La seconda serata di Sanremo 2026 riaccende il Festival dopo un debutto discusso. Tra la semifinale dei Giovani e le esibizioni di 15 Big, il palco dell’Ariston cerca un equilibrio più fluido. Il risultato è una puntata meno frenetica della prima, ma più leggera e divertente grazie soprattutto a Pilar Fogliati e Lillo Petrolo.

GUARDA ANCHE: Sanremo 2026: tutto quello che vi siete persi nella prima serata

Sanremo Giovani 2026: la sfida tra talent entra nel vivo

La gara dei Giovani entra nella fase decisiva con la semifinale guidata da Gianluca Gazzoli. A conquistare la finale sono Angelica Bove, data come possibile rivelazione del Festival e già vista a X Factor Italia, e Nicolò Filippucci, proveniente da Amici di Maria De Filippi.

Un duello che conferma l’evoluzione di Sanremo come ponte tra televisione tradizionale e nuove fanbase digitali. I brani dei due artisti, già popolari sui social, riportano all’Ariston due performer con un pubblico consolidato e un’identità ben definita.

I co-conduttori che hanno alleggerito i ritmi

In una seconda serata costruita su una scaletta ordinata e piuttosto densa, i momenti di leggerezza hanno fatto davvero la differenza. Perché il ritmo di un Festival non si misura solo nelle esibizioni, ma soprattutto nelle transizioni.

A scandire questi momenti sono stati Lillo Petrolo e Pilar Fogliati, chiamati a condividere il palco con Carlo Conti, Laura Pausini e Achille Lauro.

Pilar ha portato spontaneità, ironia fresca e un entusiasmo contagioso, rendendo più dinamici i passaggi tra una performance e l’altra. Chi non la conosceva si sarà chiesto: “Ma ci è o ci fa?” La risposta è semplice: ci fa, e lo fa davvero bene, anche nella veste di co-conduttrice.

Lillo, invece, è stato semplicemente Lillo. Chi si aspettava balletti e lezioni di “posing” non è rimasto deluso, e ha saputo interpretare al meglio il ruolo del “conduttore improvvisato”. Battute leggere, piccoli inciampi enfatizzati e gag condivise con Conti hanno dato ossigeno alla scaletta e stemperato la formalità della serata. Una garanzia.https://www.youtube.com/watch?v=2m4eKebnKWE

Il caso Elettra Lamborghini e i “festini bilaterali”

Tra i momenti più commentati della seconda serata spicca l’intervento di Elettra Lamborghini. Più della sua performance in sé, a catalizzare l’attenzione è stato il siparietto sui cosiddetti “festini bilaterali” che la tengono sveglia in hotel, diventato subito trending topic sui social.

Una battuta trasformata in gag televisiva, con sguardi complici e un leggero spaesamento in diretta, ha movimentato la serata e regalato un momento ironico in un Festival altrimenti molto lineare.

L’omaggio di Achille Lauro alle vittime di Crans-Montana

Il momento più intenso della serata arriva con Achille Lauro, che canta “Perdutamente” accompagnato dalla soprano Valentina Gargano.

Un omaggio dedicato alle vittime di Crans-Montana che riporta il Festival su un piano emotivo più profondo. L’emozione sul palco e il silenzio dell’Ariston trasformano l’esibizione in uno dei passaggi più suggestivi di questa edizione.

Ermal Meta e il messaggio per Gaza

Spazio anche all’attualità con Ermal Meta, che porta sul palco una ninna nanna dedicata a una bambina di Gaza. “I bambini dovrebbero fare rumore, non silenzio”: un messaggio sobrio ma potente, tra i pochi momenti di presa di posizione in questo Festival, che ricorda come Sanremo possa essere anche luogo di memoria e riflessione.

Conclusione: Lillo e Pilar, i salvatori della seconda serata

Con la loro ironia e spontaneità, Lillo Petrolo e Pilar Fogliati hanno stemperato la formalità della scaletta, regalando al pubblico respiro e leggerezza tra una performance e l’altra. Senza di loro, la serata sarebbe scorsa piatta e lineare; con loro, invece, la magia è stata anche nei dettagli: sorrisi, gag improvvisate e piccoli colpi di scena hanno trasformato l’Ariston in uno spazio più accogliente, umano e divertente.