Si avvicina un appuntamento seducente da ogni punto di vista.

L’Eroica, la ciclostorica su strade bianche per eccellenza, divenuta ormai format e quindi viva in più periodi attraverso i suoi riusciti cloni in Inghilterra, Giappone, Spagna, California e, da quest’anno, in Olanda, Sudafrica e persino Uruguay, sta finalmente arrivando nella sua versione primaverile! …e nella sua terra d’origine, la Toscana.

Il primo maggio, a Buonconvento, ovvero Montalcino e ameni dintorni senesi, con panorami che sembrano scappati da quadri rinascimentali, si inseguiranno, tra un buon bicchiere di Chianti e una generosa fetta di buristo, migliaia di cicloamatori agghindati con maglie rigorosamente di lana, logate con sponsor teneramente âgée.

E le bici? È tutto uno sfavillare di tubi d’acciaio verniciati pastello, celeste-Bianchi in primis, dure selle in cuoio, manubri curvi avvolti da vecchi nastri e… freni che chissà se ce la faranno in discesa.

EroicaPrimavera

È questa la “mia gara”. Nessuna competizione, solo il piacere tutto edonista di guardare ed essere guardati sentendosi parte di un affresco che esprime bellezza anche nel gesto appesantito di chi non ha certo le marce delle bici contemporanee per affrontare la salita.

Già… la salita! Ma sono pronta per tutto ciò? Oppure scrivendo di bicicletta in questa rubrica settimanale mi sono illusa che l’allenamento dei polpastrelli potesse coincidere con quello dei polpacci?

Ecco, ho già i sensi di colpa! Una rapida occhiata ai siti specializzati e la paura cresce. Nell’ordine: non sono andata in palestra per potenziare i muscoli da dicembre a febbraio e ho usato i rulli solo poche volte. In compenso, grazie all’inverno mite, ho spesso inforcato la bici per andare in ufficio.
Basterà? Oppure la mia prima Eroica mediatica avrà il privilegio di fotografare una bella figuraccia?

LauraMagni-2

Mancano quasi due mesi e quindi ce la posso ancora fare.
Svariati siti consigliano allenamenti specifici, in base agli obiettivi. Il mio è semplicemente quello di riuscire a pedalare con il sorriso sulle labbra per almeno 54 km sulle strade bianche della campagna senese. Quindi forse me la cavo con pochi ma buoni accorgimenti.

1. Rinforzare gli addominali.
È in assoluto l’esercizio che odio di più e quindi per cancellare buona parte dei sensi di colpa è bene partire proprio da questo. Per la bici pare sia ottimo, aiuta nel “gesto atletico”, così si dice in rete… Bene, quanti punti mancano per la panca pieghevole dell’Esselunga?

2. Meno pranzi/cene abbondanti.
Soprattutto no alla squisita trippa alla lombarda di Fiore, il ristorantino fusion delle mie pause pranzo e no al club sandwich con contorno di patate fritte del Circle nei pranzi di lavoro. Sarà dura, ma anche senza mangiare castagne (come consiglia un trainer online) potrò trovare un po’ di leggerezza scegliendo verdure e, why not, deliziosi carpacci.

3. Attività aerobica.
Il fiato è sempre stato il mio punto debole e quindi, come consigliano in molti, potrei aggiungere all’allenamento leggero e muscolare da fare in casa anche qualche corsetta. Facendo attenzione a non farmi sbranare dalle sempre più agguerrite runners che mi circondano. A partire da Greta, che scrive della sua passione su Fashion Times e ha fatto la maratona di NY, per arrivare a Ilaria, la mia tecnicissima vicina di casa. Temo di non reggere il loro passo neppure su due ruote.

Fatto il programma non resta che avviare la pratica day by day. Ce la farò?
Con l’avvicinarsi della bella stagione non bastava la “prova costume”… maledetta (L’Eroica) Primavera!

 

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