Intervista ad Alessio Stefano Berti, cantore e icona delle ciclostoriche

Cronista, volto, organizzatore, teatrante, divulgatore culturale... Alessio Stefano Berti racconta quanta gioia possano dare le ciclostoriche. La stagione è appena iniziata! E LaValentiniana ci aspetta il 22-23 aprile nel cuore della nostra bella Italia.

Credo di essermi imbattuta per la prima volta nei baffoni di Alessio Stefano Berti quando ho iniziato a scoprire L’Eroica circa tre anni fa. Alessio è tra i volti più noti delle iniziative organizzate sulle strade bianche, il perfetto ambasciatore delle ciclostoriche.

Alessio Stefano Berti, “cronista” e “volto” delle ciclostoriche

Appassionato cultore della bicicletta d’epoca, giornalista pubblicista, divulgatore di storie, conoscitore esperto delle due ruote vintage che esibisce nelle diverse manifestazioni, elegante alfiere della moda che fu, quando era il fustagno e non il nylon a vestire il ciclista, Alessio raggiunge l’apice della sua espressività nella ciclostorica da lui creata e organizzata, insieme all’amico Gino Iaculli: LaValentiniana, la cui seconda edizione prenderà vita sabato 22 e domenica 23 aprile, il primo di nove imperdibili appuntamenti che compongono il Grand Tour Storico & Gravel 2017.

Organizzato tra l’Umbria e il Lazio, tra Terni e Rieti, nell’antica terra che fu dei Sabini, il percorso include località di grande fascino come il romantico lago di Piediluco o il luogo natale di San Valentino, protettore di tutti gli innamorati (anche di chi lo è della bici, naturalmente…) fino alle maestose cascate delle Marmore.

Nelle ciclostoriche più curate anche i mezzi d’appoggio sono d’epoca

Si può scegliere tra due diverse ciclopedalate. Una riservata ai ciclisti dotati di bicicletta storica, ovvero costruita prima del 1987, e, particolarità interessante, una seconda aperta a chi possiede una gravel, ovvero quella speciale bicicletta simil-corsa, dotata di copertoncini e freni a disco, perfetta per affrontare sterrati in totale comfort e sicurezza. Entrambi i percorsi, lievemente diversificati secondo le caratteristiche del mezzo scelto, offrono due opzioni di lunghezza, tra i 40 e gli 80 km circa. Ce n’é quindi per ogni tipo di gamba e il dolce dislivello dei colli sul Velino non costituisce certo un ostacolo al divertimento.

Gli eventi a LaValentiniana: sabato 22 la presentazione del libro di Brocci, lo spettacolo teatrale ad esso ispirato e la Tweed Ride di Terni. Domenica 23 le due ciclopedalate, per bici storiche e per gravel.

Ma al di là delle mie spiegazioni sintetiche e del sito de LaValentiniana, chi meglio di Alessio può raccontare lo spirito della sua creatura? Una ciclostorica di cui già sento di essere già innamorata… proprio come la ninfa Nera, protagonista della leggenda delle cascate delle Marmore, lo era del pastorello Velino.

Prima doverosa domanda, perché la curiosità non è mai soddisfatta del tutto da Facebook: chi è Alessio Stefano Berti? Bella domanda, francamente non lo so e non voglio nemmeno saperlo, però credo che lo chiederò al mio analista alla prossima seduta. Penso di essere un bambino nostalgico di mezza età, convinto che quello che accadeva una volta era meglio di quello che succede ora. Gli esperti mi dicono che il motivo sia dato dal fatto che ho avuto un’infanzia felice”.

Tutto coerentemente vintage, anche la “bevanda energetica”!

Quando e perché è arrivato il colpo di fulmine per le ciclostoriche? Mio nonno Carlo mi raccontava di Fausto Coppi, mio padre di Ercole Baldini, mio zio mi narrava le imprese di Francesco Moser… Cappuccetto Rosso o Pollicino mi facevano una pippa… Poi ho cominciato a raccontarle io le storie di uomini in bicicletta ma non era normale che un ragazzo parlasse di quelle cose, finché un giorno un signore che risponde al nome di Giancarlo Brocci inventò L’Eroica, e colpo di fulmine fu”.

Al centro Francesco Moser e alla sua destra un inedito Alessio Stefano Berti sbarbato

Da quanto tempo coltivi i tuoi famosi baffoni? Da qualche anno, da quando ho deciso di scimmiottare il più importante ciclostorico in circolazione, Luciano Berruti. Comunque tengo un look simil asburgico da quando pedalo su biciclette dei primi del 900″.

