Maison Margiela celebra l’arrivo della collezione Spring Summer 2026 con il lancio di Joy, un cortometraggio che unisce moda, musica e creatività collettiva. Il progetto vede protagonista il compositore e pianista Max Richter, affiancato da un’orchestra composta da 43 giovani musicisti dell’Association Orchestre à l’École, realtà francese impegnata nella diffusione della pratica orchestrale nelle scuole.

GUARDA ANCHE:Il trench coat torna protagonista: il capo iconico che definisce lo stile

Il film è stato lanciato l’11 marzo, in coincidenza con l’arrivo della collezione Maison Margiela SS26 nei negozi e online. Attraverso una narrazione visiva suggestiva, il cortometraggio racconta la dimensione più poetica e sperimentale della maison, mettendo al centro gioia, collaborazione e immaginazione.

Girato al Théâtre de la Villette di Parigi, Joy trasforma uno spazio teatrale in un luogo in cui arte, musica e moda dialogano tra loro. Il risultato è un progetto multidisciplinare che amplia l’universo creativo della collezione, mostrando come la moda possa diventare un linguaggio capace di connettere discipline diverse.

Il film Joy: una narrazione tra moda e musica

Joy, il cortometraggio realizzato per la campagna della collezione Co-Ed Spring Summer 2026 di Maison Margiela, nasce dalla collaborazione con il compositore Max Richter, autore della colonna sonora originale che accompagna l’intero progetto.

Nel film, Richter esegue la composizione al clavicembalo, circondato dai giovani musicisti dell’orchestra. L’esecuzione musicale diventa il cuore della narrazione, guidando lo sviluppo delle immagini e creando un dialogo continuo tra suono e movimento.

L’ispirazione del film deriva da uno dei temi della collezione SS26, descritto come una notte caotica all’opera. Durante la sfilata della stagione, alcuni dei giovani musicisti che compaiono nel film erano già stati coinvolti nella performance, creando un collegamento diretto tra la passerella e il progetto cinematografico.

All’inizio del film l’orchestra si riunisce in quello che sembra essere un auditorium tradizionale e vuoto. Con il passare delle scene, però, lo spazio si trasforma progressivamente, rompendo le regole formali del teatro.

Elementi inattesi compaiono tra le file delle poltrone: una struttura per arrampicarsi, un’altalena e persino uno scivolo che attraversa la platea. Il teatro diventa così un vero e proprio spazio di gioco, dove l’energia dei musicisti e la libertà creativa prendono il sopravvento.

Questo cambiamento scenografico rappresenta uno degli aspetti centrali del film: la capacità della creatività di trasformare gli spazi e di generare nuove possibilità espressive.

Max Richter e la forza della musica condivisa

Max Richter è uno dei compositori più influenti della scena musicale contemporanea. Il suo lavoro è noto per la capacità di fondere orchestrazione classica e sperimentazione elettronica, creando composizioni che uniscono rigore musicale ed emozione.

Nel corso della sua carriera, Richter ha sviluppato un linguaggio artistico riconoscibile, caratterizzato da una forte dimensione narrativa e da un approccio profondamente umano alla musica.

La sua partecipazione al progetto Joy nasce dalla volontà di esplorare il potere della creatività collettiva. Per preparare la performance del film, il compositore ha lavorato insieme ai giovani musicisti dell’orchestra per circa tre mesi di prove, costruendo un percorso condiviso che ha portato alla realizzazione finale.

Il risultato è una performance che riflette non solo il talento dei singoli musicisti, ma soprattutto la forza della collaborazione.

“Suonare insieme ci permette di comprenderci in modo unico e di comunicare una visione condivisa capace di elevarci e trasformarci”, ha spiegato Richter parlando dell’esperienza.

La collaborazione con Maison Margiela e con l’Association Orchestre à l’École ha quindi permesso di creare un progetto che celebra la musica come strumento di connessione tra persone, culture e linguaggi artistici.

Association Orchestre à l’École: la musica nelle scuole

Un elemento fondamentale del progetto Joy è rappresentato dall’Association Orchestre à l’École, organizzazione non profit francese fondata nel 2008 con l’obiettivo di portare la pratica orchestrale all’interno delle scuole.

