In questo articolo
Rajae Bezzaz si è fatta conoscere dal grande pubblico come inviata di Striscia la notizia, ma oltre alla reporter c’è di più: è infatti anche una conduttrice radiofonica, un’attrice e una scrittrice.
A fare da fil rouge alla sua attività professionale non c’è solo tanta passione, ma anche un sentito impegno socio-culturale. Da cittadina italiana di origini marocchine, Rajae porta avanti un discorso importante di integrazione e convivenza.
Noi abbiamo intervistato Rajae Bezzaz per farci raccontare qualcosa in più dei suoi numerosi progetti.
GUARDA ANCHE: Francesca Inaudi nel film Il mondo oltre (intervista)
La radio e il rapporto con le persone
Partiamo dalla radio. Che rapporto ha con questo mezzo di comunicazione? Faccio radio dal 2014 e da circa quattro anni sono a R101 dove conduco Fantastico Weekend. Considero questo mezzo fondamentale per la mia esistenza, perché in primis porta a me la possibilità di rimanere sempre informata, di fare ricerca, crescere, approfondire ed essere sempre aggiornata sulle novità musicali. Poi, cosa più importante, c’è il rapporto diretto con il pubblico: noi abbiamo un numero dove arrivano gli interventi dei nostri ascoltatori con i loro racconti di vita personale, le loro esperienze e ogni volta è un confronto. È il vero metro che ci misura con il mondo e questa è una cosa che mi piace tantissimo. Quindi lunga vita alla radio!
Lei ha sempre messo il rapporto con le persone al primo posto… È alla base della mia scelta di fare questo lavoro e del mio percorso di vita. A me piace l’umanità, con tutte le sue difficoltà, sfaccettature e diversità. Siamo tanti su questa Terra e dobbiamo cercare un modo per conoscerci e convivere, perché nella diversità si consumano un sacco di paure, ma anche di gioie e se trovi un modo per fare coniugare questi mondi hai fatto bingo. È quello che cerco di trasmettere con il mio lavoro, ma anche sui social (dove spesso posto contenuti per fare conoscere la mia terra e le mie origini). Sono consapevole del fatto che i social siano insidiosi e infatti, quando leggo alcuni commenti, mi rendo conto che ci sono ancora tanti pregiudizi da abbattere e che quindi c’è un lavoro necessario da fare. Mi auguro di avere sempre questa voglia e forza (sia fisica che mentale) per portare avanti questa lotta di bellezza e pace, perché non è facile.

Tra libri e cinema
Tra le varie cose lei è coautrice di Otto – Radici nel deserto, una graphic novel scritta e disegnata da Emanuele Leone (che è anche accompagnata da una colonna sonora firmata da Luciano D’Addetta). Ce ne può parlare? È la prima volta che vivo questa forma d’arte e e ho avuto la fortuna di lavorare con Emanuele che è un fumettista molto stimato nel settore, che mi ha anche disegnato per il libro. È una persona generosissima, con cui è stato bello collaborare per raggiungere il risultato finale. Quella che viene raccontata è una storia importante e ognuno di noi ha dato il proprio contributo. Tra noi tre si è creata una sinergia che si percepisce anche quando andiamo a presentare il libro in giro: siamo uniti nel portare un messaggio, nel dare gloria a storie di luoghi e di persone che hanno lottato.
Recentemente è stata a Capri, sul set del film Cuore mio, cuore tuo (nato da un’idea di Eleonora Baliani insieme a Valter D’Errico, che ne firma anche la regia). Che esperienza è stata? Anche in queso caso c’è al centro un argomento importantissimo ovvero la donazioni degli organi, di cui non si parla mai abbastanza. A mio avviso progetti come questo sono importanti, perché svegliano le anime e fanno riflettere. Sul set abbiamo cercato di rendere omaggio a questa storia vera, che Capri conosce molto bene. Il film ora è in fase di montaggio e probabilmente sarà proiettato in alcuni festival.
Una curiosità: le hanno mai chiesto di trasformare la sua autobiografia, L’Araba Felice. La vita svelata di una musulmana poco ortodossa, in un film? No, ma c’è la possibilità di farla diventare una pièce teatrale. Questo è uno di quei progetti che spero possa presto concretizzarsi. Alcuni pensano che il mio libro sia romanzato, invece non è così: tutto ciò che racconto è vero, come lo è la storia della mia famiglia. Io ho avuto e ho una vita movimentata e devo dire che la fonte di questo movimento è mia madre, una donna fortissima, che non si è mai arresa anche di fronte alle difficoltà.
Altri progetti a cui sta lavorando? C’è sempre la radio, poi un nuovo spettacolo teatrale con Minima Theatralia sul tema della sostenibilità (al quale la direttrice artistica Marta M. Marangoni sta già lavorando) e poi partirà una produzione con un regista arabo. Inoltre spero di poter riuscire ad essere presente alla prossima Mostra del Cinema di Venezia.