E’ possibile porre un freno all’istinto e alle passioni? No di certo, almeno nel mio caso. Per questo ho sempre amato lo sci… Ah ah, lo sci, ho detto!

L’idea di una discesa no stop mi è sempre sembrata una bella metafora. Dove la natura porta, si va. Così è la vita, così è la bici. Anche se non è molto che faccio congetture pseudofilosofiche sulla materia viva dell’acciaio in forma di telaio, mi pare di aver già individuato alcuni elementi topici.
Ad esempio i freni.

Sul piano pratico ho imparato alcune cose. Ci sono i freni a bacchetta, esauritissimi nel Nord Europa tanto che i turisti tedeschi vengono in pellegrinaggio in ciclofficina a fare incetta di questa preziosità così chic e così “italiana”. Ci sono i rozzi ma efficaci V brake, perfetti per frenare anche nel fango con la mountain bike e i cantilever, che sembrano una variante di questi ultimi un po’ più raffinatina. Infine i compatti e discretamente invisibili freni da corsa.

dalla lezione in ciclofficina +bc una forcella piena di freni. Dal basso: freni cantilever, V brake e da città
Dalla lezione in ciclofficina +bc una forcella piena di freni. Dal basso: freni cantilever, V brake e da città/corsa.

Sul piano semi-pratico ho capito che quelli che vanno con la scatto fisso senza freni sono dei pazzi da internare e che skiddare, ovvero fermare con la forza dei muscoli la ruota dietro sperando che non esploda la gomma grattata sull’asfalto, è un gesto molto plastico ed estetizzante ma solo se si pratica a NY e non sul pavè umidiccio di Milano. Aiuta anche essere un bel ragazzone, di quelli che arrivano a Milano per le sfilate e affollano i casting ogni sei mesi.

E qui incomincio a capire che frenare è un’arte, non una necessità. Dimmi come freni e ti dirò chi sei.

freni

Innamorato
Il freno viene prima di tutto. Vedi in lontananza una luce rossa (il semaforo) e già pregusti l’affondo della leva. Lento, deciso, progressivo. Frenare per te è una gioia, profonda come un amplesso.
Controindicazioni: non arrivi (ho detto arrivi!) mai.

Last Minute
Ti piace la velocità ma ci tieni alla pelle. Così aspetti fino all’ultimo, ma freni. E al tocco della leva è bello se corrisponde un bel fischio, di quelli che fanno fare un salto alle vecchiette (chi ha detto che il ciclista è politically correct?).
Controindicazioni: bruci i “tacchetti” troppo in fretta. E non è una metafora.

Missing
Per te il freno è un orpello inutile. Un pezzo che si rompe e che costa sostituire. Quindi tanto vale non metterlo e pedalare all’indietro con la ruota posteriore a scatto fisso. Skiddare è così trendy…
Controindicazioni: molte ossa rotte (nella migliore delle ipotesi).

Horror vacui
Hai bisogno di una leva freno a portata di mano ovunque. Sei di quelli che non riescono a spostare le mani dal manubrio neppure di mezzo millimetro pena una rovinosa caduta e quindi ti fai montare anche le leve ausiliarie doppie e triple.
Controindicazioni: non c’è più spazio neppure per il campanello.

Purista
Non osi cambiare i freni originali per non deturpare con pezzi nuovi la tua Bianchi  anni ’60 originale. Neppure a L’Eroica sono così strenui, ma c’è sempre uno sguardo nerd con cui è bello rileggere la realtà.
Controindicazioni: tutte da scoprire in caso di pioggia o di discesa. Pericoloso anche se con S. Francisco abbiamo condiviso solo i tram.

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Nel frattempo, immersa nei miei pensieri, la “messa” in ciclofficina è finita.

Questa sera, alla lezione sui freni, sono arrivata in ritardo. Che sia un buon segno?

Sì! Lasciamoci andare!

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