELTO (1973-2006)

Su un’isola dell’arcipelago delle Ebridi è scomparsa una bambina: quando il sergente Howie (Edward Woodward) vi approda in seguito a una richiesta anonima, scopre una comunità che da misteriosa si rivela poi inquietante e primitiva. Sono queste le premesse di “The Wicker Man”, un horror sofisticato che descrive nei minimi particolari le manovre che governano un microcosmo perverso e blasfemo. Nel 2006 “Il prescelto” ribalta il punto di vista ambientando il film negli Stati Uniti e soffermandosi non tanto sugli isolani quanto sull’agente Malus, interpretato Nicolas Cage.

FOOTLOSE (1984-2011)

Semplice e spontaneo, il film del 1984 con un giovanissimo Kevin Bacon incassò ben 80 milioni di dollari e una nomination agli Oscar, facendo della musica il mezzo ideale con cui scardinare alcuni arcaici pregiudizi morali. Il remake del 2011 diretto da Craig Brewer al contrario, non presenta traccia di questa spensieratezza, nonostante si tratti di un rifacimento quasi letterale.

GHOSTBUSTERS (1984-2016)

Un remake di “Ghostbusters”? Nonostante le buone premesse, il film non si è rivelato un successo, né a livello di trama che di incasso. L’originale invece, diretto da Ivan Reitman e interpretato da un gruppo di attori provenienti dal Saturday Night Live, occupa oggi il posto numero ventotto nella lista delle migliori cento commedie statunitensi di sempre secondo l’American Film Institute.

IL PIANETA DELLE SCIMMIE (1968-2001)

Ispirato al romanzo di di Pierre Boulle, sulla carta un film che includeva nel cast Mark Wahlberg, Paul Giamatti e Helena Bonham Carter, con Tim Burton alla regia, sarebbe dovuto essere un successo assicurato. Tuttavia, trucco, costumi ed effetti speciali erano di gran lunga superiori alla versione del 1968 diretta da Franklin Schaffner e interpretata da Charleton Heston. Inoltre, cambiare il finale originale è stato un errore che, semicitando il finale originale: “Voi uomini avete distrutto! Maledetti, maledetti per l’eternità, tutti!”.

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