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ToggleAlle porte di Milano ovest, immersa tra terreni agricoli che incorniciano piccoli centri abitati, sorge una cascina che molti considerano un eden rurale. Un rifugio nella Pianura Padana, tra il Ticino e il Naviglio Grande, che abbraccia chi arriva dalla frenesia in cerca di quiete e buona cucina. Siamo a Vittuone, c’è la campagna intorno, ma non chiamatelo agriturismo. Cascina Resta è uno spazio da condividere, con amici o in famiglia, per una pausa bucolico-chic. Qui il passato agricolo incontra una visione contemporanea della convivialità: ogni dettaglio, dalla stufa accesa ai divani ampi, dai camini alle vetrate luminose, invita a respirare, assaporare e sostare. Ma forse è più corretto dire, a restare.
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Non la solita cascina ma una Gourmet Farm & Kitchen
A guidare il progetto è Francesco Crivelli, terza generazione di allevatori e agricoltori. La sua eredità familiare è un terreno fertile per la creatività: con lui la storia della cascina diventa una materia viva, in continuo working progress. Al suo fianco, Silvia Capelli trasforma la visione in esperienza: Cascina Resta è oggi una Gourmet Farm & Kitchen, dove ogni ingrediente ha un racconto, ogni gesto una memoria. Prima nella terra, e poi nel piatto. Una filosofia semplice e potente, che permea ogni aspetto della vita in cascina. Che è aperta a adulti ma anche ai bambini.
A dicembre, laboratori di Natale per i più piccoli

A Cascina Resta, terminata la stagione delle “pumpkin patch”, con le zucche da intagliare, ora è il momento dei laboratori di Natale: corsi di cucina per i più piccoli, dai 2 anni in su, momenti in cui si può scrivere la letterina da imbucare “direzione Polo Nord” e dare vita a disegni e creazioni con colla a caldo del proprio Babbo Natale. Ogni laboratorio, in programma a dicembre nei weekend, ha la durata di 1 ora e sono previste due attività: preparazione di biscotti natalizi e lavorazione del legno con materiali di recupero (25 euro).
Cascina Resta è un ecosistema produttivo con bottega
Negli oltre 900 ettari della tenuta si coltivano mais, frumento, orzo e sorgo, mentre gli allevamenti suinicoli forniscono prosciutto di Parma DOP. Il mangimificio interno permette un controllo completo sulla filiera, garantendo qualità e un’elevata autosufficienza. Gli orti e i frutteti sono il regno di Marta Rainoldi, agronoma di Cascina Resta, che ogni giorno coltiva un rapporto diretto con la terra, rispettandone i tempi e trasformando il lavoro agricolo in un gesto di cura.
I prodotti della cascina trovano spazio nella bottega interna e sono presentati come piccole storie di stagione. Le etichette, sempre creative, portano nomi giocosi come “Resta bambino” (un sugo al coniglio), “Resta Alternativo” (una generosa giardiniera) o “Resta Tonico”, un gin al mirtillo dal carattere fresco e vivace.

Il mirtillo, frutto simbolo dell’azienda, è al centro di una ricca trasformazione che comprende succhi, nettari e confetture. Accanto a questi, una gamma di proposte che spazia dalle conserve di pomodoro alle verdure sott’olio, dal miele alle bevande artigianali – gin, amari, birre, succhi – fino a liquori speciali come la sambuca. Non mancano infine i sapori salati: sali aromatizzati, marmellate salate e conserve gastronomiche pensate per accompagnare la cucina contemporanea.
Tutte queste specialità si possono acquistare o degustare direttamente in cascina, dove la cucina rappresenta l’aspetto più sorprendente di questa grande realtà, capace anche di ospitare eventi e matrimoni in un ambiente autentico e curato.
La cucina: un ecosistema di gusto
La cucina di Cascina Resta vede al centro lo chef Stefano Francescon, con esperienza stellata al Lido 84 di Gardone Riviera, interpreta la tradizione lombarda con mani attente e cuore contemporaneo. Piatti principalmente lombardi che raccontano la campagna in chiave nuova, dove ogni sapore mantiene la sua autenticità.
Il menu autunnale di Cascina Resta
In autunno, la cucina di Cascina Resta prende forma in un menu degustazione (di diverse portate: 5 o 7), dove ogni piatto è un piccolo racconto della campagna lombarda. Gli antipasti prevedono un ricco tagliere di salumi e formaggi della cascina, accompagnato dallo gnocco fritto appena dorato: un incontro tra croccantezza e morbidezza, tra sapore autentico e tradizione contadina. Il mosaico di bollito, servito con salsa verde, racconta la lentezza della cottura e il rispetto per la materia prima.

