Correre = sport, quotidianità, sfogo, emozioni, carburante

Chi corre sa che c'è bisogno di costante motivazione. Le persone che amano la corsa sono generalmente allegre, in buona salute, attive e positive. Esiste una spiegazione scientifica per cui non solo chi corre è mediamente più felice, ma si ammala anche meno perché il sistema immunitario si rafforza proprio grazie all'attività fisica.

Ci sono giornate che non vedi l’ora che siano finite. Quelle giornate in cui già dalla mattina capisci che avresti fatto meglio a non uscire di casa, quelle giornate che vedi tutto storto e che secondo la Legge di Murphy, in quelle giornate sicuramente ogni cosa andrà per il verso sbagliato.

Poi ci sono le domeniche fredde di pieno inverno in cui dovresti uscire a correre, ma il tepore del letto e la morbidezza del piumone ti trattengono e non vorresti uscire mai, se non per fare una veloce colazione e ritornare subito al caldo.

Oggi è una di quelle. Fuori il sole è già alto e la sveglia è suonata da un pezzo, ma non so perché stamattina faccio davvero fatica a prepararmi per uscire a correre.

Un paio di volte la vocina che c’è in me si è fatta più insistente e ci ha ripetutamente provato: “cosa esci a fare? Stai qui al caldo e ti riposi cosi torni in forma e guarisci più velocemente. Il fatto che non senti dolori all’anca non significa che tu sia guarita…. Meglio non peggiorare…. Pensa che bello leggere l’ autobiografia di Agatha Christie al caldino sorseggiando una bella tazza di Nescafè sotto il piumone…..”

Mi ero quasi convinta, ma in un balzo salto giù dal letto e sto già scegliendo il look nel cassettone delle cose da running. Apro la finestra, freddino oggi, il termometro segna 8 gradi…. Molto bene….. spalanco la finestra e penso tra me e me che forse è meglio non rischiare di prendere freddo o peggio coprirsi troppo, sudare e far raffreddare il sudore sul corpo e prendersi una bella bronchite. Ripongo le cose leggere, oramai estive e decido che è tempo di mettere la maglia termica sotto quella da corsa….

Ancora meglio se con la manica lunga, uno dei migliori acquisti che ho fatto da Decathlon e il giubbino antivento … si metterò il giubbetto anti-vento, ripara non fa traspirare né sudare. Pantalone a trequarti, calze corte e scarpe, quelle della Maratona di New York, che ormai sono diventate così morbide, che fanno un tutt’uno con il piede…. Forse troppo! Male, altro che…. Mannaggia alla pigrizia, allora le unghie nere degli alluci non mi hanno insegnato nulla!
Mi sa che è quasi tempo di cambiarle e di acquistarne un nuovo paio. Le scarpe da running scariche possono causare fastidiosi dolori alla schiena e alle ginocchia.

Ricordo ancora il mio primo paio di scarpe “serie”. Comprate in un noto negozio specializzato in abbigliamento e accessori per lo sport e la corsa soprattutto, con personale super preparato e competente che solo da come cammini è in grado di consigliarti il modello esatto che fa al caso tuo.

E’ stata in quell’occasione che ho scoperto di avere una leggera pronazione e sempre in quell’occasione ho scoperto che se non avessi usato le scarpe più adatte al mio tipo di piede, avrei avuto ben presto problemi alle gambe e alle ginocchia.

La cosa positiva è stata che l’ho scoperto per tempo e che da allora uso sempre e solo quello specifico modello di scarpa e che (incrociamo le dita) non ho mai avuto problemi, almeno non problemi o contratture causate dall’uso di scarpe sbagliate, la cosa meno positiva è che causa pronazione brucio un paio di scarpe da running ogni due mesi…… Pazienza! Non saranno Louboutin, ma sono pur sempre scarpe che mi rendono felice.

Infilo le scarpe, finisco di bere il mio tazzone di caffè, cappellino della Maratona di NYC e sono pronta.
Esco dal portone di casa e subito un’aria fredda mi entra nelle ossa, respiro profondamente al riparo dal mi scalda-collo che ho tirato su fino a coprirmi il naso e comincio piano piano a camminare, incremento di poco la velocità fino a corricchiare in uno slalom tra la gente che vestita a festa passeggia per le vie guardano le vetrine dei negozi già ohimè addobbati per le imminenti feste Natalizie. In pochi minuti raggiungo il Parco Marinai d’Italia, un po’ di stretching e inizio a correre in senso orario per recuperare gli amici che sicuramente saranno già arrivati.

Di solito facciamo una decina di giri del parco più altri di riscaldamento e defaticamento per un totale di 13/15 kilometri. Un’oretta in cui parli di tutto e tutti, svuoti completamente la testa e ti rigeneri totalmente da tutto lo stress e il nervoso accumulati durante la settimana.

