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ToggleLa nuova collezione firmata Marco Rambaldi porta in passerella il tema della “gioia radicale”, un inno alla vita, alla ribellione e alla resistenza che nasce dall’innocenza. L’ispirazione affonda nelle cose semplici e cariche di memoria: le tende di una casa di campagna, le tovaglie delle nonne, i frammenti di un passato che chiede perdono ma che oggi diventa bussola per orientarsi. Il designer definisce così il cuore della sua visione: “Gioia radicale è voglia di vita e ribellione. Un inno alle cose vecchie: le tende della casa in campagna, le tovaglie della nonna, i lasciti di un passato che chiede perdono ma oggi diventa bussola.”
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Queste parole introducono una collezione che porta i segni delle battaglie ma risplende della leggerezza tipica dell’infanzia. Ogni capo diventa memoria cucita, un gesto di resistenza poetica che trasforma frammenti del passato in nuove possibilità di espressione.
Crochet, stratificazioni e abiti trasformati
Uno degli elementi centrali della collezione è il crochet, che si rinnova in forme inattese e suggestive. I centrini, simbolo di un passato domestico e intimo, diventano abito da sposa strutturato o top rosa tinto naturalmente e decorato con cristalli Swarovski. Le vecchie tovaglie si trasformano in camicie artigianali e trasparenze di tulle, mentre il concetto di coordinato – cardigan, canotta, gonna, abito – viene reinterpretato interamente all’uncinetto con filati recuperati, oppure in maglia tinta unita arricchita da trafori e fiorellini. Questo approccio artigianale sottolinea l’importanza del riuso e del recupero, elevati a fondamento estetico e narrativo.
Accanto al crochet, la collezione gioca con la stratificazione come metafora di memoria e identità. Pantaloni, minigonne e longuette si combinano come tre capi in uno, dando vita a look complessi e dinamici. Dai boxer maschili nascono culotte femminili, mentre la classica canotta a costine si intreccia con nuovi top, rivelando strati di intimità e trasformazione. La label “Out of the Closet” evolve ulteriormente: i capi d’archivio diventano basi per nuove creazioni, con la modellistica esposta come parte integrante del capo. Qui il riuso non è tendenza passeggera, ma principio irrinunciabile, che si radica nel DNA del brand e lo porta a una continua rigenerazione.
La pelle protagonista, le stampe e gli abiti da sposa reinventati

Un ruolo di rilievo è affidato alla pelle, resa possibile grazie al supporto di Lineapelle. Morbida e sensuale, viene lavorata a mano per dare forma a caban strutturati e ai pantaloni Lazy. La pelle viene intrecciata all’uncinetto nella canotta e nella nuova Femminella Bag, un accessorio che diventa simbolo di questo incontro tra tradizione e innovazione. Alcuni capi la accoppiano addirittura a centrini vintage, in un gesto che unisce forza e delicatezza, memoria e sperimentazione.
Il bianco tradizionale degli abiti da sposa si trasforma in cocktail dress, arricchito da crochet e dettagli artigianali. Questa reinterpretazione sovverte i codici della cerimonia, ribaltando le convenzioni e trasformando simboli di purezza in linguaggi più fluidi e personali. Allo stesso modo, le stampe floreali e le righe anni ’50 vengono rielaborate e rese contemporanee. Il centrino diventa pattern digitale, mentre il tulle stampato gioca con trasparenze e leggerezza. Il raso fluido si traduce in camicie impalpabili e il drill di cotone costruisce shorts essenziali, con dettagli che rivelano il sacco tasca. Questo intreccio tra leggerezza e forza esprime un dualismo femminile che rispecchia il presente: dolcezza e lotta convivono, delineando una figura complessa e attuale.
Collaborazioni e accessori artigianali
La collezione è arricchita da importanti collaborazioni che amplificano la narrazione creativa. In partnership con Bata, tutte le calzature sono state personalizzate, includendo l’anteprima esclusiva della sneakerina Rambaldi, caratterizzata da lacci all’uncinetto. Questo dettaglio inaspettato rinnova il linguaggio sportivo e lo inserisce nella poetica artigianale della Maison. Gli accessori sono firmati da Rosantica, realtà artigianale Made in Italy riconosciuta per l’estrema cura dei dettagli. Borse e gioielli accompagnano i look con un’eleganza preziosa, consolidando l’idea che la collezione sia un progetto corale, capace di intrecciare diversi saperi.

Innovazione digitale e resistenza poetica
Anche la tecnologia digitale entra a far parte della visione. La sfilata ha introdotto un processo di casting completamente digitale grazie a Syncroni, un’app sviluppata da Hatem Ben Hassine attraverso Polimoda Talent 2025. Questa scelta ha permesso di eliminare supporti cartacei e ottimizzare il workflow del backstage, dimostrando come il brand sappia integrare innovazione e sostenibilità anche nei processi organizzativi.
La proposta di Marco Rambaldi è sospesa tra opposti che si attraggono: leggerezza e forza, dolcezza e ribellione, intimità e collettività. Ogni capo porta in sé i segni delle battaglie, ma al tempo stesso sprigiona la spensieratezza che solo l’infanzia può regalare. Questa dimensione poetica si traduce in un invito a non smettere mai di cercare il contatto umano, a correre nelle piazze per il desiderio di vicinanza, anche quando la disumanità sembra prevalere. La collezione “Gioia radicale” è molto più di un racconto estetico: è una dichiarazione politica ed emotiva che invita a resistere attraverso la bellezza, la memoria e la creatività. La moda, per Marco Rambaldi, diventa atto di ribellione e insieme gesto d’amore, capace di trasformare la rabbia in carburante per nuovi abbracci, anche scomodi. Indossare questi abiti significa accogliere la complessità del presente e scegliere di abitarlo con coraggio, poesia e consapevolezza.