Manila Nazzaro, insieme a Roberto Alessi, ci porta nel cuore delle storie di Fantastiche, nuovo podcast original RaiPlay Sound disponibile dal 6 luglio con i suoi primi sei episodi, ognuno dedicato a una icona femminile della tv.

Si parte con l’indimenticabile Raffaella Carrà e si prosegue con Milly Carlucci, Ambra Angiolini, Lorella Cuccarini, Ornella Vanoni e Antonella Clerici.

Questo bel progetto sonoro (realizzato dalla Direzione Radio Digitali Specializzate e Podcast) vede come autore Matteo Strada, come responsabile Andrea Borgnino e Maria Cafagna in veste di collaboratrice.

Abbiamo intervistato Manila Nazzaro, conduttrice tv e radiofonica molto amata dal pubblico (fin da quando vinse nel 1999 il titolo di Miss Italia), per sapere qualcosa in più di Fantastiche ma non solo.

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Un viaggio tra le Fantastiche della tv

Com’è nata l’idea di Fantastiche? Da una mia chiacchierata con il Direttore Gianfranco Zinzilli, che mi ha chiesto se avevo delle idee per dei podcast che potessero interessare anche ai più giovani. Io in realtà era da tempo che pensavo di realizzare qualcosa che celebrasse le signore della tv a cui mi sono ispirata sin da piccola. Così quel giorno sono tornata a casa e, durante la notte, mi sono svegliata e mi sono detta che, se io da bambina degli anni’80 sono cresciuta con il mito di Raffaella Carrà o di Ornella Vanoni e amando quella tv meravigliosa, sicuramente ne possono essere attratti anche i ragazzi di oggi. È stato fatto anche un piccolo sondaggio per le scuole ed è emerso che c’è proprio voglia di recuperare quel tipo di televisione da parte dei giovani. Quindi ho proposto la mia idea al Direttore con l’intenzione di raccontare queste icone, ma non in modalità Wikipedia bensì puntando molto sul lato umano, coinvolgendo una voce amica che potesse raccontarci anche degli aneddoti inediti.

E qui è entrato in scena Roberto Alessi… Si, lui non è solo un mio grandissimo amico, ma anche un giornalista competente che ha avuto la grande fortuna di conoscere personalmente queste celebrità, compresa Mina (che sicuramente racconteremo in una seconda stagione). Grazie al suo contributo scopriamo che queste Fantastiche sono molto più vicine a noi di quanto si possa pensare. Noi raccontiamo la loro storia e sogniamo con loro per quello che hanno portato sul palco, ma ci sono dei momenti molto emozionanti in cui scopriamo il lato più fragile di queste donne (pensiamo, per esempio, ad Ambra che con grande coraggio ha parlato pubblicamente della sua bulimia), ma anche quello più simpatico e gossipparo. Per mantenere proprio viva questa componente emozionale io e Roberto abbiamo deciso di andare a braccio. Il nostro non è un podcast recitato.

Prima abbiamo parlato di giovani. I suoi figli sono incuriositi dalla storia della tv? Si loro, che hanno 20 e 14 anni, sono sempre affascinati quando si imbattono nei filmati del passato (compreso quello in cui Alberto Sordi mi incoronò Miss Italia). La loro è una generazione veloce, che vive su YouTube e suoi social, ma nonostante la lontananza c’è grande curiosità nei confronti di queste star della tv e del loro modo di lavorare.

Quanto sarebbe importante magari fare ascoltare questo podcast anche nelle scuole? Sarebbe bellissimo, anche perché attraverso le Fantastiche noi raccontiamo uno spaccato della storia del nostro paese. Poi parliamo di donne che ci hanno insegnato cosa significa essere libere, anche in tempi in cui la libertà era quasi un dono soprattutto in accezione femminile.

Locandina Fantastiche

Donne e carriera

Le Fantastiche sono riuscite a farsi strada, con talento e determinazione, facendo da apripista ad altre donne. Secondo lei le cose sono veramente cambiate nel corso degli anni per le donne in un ambito professionale come quello televisivo? Non completamente: le storie che raccontiamo sono di donne che con grande coraggio non hanno mai mollato, nonostante tutto. Però pensiamo, per esempio, alle difficoltà che ha avuto Antonella Clerici a tornare a fare il proprio lavoro dopo la gravidanza. La verità è che nella percezione la donna sembra aver fatto dei passi da gigante, ma nella concretezza non è proprio così e questo vale per tutti gli ambiti lavorativi. Purtroppo non c’è ancora un equilibrio tra uomo e donna, anche a livello di compensi, non ho paura a dirlo.

Lei ha iniziato la sua carriera con il concorso di Miss Italia. È stato più difficile mostrare il suo talento e la sua professionalità? La bellezza oggi è ancora un pregiudizio nell’ambito lavorativo? La bellezza è un talento che bisogna rispettare in maniera intelligente, ma c’è ancora tanto maschilismo e la verità è che la donna bella devo dimostrare qualcosa di più.

La conduttrice Manila Nazzaro

L’amore per la radio

Cosa l’ha fatta innamorare della radio? Io ormai ci lavoro da quasi 15 anni e ogni tanto mi scrivono “ma sai che tu sei anche simpatica e intelligente?”. In radio, rispetto alla tv, posso essere esattamente quello che sono. Posso mostrare il mio lato, mi passi il termine, un po’ più caciarone e fare battute con i miei colleghi. Mi sento libera e questo rende il mio lavoro estremamente soddisfacente, non hai le luci della ribalta della tv e quell’esposizione mediatica, ma un arricchimento personale che non ha prezzo. Quando sono in diretta su Radio2 Rai e mi arrivano messaggi degli ascoltatori che dicono “è bello ascoltarti” o “mi stai facendo trascorrere due ore bellissime” per me è il massimo, perché vuol dire che sono arrivata alle persone. C’è quell’empatia che ho sempre protetto e credo sia una delle cose più belle dell’essere umano, che la radio mi ha dato la possibilità di coltivare. Se mi chiedeste dove mi vedrei nei prossimi anni io risponderei in radio, senza ombra di dubbio.

Prossimi progetti? Io e il mio collega Julian Borghesan saremo in onda tutti i giorni con Mattina Italiana (su Rai Radio Tutta Italiana) e con Radio 2 Music Room fino al 31 luglio. Poi mi concederò una vacanza, prima di riprendere a settembre. E naturalmente ci metteremo al lavoro su altri sei nomi per Fantastiche.