FoodSpot: cucinare fa bene

Al corpo, alla mente, alle relazioni. Viaggio intorno a un tavolo con Tommaso Fara e il suo FoodSpot, il luogo dove la cucina è la porta per conoscere e conoscersi divertendosi (Foto cover di Michele Tabozzi)

Tommaso Fara - foto Michele Tabozzi

Mangiare è solo uno degli effetti collaterali del cucinare. Intorno a un tavolo o ai fornelli nascono e crescono relazioni e sorrisi, ci si sente tutti un po’ più simili, uniti da curiosità, voglia di fare (e di assaggiare) magari il tutto condito da un po’ di incertezze su come si dosi il cumino o cosa sia un abbattitore che diventano un motivo per ridere insieme e solo un lontano ricordo quando si gusta il piatto preparato con l’aiuto di tutti.

Tommaso Fara, eclettico cuoco dalla curiosità inesauribile, ha creato a Milano Food Spot, uno spazio dove sentirsi a casa, fra le erbe aromatiche del giardino, la grande cucina che catalizza gli sguardi e gli splendidi mobili antichi che lo stesso Tommaso ha restaurato.

Tommaso Fara - foto Dan Lev
Tommaso Fara – foto Dan Lev

Fra una cataplana e una fachira, Tommaso cucina e insegna a cucinare, accoglie e mette a proprio agio, lega persone, idee e provenienze con garbo e leggerezza. Come fa e quali segreti nasconde Food Spot lo abbiamo chiesto a lui.

Sul sito di FoodSpot campeggia la frase ‘Cucinare fa bene’. A cosa? Cucinare insieme fa bene allo spirito di chi partecipa, ascolta e collabora in ogni forma perché la cucina la intendo come uno scambio esperienziale, uno scambio di punti di vista, uno scambio di gusti, uno scambio di radici e ogni scambio permette di migliorarsi, crescere, scoprire. Osservare chi cucina ti può insegnare molto, ma soprattutto è divertente confrontarsi sui vari aspetti della cucina, ognuno insegna o impara qualcosa, è uno scambio inevitabile ed osmotico, questo scambio di ruoli, quasi involontario, in cui ognuno è allievo e maestro per me è molto interessante.

Il luogo che hai creato ha al centro la cucina ma è altrettanto importante il suo ‘contorno’. Cosa c’è e cosa si può fare da FoodSpot? E’ vero la cucina è al centro ed è il cuore dello spazio, è difficile cucinare insieme quando una cucina è nascosta o relegata in un angolo. Da Foodspot ci sono due cucine, una per show cooking e una di servizio, intorno abbiamo un angolo salotto per i più timidi, un giardino per i più riservati e un grande tavolo per condividere. Ho cercato di creare un ambiente che potesse mettere a proprio agio quasi tutti, ho pensato a una serie di tavoli modulabili che possono essere uniti per accogliere intorno ad un unico tavolo una ventina persone, tutti su rotelle per essere spostati comodamente e creare nuovi spazi. Parte dell’arredo è composto da mobili dell’800 che contrastano con l’acciaio luccicante delle cucine. Uno spazio pensato per accogliere diverse situazioni, dove la cucina può essere la protagonista o anche fornire un valido supporto agli eventi. Da Foodspot succede di tutto, dai classici show cooking, team building, ai corsi di cucina, alle sperimentazioni di amici ai fornelli (da soli o con la mia guida) alle riunioni accompagnate da pranzi o light lunch per chi ama una no stop in un luogo riservato, set di fotografici di cucina e non, riprese video…o anche una partita di burraco tra amiche…insomma largo alla fantasia! Se serve un posto intimo, riservato, dove stare in completo relax, per occasioni di lavoro o di svago, cucinando, o gustando piatti preparati da amici, da me o da chi si desidera, Foodspot è il posto che fa per voi. Ho una famiglia di ricci che vive nel mio giardino e qualche merlo nidifica tra i gelsomini e un ficus, a volte non sembra di essere in città.