Il programma trasforma intere classi scolastiche in orchestre, offrendo agli studenti la possibilità di imparare a suonare insieme e di sviluppare competenze artistiche e sociali.

Attraverso la pratica musicale collettiva, il progetto promuove valori come inclusione, collaborazione e fiducia in sé stessi, contribuendo a rendere la musica accessibile a un numero sempre maggiore di giovani.

Oggi l’iniziativa coinvolge oltre 1.600 scuole in Francia, permettendo a migliaia di studenti di avvicinarsi al mondo dell’orchestra e della musica classica.

Molti dei giovani musicisti che compaiono nel film Joy avevano già partecipato alla sfilata Co-Ed Spring Summer 2026 di Maison Margiela, creando una continuità narrativa tra la passerella e il progetto cinematografico.

Questo dialogo tra moda e musica rappresenta uno degli elementi più originali della campagna.

I look della collezione Maison Margiela Spring Summer 2026

Nel film Joy, Max Richter indossa diversi look della collezione Co-Ed Spring Summer 2026, evidenziando uno dei temi centrali della stagione: il ritorno della silhouette sartoriale.

La collezione esplora infatti una reinterpretazione del tailoring, combinando linee classiche, volumi contemporanei e sperimentazione visiva. Nel contesto del film, questi elementi dialogano con la scenografia teatrale e con la presenza dell’orchestra.

I giovani musicisti indossano invece completi oversize dipinti di bianco, realizzati con il celebre trattamento Bianchetto tipico della maison.

Questa tecnica, iconica nell’universo Margiela, consiste nell’applicazione di una pittura bianca sui capi, creando un effetto visivo che richiama il processo creativo e la trasformazione del materiale.

Nel film, il contrasto tra i completi bianchi e l’ambiente teatrale contribuisce a rafforzare l’atmosfera surreale e giocosa della narrazione.

Il risultato è una rappresentazione visiva che unisce teatro, musica e moda, trasformando il film in un’estensione narrativa della collezione.

Gli accessori protagonisti: Heel-less e Box Bag

Oltre ai look della collezione, la campagna fotografica che accompagna il film mette in evidenza due accessori chiave della stagione Spring Summer 2026.

Il primo è Heel-less, una reinterpretazione di un concetto d’archivio di Maison Margiela. In questo design il tacco della scarpa è nascosto all’interno della struttura, creando una silhouette sorprendente e innovativa.

Il modello viene presentato sia in versione stivale western sia in versione pump, dimostrando la versatilità del concetto progettuale.

Accanto a questo accessorio debutta Box Bag, una nuova borsa presentata durante la sfilata della stagione. Realizzata in pelle morbida, la borsa è caratterizzata da bordi rinforzati ottenuti attraverso una tecnica di termoformatura, che conferisce struttura e definizione al design.

Questi accessori rappresentano due esempi della continua ricerca della maison nel campo del design, dove sperimentazione estetica e innovazione tecnica si incontrano.

Joy tra moda, musica e racconto creativo

Il progetto Joy non si limita al film. Maison Margiela ha infatti accompagnato la campagna con una playlist Spotify creata in collaborazione con Max Richter e con i giovani musicisti dell’orchestra.

La playlist raccoglie una selezione di brani scelti attorno al tema della gioia, ampliando il racconto creativo del progetto anche attraverso il linguaggio della musica.

Attraverso questa iniziativa, la maison estende l’esperienza oltre il cortometraggio, invitando il pubblico a esplorare l’universo sonoro che ha accompagnato la realizzazione del film.

Joy diventa così molto più di una semplice campagna: è un progetto artistico che unisce moda, musica e narrazione, dimostrando come la creatività possa nascere dall’incontro tra discipline diverse.

Con questa iniziativa, Maison Margiela continua a sviluppare un linguaggio che va oltre la passerella, trasformando la collezione Spring Summer 2026 in un racconto capace di coinvolgere arte, performance e immaginazione collettiva.