Tra gli antipasti c’è un delizioso vitello tonnato con jus di vitello e capperi, incorniciato tra due sfoglie croccanti e una nota dolce che rende ancora più piacevole l’inizio del pranzo. A seguire il Fungo Portobello brasato con fonduta di strachitunt soprende per l’incontro audace di ingredienti ricercati. E se i risotti ci ricordano che siamo in Lombardia, la pasta e fagioli a modo mio è il vero omaggio colto alla tradizione: pasta mista che accoglie i sapori, pancetta croccante, crema di fagioli vellutata, bagna cauda che scalda, jus di manzo che lega ogni ingrediente con una nota sapida e avvolgente. Il risultato? Una rilettura che non snatura, ma esalta.
In alternativa i cappelletti di cappone, immersi in un brodo aromatico e guarniti con nasturzio, trasformano la tradizione in leggerezza contemporanea. Per chi preferisce opzioni vegetariane, la lasagna di verze con crema di cavolfiore affumicato o i cappelletti di ricotta ed erbette dell’orto raccontano la ricchezza della stagionalità.

Il secondo, la guancia di maiale brasata, arriva morbida e profumata su un puré affumicato e cavoli dell’orto, un piatto che unisce rusticità e raffinatezza, invitando a fermarsi ad assaporare ogni sfumatura. Il dolce chiude il pasto con il savoiardo alla mandorla, accompagnato da una crema di nocciola vellutata: semplicità e artigianalità si incontrano in un momento di piacere che resta impresso.
Il lusso discreto incontra la memoria contadina
Ogni dettaglio di Cascina Resta contribuisce a un lusso discreto: pochi mobili ma curati, chic e vintage, dialogano con materiali naturali e grandi vetrate che aprono la cascina verso i campi. Un bancone proveniente da una vecchia farmacia convive con camini, stufe e divani ampi, creando una coerenza estetica e un senso di calore immediato. Niente ostentazione, solo eleganza naturale.
Ogni stagione trasforma la cascina. In estate, aperitivi tra i campi e degustazioni sotto il pergolato creano un dialogo con la natura, dove il rumore della terra si mescola alle risate delle famiglie. In autunno, invece, il colore delle foglie e il tepore delle stufe invitano a sostare davanti a un camino, sorseggiando una tisana o un gin al mirtillo.

Cascina Resta è un luogo dove rallentare, respirare, assaporare e… restare. E, inevitabilmente, tornare. Magari anche a dormire, visto che è in programma la costruzione di alcune stanze. E per chi non ha ancora trovato il luogo giusto per le Feste ecco di seguito anche i menu di Natale e Capodanno (entrambi al costo di 100 €) della Cascina.
Menu di Natale, 25 dicembre
Antipasti
- Assiette di salumi e formaggi con gnocco fritto
- Battuta di manzo al coltello e uovo di quaglia CBT, dressing al melograno
- Vitello tonnato CBT con capperi fritti e jus di manzo
Primi
- Risotto al Franciacorta con zafferano e ragù di cortile
- Cappelletti ripieni di cappone, brodo e nasturzio
Secondo
- Filetto di manzo alla Wellington su puré e cavoli dell’orto
Dolce
- Montebianco con crema di castagne e cioccolato
- Panettone artigianale con crema pasticciera aromatizzata
Menu di Capodanno, 31 Dicembre
Antipasti
- Paté en croûte di cassoeula con fondo di manzo
- Assiette di salumi e formaggi della cascina con giardiniera
- Storione bianco mantecato su crostino di polenta e melograno
Primi
- Risotto alla barbabietola con fonduta di quartirolo e crumble di rape
- Pasta e lenticchie con guanciale, bagnacauda e lenticchie soffiate
Secondo
- Filetto di manzo alla Wellington con pavé di patate e bietoline
Dolce
- Montblanc monoporzione di cioccolato e castagne
- Panettone Italo Vezzoli con crema chantilly
