Nel contesto europeo, Oksana Kuzmenko, è una brillante rappresentante di una nuova professione: la lobbista, termine che in realtà sottolinea una figura che è una stratega culturale, una comunicatrice e che lavora su un nuovo modello di partnership reputazionale.

In questa intervista, Oksana Kuzmenkoci racconta meglio il suo lavoro e la sua visione.

In cosa consiste la sua figura? La mia figura rappresenta un nuovo modo di concepire il business; il mio approccio si basa su una combinazione di fiducia, connessioni sistemiche e una profonda comprensione di come funziona esattamente l’infrastruttura per ottenere un ottimo riconoscimento personale. In un mondo in cui l’efficacia si misura non solo con i numeri, ma anche con la capacità di influenzare, il muoversi in un contesto pubblico assume un nuovo significato. Se un tempo l’influenza era associata esclusivamente alla politica o all’economia, oggi diventa un ponte tra talenti e opportunità, tra chi ha potenziale e chi ha risorse.

Quindi lei crea connessioni di valore? Esattamente. Ci sono contesti molto elitari dove, esserci e farne parte, permette non solo di dare un valore al proprio “personal branding”, ma è un canale per creare connessioni che portano a partnership, collaborazioni e sviluppo di nuovi progetti.

Questo funziona in tutti gli ambiti? Anche nella moda? Assolutamente si. Sono presente allea fashion Week di Montecarlo, ad esempio, e a quella di Milano. Anche nella moda, come in altri segmenti, io lavoro con circoli chiusi, frequentati non da persone a caso, dove gli accordi sono fissati a parole e il nome è già una garanzia. Faccio da ponte attraverso il quale si può andare in scena ed essere presenti; quindi, accompagni i miei clienti e le realtà in contesti a loro utili, dove difficilmente in autonomia si può “entrare”.

Oksana Kuzmenko

In che città è maggiormente presente? Vivo in Italia da oltre 20 anni e in questo periodo ho lavorato molto per guadagnare credibilità nei principali circoli culturali, economici e della moda in Europa. Oggi mi muovo tra Roma, Milano, Montecarlo, Cannes, Vienna e Parigi; non mi limito ad apparire agli eventi, ma ne sostiengo l’organizzazione, i contenuti e i risultati. Dagli eventi alla Mostra del Cinema di Venezia ai programmi culturali in collaborazione con l’UNESCO, agisco come moderatrice d’impatto, stratega della presenza e architetto della fiducia.  Per questo motivo sono spesso invitata come figura di fiducia in ambiziosi progetti internazionali, soprattutto dove è necessario coniugare cultura, capitali e contenuti. La mia visione è una strategia di presenza pubblica con un orizzonte lungo, in cui ogni decisione è costruita sui valori piuttosto che sull’hype.

Immaginiamo che ogni cliente e progetto, sia un qualcosa di unico. Certamente; amo definirmi come una sorta di architetto di strategia pubblica, cioè una persona che costruisce sistemi di reputazione con una intersezione tra affari, cultura, media e diplomazia pubblica. Il mio portfolio include collaborazioni con marchi, fondazioni e industrie creative. Il mio punto di forza risiede nell’elevato rapporto di fiducia tra gli stakeholder. Il mio nome è una garanzia di reputazione., con un approccio è una sinergia di consulenza privata, attività pubblica e una profonda comprensione di come funzionano le nuove forme di influenza. Ogni nuovo progetto è una storia unica che richiede una propria logica di sviluppo. Per implementare una tale storia, formo anche un team separato e composto dei migliori specialisti: designer, strateghi, esperti di media, culturologi, manager. La strategia e la tattica sono sempre adattate alla personalità, al contesto, alle ambizioni e agli obiettivi del cliente.

“Viviamo in un’economia di fiducia. E se non hai ancora accesso alla porta giusta, non significa che la tua opinione non sia importante. Hai solo bisogno di qualcuno che faccia il primo passo per te. E spesso divento proprio quel passo”- dice Kuzmenko.