Quante biciclette possiedi e qual è la tua preferita? Diciamo che non sono un collezionista, io in questo mondo mi ci trovo per lo più in qualità di “storico” e “cronista” ora anche organizzatore, e di biciclette non ne possiedo molte, diciamo una decina, ne ho vendute molte, mi sono tenuto per me solo quelle che mi fanno battere il cuore. Ne ho due alle quali sono legato particolarmente: Una Peugeot squadra italiana corse del 1918 e un’Ancora del 1923″.

Maestro e allievo: Luciano Berruti e Alessio Stefano Berti. Baffoni asburgici a confronto.

Quante ciclostoriche hai fatto? Le più significative? Non saprei, forse un centinaio, non ho tenuto conto.
Le più significative sono state dove c’erano i miei amici, e comunque sono molte le ciclostoriche che mi hanno lasciato il segno, La Polverosa, la Gibostorica, la Strade Bianche di Romagna per non parlare poi di quella trovata demenziale che è l’Orgoglio Pieghevole… tutti in Graziella per 64 chilometri. Un strazio ma incredibilmente divertente”.

Non un partecipante qualsiasi… Alessio è spesso protagonista dei manifesti delle ciclostoriche più amate

Per te la bici d’epoca equivale a uno stile di vita e a un mezzo per fare cultura. A LaValentiniana ci sarà anche una rappresentazione teatrale vero? Per divulgare le storie del ciclismo… Da qualche anno con Adriano Vettorato e Roberto Zauli abbiamo creato una compagnia teatrale chiamata “Al Ladro” che non è altro che l’acronimo di Alessio, Adriano e Roberto. Raccontiamo storie di ciclismo d’altri tempi, storie di uomini d’altri tempi. Tentiamo di divulgare il verbo in chiave storica e divertente per quanto possibile. Il sabato prima della manifestazione, andrà in scena “Bartali, l’ultimo degli eroici”, racconteremo dell’uomo e del ciclista Gino Bartali, parleremo dell’Italia di quei tempi, mi piace quello che racconteremo e sono sicuro che piacerà anche a chi sarà con noi”.

Con Adriano Vettorato e Roberto Zauli, Alessio Stefano Berti compone il gruppo teatral-ciclista “Al Ladro”. A destra la locandina dello spettacolo tratto dal libro di Giancarlo Brocci che si terrà sabato 22 aprile a LaValentiniana

 

Dacci almeno due motivi per considerare LaValentiniana la ciclostorica perfetta. Non lo so se LaValentiniana sia la corsa perfetta, non esiste una corsa perfetta perché la perfezione non centra nulla con i sentimenti, al di là di tutto chi verrà a Terni starà benissimo, tutti si sentiranno accolti e coccolati, i percorsi sono molto belli e il quartiere tappa sarà un qualcosa di straordinario, avremo ospiti importanti, punti ristoro importanti, alcune novità importanti insomma sarà una corsa importante……oh capiamoci bene ci sono percorsi per tutti i tipi di biciclette e per tutti i tipi di gambe”.

Perché l’estensione alle gravel? LaValentiniana sarà la prima corsa di un circuito chiamato “Grand Tour Storico & Gravel”, sarà un gruppo di 9 manifestazioni distribuite nel territorio nazionale, abbiamo unito il ciclismo del passato con il ciclismo del futuro, vuoi vedere che ci si “contamina” a vicenda?….insomma un festival della bicicletta”.

Un gesto che ricorda uno storico passaggio di borraccia…

A quali tipo di ciclista piacerà LaValentiniana? A chi si rivolge la tua ciclopedalata? A chi vuole scoprire un angolo meraviglioso di un’Italia poco conosciuta ma terribilmente affascinante. A chi vuole trascorrere un fine settimana all’insegna del ciclismo e alla sua storia. Agli innamorati, del resto San Valentino ne è il patrono no? A tutti coloro che vorranno provarci… e che credo saranno costretti a ritornare”.

 

Ed è vero che come recita il payoff della manifestazione siamo tutti “innamorati della bicicletta” ma, come dice Paolo Conte, “Una bici non si ama, si lubrifica, si modifica…” Come dicevo, l’amore è un po’ il leitmotiv della nostra manifestazione, l’essere innamorati della bicicletta s’intende rimanere vittime del fascino di tutto ciò che ci gira intorno, la bellezza della fatica e il gusto dell’impresa come dice Giancarlo Brocci. Paolo Conte è un innamorato di questo mondo, basti ascoltarne alcune canzoni come “Bartali” e “ Diavolo Rosso”, la bicicletta è uno strumento d’amore… però leggiamola tutta la frase della strofa di conte: “Una bici non si ama, si lubrifica, si modifica… una bici si declama, come una poesia per volare via”. Sento odore di eufemismo… se non è amore questo!”.

E amore sia, caro Alessio, e grazie per averci fatto scoprire un po’ più di te e della tua passione!

 

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