FoodSpot Milano
FoodSpot Milano

Cataplana, fachira sono solo due delle parole inusuali che si incontrano nel tuo sito. Cosa sono? Cosa rappresentano gli oggetti per te, in cucina e non solo? La cataplana è un affascinante strumento di cottura che viene dall’Algarve, Portogallo. Si tratta di una doppia pentola in rame stagnato di forma tondeggiante con una profonda concavità, incernierata in un punto, con una forma che ricorda una doppia conchiglia, tipo vongola gigante. Si utilizza per cuocere conchiglie e non solo e ha un grande utilizzo conviviale e pratico, provare per credere. Fachira è il nome che ho inventato per chiamare questo strano oggetto che ho creato per le cotture sospese e che è stato ritratto in una foto di Dan Lev nella mostra “Color food” che si è tenuta nel padiglione di Israele durante la fase iniziale di EXPO Milano. Per me gli oggetti sono importanti, mi ci affeziono, in cucina e non solo. Tutti parlano di ricette ma in pochi si interrogano sugli strumenti che si utilizzano per cucinare quelle ricette, tutto cambia. Una pentola in pietra è sicuramente più affascinante di una in teflon. Dagli oggetti che l’uomo concepisce e costruisce ne traspare l’ingegno e il buon gusto, il mio secondo mestiere è quello di restauratore di mobili antichi, oggetti appunto. Oggetti inanimati ma che sanno raccontare tantissimo se osservati con cura, il “tempo vita” è impresso sulla loro “pelle” e può essere letto con molta precisione. Quanti avvenimenti, quante guerre, quante scoperte, quante vite sono trascorse da quando un cassettone del settecento è stato realizzato? e lo stesso accade anche con gli oggetti di cucina, quante esperienze, serate, eventi tornano alla memoria soprattutto quando gli strumenti sono un po’ inusuali. Pensate ad una serata davanti ad un camino con le miacce (una sorta di piadine della tradizione walser) cotte sul fuoco con lunghi ferri arroventati….

Cosa succede e cosa vorresti succedesse da FoodSpot? Quale è il ricordo più divertente di questa prima fase di attività? Succede di tutto ed è sempre molto divertente osservare lo stupore di chi non pensava che si potesse fare in quel modo… o che pensava che fosse decisamente più complicato…in realtà mi piace osservare i vari approcci alla cucina, le sfumature. Generalmente si fanno degli show cooking coinvolgendo tutti coloro che vogliono essere coinvolti, si abbatte la timidezza e si cerca di mettere tutti a proprio agio, qui cucinare deve essere un piacere. Quando servo un piatto, lo preparo e lo appoggio al bancone in modo che tutti possano assaggiarlo e spesso accade che ospiti spinti da una sottile voracità, con “nonchalance”, facciano il giro del bancone per avere un diretto accesso al cibo e sentirsi più protagonisti. Di serate divertenti ce ne sono state tante, e lo capisci quando gli ospiti iniziano a interpretare Foodspot come casa loro, si mettono comodi, si sdraiano sul divano a chiacchierare. Passano persone di tutti i tipi, di ogni età, con gusti e passioni diverse che danno sempre un’impronta diversa agli eventi, è questa per me la cosa più divertente, nessun giorno è mai uguale all’altro, nessun menù è mai lo stesso, nessuna reazione e interazione è scontata.

Tommaso Fara - foto Stefano Porro
Tommaso Fara – foto Stefano Porro

Lo yoga e la cucina: che relazione trovi? Da Foodspot abbiamo anche fatto diversi eventi di Yoga e Cucina con una cara amica colombiana insegnante di Yoga Carolina Daza. La relazione è immediata, lo yoga nutre la mente e il cibo il corpo e viceversa. Si cerca sempre l’equilibrio e lo stare bene dentro e fuori e il cibo e una sana alimentazione aiutano, danno forza, energia, influiscono anche con il nostro umore e le nostre relazioni. Per me è stata un’occasione di crescita e ricerca, conoscere e cucinare super alimenti, pensare ricette detox seguendo il percorso disegnato con Carolina, pensare a menù che potessero prolungare gli effetti benefici della pratica.

Da FoodSpot (e nella vita) ricopri tanti ruoli, ora reclamiamo la tua competenza di cuoco: ci regali una ricetta per iniziare bene il 2018? Cozze scoppiate, credo sia una delle ricette più buone, succulenti e semplici che si possa proporre, alla portata di tanti insomma, facilmente replicabile (e perfette da servire nella cataplana portoghese). Puliamo mezzo chilo di cozze a testa, eliminiamo quelle con il guscio rotto anche solo in parte, versiamole in una cataplana, in una grossa pentola o una grossa padella che abbia il suo coperchio. Aggiungiamo dello zenzero spelato con la punta di un cucchiaio e fatto a pezzetti o grattugiato. Non si aggiunge sale, non si aggiunge acqua (cozze bollite, un paradosso), mettiamo il coperchio e cuociamo a fiamma viva per qualche minuto, scuotendole di tanto in tanto. Dovranno essere aperte e cotte. Grattugiamo scorza di limone e a piacere abbondante pepe, accompagniamo con fette di pane tostato per apprezzare il loro saporito brodo di cottura. Buon appetito!

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