Dallo sci alpino ai riflettori della Fashion Week di Milano, Lucas Pinheiro Braathen incarna una nuova idea di sportivo: libero, creativo e capace di ispirare oltre i confini della neve. Con radici norvegesi e brasiliane, un percorso segnato da vittorie, ritiro e ritorno, oggi il giovane campione racconta la sua visione autentica della vita. Dalla storica impresa dell’8 dicembre 2024, quando ha portato il Brasile per la prima volta sul podio della Coppa del Mondo, fino al lancio del suo brand Octo skincare, Braathen rivela come disciplina, arte e stile possano convivere nello stesso percorso.
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Intervista A Lucas Pinheiro Braathen
Lucas, come ti senti a essere qui a Milano oggi?
Mi sento felice e pienamente presente. Milano è una città che amo e la Fashion Week porta un’energia speciale. È l’occasione per parlare dei miei sogni e di chi sono, in un contesto che celebra creatività e trasformazione. Fin dalla mia prima visita al Patrium Maiocchi ho immaginato che sarebbe stato un luogo in cui un giorno avrei voluto realizzare qualcosa di mio. Oggi questo sogno prende forma, e ne sono molto grato.
Sei cresciuto tra Norvegia e Brasile: cosa ti porti dentro da entrambe le culture?
Non è stato semplice: in Norvegia ero visto come “il brasiliano”, in Brasile come “il gringo”. Mi sono spesso sentito fuori posto. Con il tempo, però, ho imparato ad accogliere questa dualità come una ricchezza. Dalla Scandinavia ho ereditato disciplina e resilienza, dal Brasile energia, espressività e passione. Oggi considero questa fusione il mio più grande punto di forza, il mio vero superpotere.
Hai vinto, ti sei ritirato e poi sei tornato: cosa ti ha fatto capire che era il momento giusto per rientrare?
La mia scelta è stata guidata dalla libertà. Non ho mai visto la vittoria come unico obiettivo: per me lo sport significa ispirare gli altri a inseguire i propri sogni. Per riuscirci, però, bisogna essere autentici. Quando ho sentito di non poter più esprimere fino in fondo chi ero, ho deciso di fermarmi. Poi ho ritrovato la mia strada, e oggi vivo questa nuova fase con gratitudine e coerenza.
Lo sci è uno sport molto tradizionale, ma tu sei visto come un atleta creativo e diverso: quanto è importante per te portare personalità in pista?
Per me è fondamentale. Lo sci è una forma d’arte: la tecnica e lo stile sono sempre lo specchio della personalità di chi scia. Quando conosci un atleta e poi lo osservi in pista, ti rendi conto che i suoi movimenti parlano di chi è. Lo sport, come l’arte, serve a trasmettere emozioni. Per questo porto sempre me stesso in gara, anche se non tutti approvano: è l’unico modo per dare davvero qualcosa a chi mi guarda.
Le tue esultanze dopo il traguardo sono diventate quasi un marchio di fabbrica. Sai già cosa farai o è sempre puro istinto del momento?
Non preparo nulla, è sempre istinto. Le mie esultanze sono il riflesso naturale della gioia, della gratitudine e della liberazione che provo. Fin da bambino amavo esibirmi, inventavo coreografie e spettacoli per la mia famiglia. Credo che quella vena creativa riemerga oggi nei miei festeggiamenti, un po’ come accadeva con i calciatori brasiliani che ho sempre ammirato, da Ronaldinho a Neymar. È il mio modo di condividere con gli altri la felicità che sento dentro.
Il tuo podio per il Brasile dell’8 dicembre 2024 è stato storico: che emozioni hai provato e quale messaggio pensi mandi ai giovani sudamericani?
È stata un’emozione indescrivibile. Portare il Brasile sul podio in uno sport che non si pratica nemmeno nel Paese è stato un segnale forte: tutto è possibile. I sogni appartengono a chi li sogna, non agli altri. Vorrei che i giovani sudamericani capissero che seguendo la propria intuizione si possono aprire strade che sembrano impossibili.

C’è stato un momento con un fan che ricorderai per sempre?
Sì, più di uno. Una volta una persona mi ha raccontato di aver chiamato il proprio figlio con il mio nome: è stato toccante. Un altro fan mi ha chiesto di firmargli il braccio per tatuarsi la mia firma. Sono esperienze intense che ti fanno capire quanto puoi entrare nella vita delle persone.
Moda, arte e stile sembrano essere una parte importante di chi sei: come si inseriscono nella tua identità e nel tuo futuro oltre lo sport?
Non li considero un futuro distante, ma parte del mio presente. Negli anni ho tratto ispirazione da tante esperienze, ma oggi vivo qualcosa di diverso: non sono più solo spettatore, contribuisco attivamente a creare. Durante questa Fashion Week ho lanciato il mio brand, Octo skincare, una linea skincare a cui lavoro da tempo. Ho scelto di concentrare tutte le energie su questo debutto, rinunciando ad altri eventi, perché per me rappresenta un nuovo inizio. È un momento emozionante e pieno di adrenalina.
Se dovessi scegliere una frase per descrivere chi sei oggi, quale sarebbe?
“Mi sento me stesso”. È la verità più semplice, ed è ciò che spero di continuare a sentire.