Mi piace correre con gli amici, persone vere che viaggiano sulla mi stessa lunghezza d’onda, con le quali a volte basta uno sguardo per capirsi, persone speciali come solo chi la domenica mattina ha il coraggio di alzarsi dal letto, uscire di casa e andare a correre anche se la temperatura esterna segna solo 2 gradi!

“Se sono libero è perché continuo a correre.” Jimy Hendrix

Spesso la corsa è una scusa, il mezzo che aiuta a depurarmi e caricare le pile per il resto del weekend o per la settimana lavorativa che mi aspetta. Il boost energizzante di emozioni di cui il mio corpo ha bisogno per sentirsi vivo.

Il running non solo tonifica il corpo ma rigenera lo spirito, dopo ogni corsa di un’oretta, sia di allenamento serio pro-gara o semplice divertimento, torno a casa felice e la conquista del divano mi sembra ancora più meritata, stravaccarsi sul morbido dopo una bella doccia calda e un bel piatto di pasta al pomodoro è un qualcosa di impagabile.

A causa del freddo improvviso e dell’abbigliamento sbagliato e troppo leggero (errore da principiante) in occasione di una uscita, mi sono presa una bella bronchite, motivo per cui, le scorse due settimane ho saltato le uscite infrasettimanali in Runbase, la mia tosse ne ha giovato ma il mio umore ne ha profondamente risentito e con lui, purtroppo anche chi lavora con me.

Il lavoro sedentario di ufficio è diventato ancora più pesante, stare chiusa e seduta alla scrivania per 8,9 ore al giorno stava diventando claustrofobico. Cosi per ovviare alla evidente carenza di endorfine, e per mitigare la mia infelicità cronica, mi sono messa a pianificare una serie di trasferta pro-maratona per il 2016. Credo di avere “stalkerato” persone in mezza Europa…. in primis, malgrado i pettorali siano esauriti da tempo ed abbia chiesto praticamente ad ogni cittadino britannico di intercedere per me, non ho ancora rinunciato alla Maratona di Londra, 24 aprile, subito dopo mi sono segnata Maratona di Berlino, 25 settembre, nel pieno della Milano Donna fashion week…. pazienza, parto il sabato, corro una maratona e rientro e secondo me, nessuno si accorge nemmeno della mia latitanza…. Suvvia, un seating non è una operazione a cuore aperto, rendiamocene conto….. poi…. Copenaghen 22 maggio, mai stata in Norvegia, per cui, quale migliore occasione per approfittare di vedere la città? In 42 kilometri.. hai voglia! Poi c’è Milano, ottima per fare un bel lungo di preparazione insieme agli amici #cityrunners e ai cittadini di Milanesi che non vedono l’ ora di avere la città bloccata per una intera giornata a causa della Maratona e via via tutta una serie di mezze e 10k sparse qua e là…. Il calendario CNMI mi fa un baffo!

Che poi, da quando ho corso la Maratona di New York, ogni volta che racconto aneddoti o episodi della mia esperienza, mi è capitato di sentire le cose più strane e le domande più bizzarre…. Del tipo: “che senso ha pagare per fare la fatica di correre 42 kilometri già sapendo che tanto non vincerai….” Uhmmmm non rispondo, rido e tossisco e cambio argomento…. Oppure “quanto sei arrivata?”….. uhmmmm l’ho finita in 4 ore e 18 minuti… ho corso per ben 42 kilometri… non ti pare abbastanza? “ma quindi allora la medaglia, la danno a tutti? Non solo a quelli che arrivano a podio? “…. Uhmmmmmm NO…. La medaglia è per tutti quelli che tagliano il traguardo si chiama FINISHER …. E via dicendo….

La cosa positiva è che raccontando della Maratona, sfati tante credenze e luoghi comuni e chissa’ magari riesci nell’intento di incuriosire qualcuno che presto o tardi deciderà di investire in un bel paio di scarpe da running e di provare a correre….. perché in fondo l’importante è iniziare, andar piano, andare forte non ha importanza….. quelle sono cose che vengono dopo, la cosa che fa la differenza è avere il coraggio e la voglia di provarci e di uscire di casa, il resto viene da sé.

“Corro perché se non lo facessi sarei pigro e triste e spenderei il mio tempo sul divano. Corro per respirare l’aria fresca. Corro per esplorare. Corro per sfuggire l’ordinario. Corro… per assaporare il viaggio lungo la strada. La vita diventa un po’ più vivace, un po’ più intensa” Dean Karnazes

A proposito Fulvio, questa settimana passi per via della trasferta a Londra per la presentazione del calndario Pirelli… da settimana prossima ci riprende a pieno regime eh!

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