Wonder: una Storia di Gentilezza

Recensione del nuovo film Wonder con Julia Roberts e Owen Wilson. Tratto dall'omonimo libro, racconta una storia di gentilezza e amore.

Magari avete letto il libro, o conoscete la storia o ancora avete già guardato il trailer o nessuna delle precedenti, in ogni caso, per la visione del film vi consigliamo di portare più di qualche fazzoletto.

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Wonder, basato sul bestseller omonimo di R.J. Palacio, racconta la commovente e motivante storia di August – Auggie – Pullman. Nato con una deformità facciale congenita che, fino ad ora, gli ha impedito di andare in una scuola tradizionale, Auggie diventa il più improbabile degli eroi quando comincia la quinta elementare nella scuola locale.

Con Julia Roberts e Owen Wilson nei panni dei genitori mentre Auggie è interpretato da un, ancora una volta, incredibile Jacob Tremblay (Room).

È sempre rischioso portare sul grande schermo simili storie, perché non si vuole “rovinarle” con un cliché dopo l’altro, ma il regista Stephen Chbosky (Noi siamo infinito) è riuscito a non cadere nella trappola. Il regista\scrittore sa bene come raccontare una storia attraverso gli occhi sia dei bambini che degli adulti; il film non ruota interamente attorno ad Auggie, ma esplora anche le persone che fanno parte della sua vita e il modo in cui esse si comportano e reagiscono. Spunti di riflessione ce ne sono per tutti: ragazzi, famiglie e genitori.

È sicuramente un film da vedere, e come detto, qualche lacrima è garantita!

Su Auggie, Tremblay ha dichiarato: “Volevo assolutamente far parte di questo film per il suo messaggio”. “Scegliere la gentilezza” è il messaggio di cui parla il giovane attore, che è anche la tagline del film. Ancora una volta potrebbe sembrare un sentimento ovvio, ma dobbiamo solo guardaci attorno per capire che, dopotutto, forse così ovvio non è.

L’attrice premio Oscar Julia Roberts quando ha saputo dell’adattamento cinematografico ha “supplicato” i produttori di darle il ruolo di Isabel: “Wonder mi ha letteralmente colpita. L’ho letto con i miei bambini, l’ho amato, l’hanno adorato. Mi sono catapultata dai produttori e ho detto, ‘Per favore, lasciatemi partecipare a questo film. Voglio essere la mamma ‘. “

Ma come è nato Wonder?

Quando il figlio più giovane dello scrittrice Raquel Jaramillo (R.J. Palacio) ha incontrato una bambina con una deformità facciale congenita fuori da una gelateria, è scoppiato in lacrime nel suo passeggino. Lei “è corsa via”, facendo così rovesciare al figlio più grande il frullato appena comprato creando una “scena” proprio nel tentativo di evitarne una. Nel fuggire, ha sentito la madre della bambina dire dolcemente alla propria famiglia: “Ok ragazzi, penso che sia ora di andare …”

Jaramillo si vergognava del modo in cui aveva gestito la situazione. Quindi, successivamente nello scrivere Wonder ha fatto un atto pubblico di espiazione: “Stavo cercando di salvaguardare i sentimenti di tutti, ma credo che sia sembrato che stessimo scappando. Il mio cuore si è spezzato sia per la bambina che per sua madre perché questo deve accadere a loro un milione di volte al giorno. L’incidente mi ha ossessionata per ore, facendomi creare realtà alternative in cui mi ero rivolta alla bambina e avevo iniziato a chiacchierare con lei, mostrando a mio figlio che non c’era nulla da temere – Wonder è la realizzazione di ciò che non ho fatto in quel momento.’

Quindi prima il libro, ora il film che amplifica il messaggio e la consapevolezza, non c’è altro da fare che guardarlo e ringraziare R.J. Palacio e Stephen Chbosky per la storia che hanno raccontato.

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