Arthur Arbesser apre un nuovo capitolo della sua carriera, trasformando il suo studio milanese in uno spazio multidisciplinare dove moda, arte e design dialogano in tempo reale. La collezione fall/winter prende forma in un ambiente che unisce indipendenza, sperimentazione e contaminazioni creative, abbracciando un modello direct-to-consumer innovativo.

Lo studio di Arthur Arbesser a Milano tra moda e sperimentazione

Un’ex officina meccanica si trasforma oggi nello spazio creativo di Arthur Arbesser. Non è solo showroom, ma anche laboratorio di produzione e luogo di incontro tra artisti e designer. Qui nascono abiti, tessuti dipinti a mano, mostre ed esperienze condivise.

GUARDA ANCHE: Vuoi una borsa che non passa mai di moda? Scopri Gherardini Vintage Club

arthur arbesser nuova collezione

Come spiega lo stilista: “Questa nuova sensazione di completa indipendenza e libertà è stimolante! Soprattutto da quando i vecchi canoni del sistema della moda – apparentemente rigidi – sono stati abbattuti, un marchio come il nostro ha l’opportunità di pensare fuori dagli schemi e giocare secondo le proprie regole.”

Moda sostenibile e materiali recuperati

Le collezioni recenti di Arthur Arbesser puntano sull’essenzialità e sulla sostenibilità. Tessuti di stagioni passate vengono riutilizzati in nuove creazioni. Un esempio è il tessuto tabacco e nero della manifattura austriaca Backhausen, già visto nella fall 18 e oggi trasformato in pantaloni fluidi e un gilet sartoriale.

Una scelta che racconta la filosofia del brand: rispettare la memoria dei materiali e ridare vita a ciò che già esiste, trasformandolo in moda contemporanea.

Stampe e grafiche dal patrimonio creativo del brand

Il trasferimento nel nuovo studio ha riportato alla luce più di dieci anni di archivi. Campioni, tessuti e oggetti dimenticati hanno ispirato nuove stampe. Alcune grafiche nascono da bottoni vintage ingranditi, altre da nastri adesivi usati durante il trasloco e reinterpretati in righe multicolore.

arthur arbesser nuova collezione

Questi pattern incontrano capi dalle linee pulite: gonne scenografiche, pantaloni skinny o unisex, camicie oversize e abiti essenziali. Un linguaggio che fonde rigore e ironia, tradizione e sperimentazione.

La capsule Arthur Arbesser x Hanro

La collezione fall/winter dialoga con la capsule collection ideata per HANRO, storico marchio svizzero di lingerie e loungewear. La collaborazione comprende 15 capi caratterizzati da motivi a scacchi e vichy, in perfetta armonia con i colori autunnali della FW25-26.

arthur arbesser x hanro (1)

HANRO, attivo dal 1884, è sinonimo di lingerie di alta qualità e sostenibilità. L’azienda produce l’80% dei tessuti in Austria e confeziona in Portogallo, mantenendo un ciclo produttivo certificato OEKO-TEX® STANDARD 100. Una tradizione che si unisce all’estetica eclettica di Arbesser in una capsule raffinata e contemporanea.

arthur arbesser x hanro (1)

La lampada HUF con Servomuto design

La creatività di Arthur Arbesser non si ferma alla moda. In collaborazione con Servomuto, studio milanese di lighting design, nasce la lampada HUF.

Ispirata allo zoccolo di un cavallo, la lampada gioca con forme geometriche e contrasti materici, trasformando il paralume classico in un oggetto contemporaneo. Disponibile in più dimensioni e varianti cromatiche, integra anche stampe tratte dalla collezione Arbesser.

lampada servomuto arthur arbesser
ph Matteo D’Angelo

Dal 2010 Servomuto reinterpreta il lighting design con un approccio sartoriale: tessuti pregiati, metallo curvato e finiture plissé creano lampade che sono vere opere di “Haute Couture” luminosa.

Il lookbook FW25-26 tra fotografia e storytelling

Il lookbook della collezione fall/winter 25-26 alterna due visioni fotografiche: Henrik Blomqvist ritrae Maria di Benedetto con scatti intensi e ricchi di colore, mentre Giulia Fassina documenta la vita nello studio con immagini spontanee e intime.

Il risultato è un racconto corale che unisce moda, arte e quotidianità, trasformando la presentazione della collezione in un’esperienza visiva autentica.

Colore e stampe come linguaggio vitale

Da sempre Arthur Arbesser pone al centro il colore e le stampe. Lo stilista afferma: “Sicuramente uno dei nostri obiettivi principali è quello di valorizzare il più possibile i colori e le stampe in tutto ciò che facciamo: è quasi un imperativo da seguire, affinché il mondo non diventi un unico grande luogo dai toni neutri e piatti.”

Un manifesto di creatività che riflette la volontà di mantenere la moda un terreno vitale, ironico e personale.