Lo abbiamo incontrato a Milano durante un evento di yoga organizzato da Dimensione Danza, tra influencer, giornalisti e professionisti del settore. Un contesto che racconta già molto del nuovo corso del brand: movimento, consapevolezza, stile di vita e relazione diretta con la propria community.

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La Spring Summer 2026 traduce questa visione in una collezione che interpreta il ritmo della quotidianità attraverso capi pensati per muoversi, vivere e sentirsi liberi in ogni momento della giornata. Un guardaroba che unisce lo spirito “dance” alle esigenze del presente e reinterpreta la femminilità in chiave dinamica, autentica e consapevole. I cinque temi della collezione — Colorful World, Silky Dream, Glamour Safari, Feminine Touch e Basic — dialogano in una narrazione fluida fatta di tessuti morbidi, cromie vibranti, sfumature sorbetto, tocchi metallici e texture che spaziano dal jersey tecnico alla modal fleece fino ai materiali lucenti effetto bagnato. Tra i capi simbolo spicca la magliaccia, icona del brand e custode del suo heritage: una modellistica rimasta fedele nel tempo, immediatamente riconoscibile, che continua a incarnare l’anima di Dimensione Danza come capo pensato per accompagnare il movimento con naturalezza, libertà e personalità.

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Da oltre quarant’anni Dimensione Danza interpreta la danza come un modo di essere.

Nata dall’intuizione della ballerina professionista Nadia Necchi e del fashion stylist Enrico Baroni, ispirati dallo stile delle ballerine newyorkesi, il brand ha costruito un immaginario fatto di energia, grazia e autenticità, introducendo capi iconici come la felpa Flashdance, i Magnum, i Funky pants e il celebre elastico con logo “parlato”. Con il rientro in A. Moda S.p.A. a partire dalla Primavera/Estate 2025, si apre un nuovo capitolo che recupera i codici più autentici del marchio — layering, volumi morbidi, allure da backstage — traducendoli in un linguaggio contemporaneo e coerente con le esigenze di una donna moderna, attiva e consapevole.

Con Edoardo Bastagli, Direttore Generale Operativo di A. Moda S.p.A., abbiamo parlato di questo percorso di rilancio, delle radici di Dimensione Danza e della visione che oggi guida uno dei brand più riconoscibili del panorama athleisure italiano.

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Dimensione Danza, il ritorno alle origini: intervista a Edoardo Bastagli tra stile, identità e nuova visione del brand

Cosa rappresenta l’evento di oggi per Dimensione Danza e che cosa sta succedendo qui a Milano? Questo evento nasce con l’obiettivo di ristabilire un legame autentico tra Dimensione Danza e la sua consumatrice. Negli ultimi anni il brand aveva perso parte della sua espressione originaria e sentivamo il bisogno di riportarlo alle sue radici, al suo DNA più autentico. È l’inizio di un vero percorso di rilancio e di ritorno alle origini.

Ripensando alla storia di Dimensione Danza, cosa ha causato negli anni i suoi momenti di alti e bassi? È stato un mix di fattori legato soprattutto all’evoluzione del mercato dell’athleisure. Dimensione Danza è stato uno dei primi brand del settore, ma negli ultimi 10-15 anni il mercato si è fortemente massificato e il brand ha in parte perso la propria identità. Oggi il mercato sta cambiando e richiede ai brand di tornare a ciò che sanno fare meglio: il proprio DNA, le proprie radici.

Su quali elementi state puntando per evitare di ricadere nella massificazione? Stiamo ripartendo dai nostri punti di forza storici: felpa, jersey, jersey modal, tessuti fluidi, pantaloni e il concetto di stratificazione del look. L’idea è concentrarci su una maggiore qualità del prodotto e su una minore quantità.

Avete ripensato anche la strategia distributiva? Sì, la strategia è stata completamente riscritta. Il brand in passato era stato dato in licenza, ma abbiamo deciso di riportarlo internamente per controllarne pienamente lo sviluppo. Oggi lavoriamo con circa 150–160 punti vendita multibrand, con il canale direct to consumer online e marketplace selezionati con attenzione, evitando politiche aggressive di sconti. Stiamo inoltre valutando l’apertura di un concept store per tornare anche al retail diretto, che in passato ha già dato ottimi risultati.

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Che peso ha oggi l’online nel vostro business? Attualmente pesa circa il 15%, ma l’obiettivo nel medio termine, nei prossimi 2-3 anni, è portarlo almeno al 30-35%.

State pensando a un volto ambassador per il brand? In questa fase preferiamo costruire un mix di comunicazione più ampio. Oltre alla componente digitale e social, eventi come quello di oggi permettono un contatto diretto e autentico con il pubblico. Più che puntare su una singola figura, vorremmo collaborare con più profili che condividano il progetto Dimensione Danza.

Che tipo di ritorno vi aspettate da eventi come questo? Quali sono i KPI principali? In questa prima fase l’obiettivo principale è il branding: far tornare Dimensione Danza al centro dell’attenzione, dire chiaramente alla consumatrice di oggi e di domani che il brand è tornato e che ha ripreso il suo percorso originario.

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Il nome Dimensione Danza potrebbe sembrare molto verticale: qual è il vostro vero target? Il nostro target è ampio, con un core tra i 25 e i 40 anni, ma copriamo anche under 25 e over 40. Il nome è legato alla storia del brand e alla sua fondatrice, ma in realtà Dimensione Danza è sempre stato un total look: pantaloni, scaldamuscolo, t-shirt, felpa, un guardaroba completo con forte identità italiana, stile e qualità.

Su quali mercati internazionali vi state concentrando? In Europa stiamo guardando soprattutto ai Paesi scandinavi, dove avevamo già una presenza forte, in particolare Svezia e Danimarca. Per l’area orientale, invece, puntiamo su Medio Oriente, Corea e Giappone, mercati molto dinamici e in espansione.

Che peso ha oggi Dimensione Danza all’interno del gruppo? Al momento rappresenta circa il 10%, essendo rientrato recentemente nel portafoglio. Il nostro obiettivo è riequilibrare progressivamente il suo peso insieme agli altri brand storici del gruppo.

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Avete già in programma nuovi eventi o progetti? Sì, stiamo pianificando il calendario per il 2026. Vorremmo replicare un evento simile in occasione di Pitti a Firenze, dove abbiamo anche la sede dei nostri uffici. L’evento di oggi è stato un successo e ci metteremo subito al lavoro per i prossimi appuntamenti.